Lettori fissi

giovedì 10 agosto 2017

"Fixed" di Eleonora Ragozzino


Elisabeth non ha idea di cosa l'abbia portata alla morte.
Non ha nessun ricordo, e per quanto si sforzi non riesce a dare una risposta a nessuna delle domande che le affollano la mente.
Sa che indossa un assurdo abito da sposa, ma non ha la più pallida idea come sia legato a ciò che sta vivendo.
Elisabeth non ha mai creduto alla vita dopo la morte, ma giunta al cimitero è costretta a ricredersi perché dietro all'apparente tranquillità scopre un mondo che prende vita, popolato da persone che vita non hanno.
E ciò la porta a scontrarsi contro quelle che erano sempre state le sue sicurezze, rendendole difficile accettare la situazione.
Le sue giornate sono vuote, ma piene di domande senza risposta e nessuna voglia di reagire.
Finché non incontra Sam, l'unico capace di vederla.
Sam è pieno di vita, e sembra essere l'esatto opposto di ciò che è Elisabeth.
Eppure nonostante l'assurdità della situazione, Sam non vuole fare altro che aiutarla.
Vuole starle accanto, anche se lei non fa altro che allontanarlo.
Lo respinge, tentando di proteggere quel poco che le sembra rimasto della sua esistenza, ma lui non vuole altro che vada avanti e accetti ciò che le è successo.
Ma perché mai dovrebbe voler una cosa del genere?
Cosa può darle lei, quando non possono nemmeno sfiorarsi?
Appartengono a  due mondi diversi. Lui è vivo e pieno di opportunità che lei ormai non ha più.
Tutto questo le fa paura, non vuole provare nulla per lui . . .

Non fa altro che chiedersi perché lui tenga tanto a lei, da quando si rende conto di provare sentimenti che credeva di non poter più provare.

Formato libro : 14x21
Pagine : 196
ISBN : 9788824907491
Anno di pubblicazione : 2017
Editore: Booksprint


Biografia:
Eleonora Ragozzino  ha vent’anni, frequenta la facoltà di fisica presso l’università della Calabria, vorrebbe specializzarsi in fisica medica ed è una volontaria in un centro di accoglienza della sua città.
Ama leggere, ma soprattutto immaginare e scrivere storie per dare libero sfogo alla sua fantasia. Ciò che è più importante per lei nelle sue storie, non è tanto cosa i suoi personaggi stiano facendo ma ciò che sono capaci di trasmettere, che abbiano reazioni e sentimenti veri, in modo da sembrare reali.

Stralcio:
Ci sedemmo in quello che era diventato il nostro posto. La
panchina sotto l’albero.
Lui si sedette per primo e inizio a massaggiarsi le tempie con
un'espressione corrucciata nel volto.
Mi misi a sedere anche io, ma all’estremità della panchina,
come i bambini che quando combinano qualche disastro cercano
di non far più rumore per non destare sospetti.
Anche se, il disastro era già stato scoperto.
– Dovevi dirmelo – disse girandosi verso di me per guardarmi
negli occhi.
Io invece, non avevo la forza per guardarlo, continuavo a
guardare a terra e dissi:
– Ho pensato saresti stato molto meglio senza di me –
– Non pensarlo nemmeno – disse con tono duro.
Dovevo aspettarmelo che fosse arrabbiato
– Ma l’ho fatto, non voglio essere causa di nessun problema –
dissi cercando quasi di giustificarmi.
Non volevo che fosse arrabbiato con me, ma lo capivo e avrei
voluto fare qualcosa così che lui smettesse di esserlo, ma qualsiasi cosa avessi fatto fino a quel momento aveva causato solo danni, perciò decisi di non fare nulla per paura di sbagliare ancora.
– Tu non hai creato nessun problema. –
La sua voce si stava addolcendo, quasi come se fosse il suo tono di voce normale con me.
– Ma quelle persone. –
– Fottitene di quelle persone e di tutto ciò che hai sentito. –
Ero stata così stupida e così immatura, che l’unica cosa che mi
venne in mente da dire fu:
– Mi dispiace – con tono pentito e imbarazzato.
– Avresti dovuto dirmelo. –
– Mi è mancato il coraggio – dissi sinceramente.
Era proprio vero
Quanto è vero, che più teniamo a una persona più abbiamo
paura di perderla.
Avevo pensato stupidamente che a ignorare il problema forse
non sarebbe successo niente, ma non ero mai stata brava a nascondere i miei sentimenti, cosa che, inoltre si era rivelata palesemente vera pochi attimi prima. Anche a far passare giorni sarebbe saltato a galla, non sarei mai riuscita a mentirgli sapendo
di farlo soffrire.
– Perché? – Non era più arrabbiato come prima ma si sentiva
ancora che era contrariato.
– Ho pensato che, a presentarti il problema tu stesso avresti
capito che questa situazione non andava bene e te ne saresti andato . –
Tralasciai il fatto che se l’avessi visto andare via il mio cuore
ne avrebbe sofferto, non ritenendolo poi così importante.
– Non lo avrei mai fatto – disse per rassicurarmi ormai dovevo
dire la verità, altrimenti mi sarebbe rimasto quel peso, e non
avevo letteralmente la forza per poter sopportare altro.
– Avresti potuto, non ci sarebbe da stupirsi. –
– Non hai capito niente allora. –
Si sentiva che era ferito dalle mie parole, perché così dicendo
era come avergli dimostrato che non avevo capito niente di lui.
– Non volevo essere rifiutata, non volevo vederti andare via e sapere che
era ciò che volevi, che capissi che non e valeva la pena. –
– Aspetta, Elisabeth calmati. –
– No devi saperlo – Ora era la mia di voce ad essere dura con
lui�– D’accordo. –
Non volevo illuderlo, non era mai stata mia intenzione farlo.
Anzi, avevo avuto paura per me, che io mi potessi mai illudere
che lui potesse provare qualcosa per me.
– Non avrei mai sopportato di vederti andare via, avrebbe fatto troppo male. Ho pensato di fare il tuo bene, altrimenti non
l’avrei mai fatto! Così sarebbe stato più facile. –
Prese del tempo per pensare, rimanendo a guardarmi.
– Ascoltami bene – disse.
Io invece non dissi nulla, aspettando che fosse lui a parlare.
– Io non ho intenzione di andarmene. –
Non ero riuscita a guardarlo fino a quel momento, avevo sentito il suo sguardo fisso su di me, e così quando mi voltai e incrociai il suo, e tutta la mia paura inizio a scomparire.
– Davvero? –
– Assolutamente sì. –
Sorrideva, ed era bellissimo quando sorrideva.
Mi concessi un attimo di quella meraviglia prima di ricominciare a guardare a terra, continuavo a non riuscire a sostenere il
suo sguardo
Una domanda mi sorse spontanea.
– Perché? –
– Perché tu ne vali la pena. –
A sentirmi dire quelle parole mi venne spontaneo stringerlo in
un abbraccio, anche se non potevo veramente farlo.
Lui rimase sorpreso di questo, anche perché non sentiva
nemmeno il contatto con il mio corpo.
– Fai finta che io lo stia facendo davvero – dissi mentre continuavo a circondarlo con le mie braccia.
– Sarebbe bello. –
Lo lasciai andare dopo un po’, anche se desiderai con tutta me
stessa di non doverlo fare.
– Ricordi cosa ti ho detto l’altra sera? –
– Si – dissi. Come potevo dimenticarlo? Quando l’unica cosa
che avevo fatto per tutto il tempo in cui non l’avevo visto era stato ripensare ai momenti che avevo passato con lui.
– Riguardo al fatto che ho smesso di parlare di ciò che vedevo ? –
– Sì. –
– Non ti ho detto tutta la verità – confessò.
Non volevo che si sentisse in obbligo di raccontarmi cose che
avrebbero potuto farlo stare male, avevamo appena avuto un �
momento che si poteva definire felice, e non volevo che si rovinasse un’altra volta quell’atmosfera che si era creata fra noi due.
– Non sei obbligato. –
Ma più che obbligato sembrava che avesse il bisogno come me
di dire la verità.
– Volevo dirtelo, volevo dirti tutto, eri lì, mi ascoltavi e per la
prima volta mi sono sentito capito pienamente, ma ho avuto
paura. –
– Paura di cosa? –
– Paura che tu non sopportassi ciò che sono, non potevo dirtelo , non potevo rovinare tutto, stavamo così bene insieme –
Non ero stata l’unica che aveva paura di essere abbandonata
per ciò che era, era questo evidentemente il motivo per cui non
se ne era andato sapendo cosa avevo fatto.
Non l’aveva fatto perché lui mi capiva.
Ci teneva a me, e me lo stava dimostrando così.
– Hai avuto paura per me? –
Adesso era lui a non guardarmi più, ma volevo che lo facesse,
perché se l’avesse fatto avrebbe capito che non ero affatto arrabbiata , anzi ero felice per ciò che stava sotto alle sue parole.
– Sì – disse guardandomi.
– Non devi preoccuparti per me. –
Stavo sorridendo e gli accarezzavo una guancia con la mia
mano destra, anche se non poteva sentire nemmeno quello.
– Certo che devo – Lo disse con così tanta convinzione che
quasi me ne convinsi. Non riuscivo a non guardare i suoi occhi,
così tanto da riuscire a guardare il mio riflesso all’interno.
Non era possibile che ci fosse il mio riflesso, eppure lo vedevo,
era li.
Lui mi stava guardando, come si guarda qualcosa di. bello.
– Te l’ho già detto, non voglio essere un peso. –
– Non posso lasciarti sola. –
Era sempre più convinto di quello che diceva, e sebbene tutto
questo non facesse altro che far scomparire la mia paura di vederlo andare via, una domanda non faceva altro che vagarmi per
la mente.
– Perché? – domandai di nuovo.
– Perché non voglio farlo! Perché chi si può preoccupare per
te se io sono l’unico che sa che tu sei qui? Chi altro può farlo? –
Non avevo capito fino in fondo la mia paura di perderlo fino a
quel preciso momento. Ero così terrorizzata al pensiero di vederlo andare via, non soltanto perché mi ero affezionata a lui e mi stavo abituando alla
sua presenza, ma perché, se ne fosse andato, mi sarei ritrovata
sola.
Avevo paura di stare sola di fronte a un mondo che non riconoscevo in nessuna cosa. E qualsiasi posto io potessi andare non
mi avrebbe mai fatto sentire come se fossi in quello giusto.
Avevo paura di perderlo perché. era l’unica persona che avevo
con me.
Fece un respiro profondo e si girò a guardarmi, dopo che entrambi ci eravamo persi nei nostri pensieri.
Io non avevo risposto alla sua domanda, anche se, non c’era
una vera e propria risposta da dare.
Si rispondeva da sola.
Non c’era nessun altro a parte lui.

– Lasciami spiegare, adesso che ho trovato il coraggio. –

sabato 22 luglio 2017

"Cenere sulla Brughiera” di Francesca De Angelis



Titolo: "Cenere sulla Brughiera”
Editore: Arduino Sacco Editore
Autore: Francesca De Angelis
ISBN: 978-88-6951-219-3
Numero pagine: 228
Data di pubblicazione: settembre 2016

Sito editore :www.arduinosaccoeditore.eu (il libro si acquista tramite il sito ma lo si può comprare anche in libreria se lo si ordina)


Trama: 
Catherine Barret nacque in una piccola cittadina dello Yorkshire, crescendo felice fra le brughiere che caratterizzano quei luoghi. Un infanzia ridente che sembrava poter durare in eterno viene spezzata dalla morte dei suoi genitori Elizabeth e Robert Barret. Cathy assieme alla nonna Mary e alla sua infantile zia Clarisse viene è costretta ad immigrare negli Usa. Dopo la morte della nonna, seguita successivamente da quella della zia, Catherine viene affidata ai Finch una coppia snob e sgarbata che la maltratta in continuazione. La ragazza troverà un po' di sollievo con l'amicizia e successivamente storia d'amore con il tormentato Logan suo compagno di classe, ragazzo fragile che cela la sua infelicità con un facciata allegra e solare. Dopo giorni di idillio, Logan scompare. Catherine dovrà così fronteggiare da sola il bullismo dei suoi compagni di classe. Fra mille peripezie dopo essere scampata ad una violenza di gruppo da parte dei suoi compagni, si ritroverà a fuggire per la campagna, braccata dalla polizia che la considera responsabile della morte dei suoi amici e dei suoi genitori adottivi. Cathy da innocente verrà condannata alla pena capitale dopo essersi ricongiunta con Logan ed aver appreso di essere stata usata da John Cabol un perfido avvocato amico dei Finch, assassino degli stessi che ha visto in lei lo strumento ideale per realizzare i suoi loschi piani. Il lieto fine arriverà solo con la pace eterna, poiché nelle mie storie spesso è solo l'aldilà il luogo di pace. Nei miei racconti i protagonisti sono quasi sempre ragazzi soli e gli adulti che dovrebbero proteggerli diventano spietati carnefici senz'anima. Solo gli adulti deboli, in questo caso rappresentati dall'infantile ed un po' pazza zia Clarisse e gli anziani nonni di Logan rappresentano il bene che però è sempre destinato a soccombere. In questo romanzo ispirato a “Cime Tempestose” spesso citato nel libro come romanzo preferito dalla protagonista ho voluto rappresentare il lato oscuro nel mondo dove la vita, la felicità e l'amore vengono abbattuti dal denaro e dalla sete di potere qui rappresentati dal malvagio avvocato Cabol.



L'autrice:
Francesca De Angelis nacque a Roma il 10-04-1991 in una gelida giornata di primavera, l'unica sopravvissuta ad potenziale parto plurigemellare. Per avere un quadro di quella che fu la sua infanzia, basta guardare uno di quei film anni 30 con protagonista Shirley Temple dove il lieto fine è presto detto. Le sua giornate erano scandite dalla scuola e dai giochi con gli amici sotto l'occhio vigile della nonna, una signora energica e un po' mascolina che le raccontava spesso le storie e le leggende che aveva appreso dal paesino di montagna dov'era cresciuta. Così nutrita da storie su fate, folletti e principesse l'immaginazione della piccola Francesca iniziò ad essere fertile. Un contributo venne anche dalla florida e grassottella zia materna che ogni pomeriggio, aiutata dalla collana dei libri “I Quindici” rendeva ancora più forte il suo desiderio di lettura. C'era un periodo della sera, che Francesca trovava magnifico in cui il buio cadeva sulla casa della nonna, dove ogni angolo poteva celare un mistero od un bizzarro animale. Essa appariva agli occhi della bimba come un castello incantato. Qualche anno dopo il castello incantato arrivò davvero. A nove anni, dopo la morte della nonna, seguita a breve da quella della zia, la depressione iniziò a divagare nel suo corpicino spingendolo a vedere il lato più orribile del mondo. Qualcuno però non voleva vederla soffrire. Il giorno del suo decimo compleanno qualcuno le recapitò un regalo molto speciale che cambiò per sempre la sua vita. Il regalo era il terzo volume della saga di Harry Potter, della scrittrice britannica J.K. Rowling che divenne da allora la sua Fata Madrina cosmica. Quel romanzo le fece capire come la scrittura, il semplice poggiare una penna su un figlio potesse rinvigorire il suo animo in maniera ancora maggiore di quanto potesse fare qualunque medicina. Da ragazzina Francesca prese ad amare la scrittura e usando delle vecchie bambole prese a dar vita ai suoi personaggi. Oggi, che la sua vita è passata per un quarto ha da poco pubblicato il suo primo romanzo “Cenere sulla Brughiera” per la casa editrice Arduino Sacco. E, sebbene il cammino verso la felicità sia ancora lungo e tortuoso, la ragazza continua a scrivere non volendo mai abbandonare l'attività che ama di più e che la salva ogni giorno dal finire nel baratro.



    

martedì 4 luglio 2017

"Crush" di Connie Furnari


CRUSH
Genere: Romance New Adult
Link d'acquisto AMAZON
Edizione digitale e cartacea

È la prima estate dopo il diploma e Brittany, chiamata da tutti Bree, lascia Cleveland con la sua famiglia, per trascorrere le vacanze in un cottage a North Kingstown, nello stato del Rhode Island.
Impaziente di andare in autunno ad Harvard, è decisa a trascorrere delle vacanze serene e rilassanti, lontana da Mason, il suo ragazzo del liceo parecchio assillante. È soprattutto emozionata perché rivedrà Justin, l’amico con il quale tre anni prima aveva trascorso un’estate indimenticabile, e a cui aveva chiesto il suo primo bacio, durante una romantica notte sulla spiaggia.
Ma Justin è cambiato, non è più il ragazzo che lei ricordava, e che la riempiva di dolci attenzioni. È diventato ancora più attraente e sexy, approfitta del suo fascino per spezzare il cuore delle ragazze, e sembra non provi più niente per lei.
Bree non sa cosa gli sia accaduto durante i tre anni in cui sono stati lontani, ma non si rassegna. Decisa a riconquistare Justin cerca di aprire una breccia nel cuore di pietra del ragazzo, anche se riceve solo rifiuti e prese in giro.
Neppure Luke, il fratello gemello di Bree, riesce a dissuaderla: lui sa quello che è accaduto a Justin, ma non vuole rivelarlo. Le consiglia soltanto di stargli alla larga, perché accanto a lui soffrirà soltanto.
Bree però sa che Justin è ancora il ragazzo per il quale aveva una cotta, e che neanche lui l’ha dimenticata, malgrado sembri il contrario, ed è decisa a scoprire perché è tanto cambiato.
La situazione si complicherà quando dovrà lottare contro la spregiudicata Paige, innamorata di Justin, e con l’inaspettato arrivo del suo ragazzo di Cleveland, Mason.
L’estate di Bree non sarà tranquilla come si era aspettata, ma eccitante e avventurosa, grazie a Justin e alla loro frizzante e movimentata storia d’amore.

Crush è un romance New Adult che sa di mare e di sale, la storia d’amore di due adolescenti che si cercano, si respingono, ma che non hanno mai smesso di amarsi. Un romanzo che parla di sentimenti e passione, dalle sfumature piccanti e coinvolgenti.



«Era impossibile per me dimenticare quella magica notte stellata sulla spiaggia, Justin era la mia prima cotta, il ragazzo a cui avevo chiesto il mio primo bacio.

Ricordavo ancora le sue labbra salate, il suo cuore che batteva contro il mio, mentre mi stringeva forte e la schiuma del mare ci accarezzava i piedi scalzi.»




LOVE ME TENDER
Genere: Romance
Link d'acquisto AMAZON
Edizione digitale e cartacea 

Keri ha bisogno di capire quello che prova, come ogni adolescente è confusa e affascinata da ciò che non riesce ancora a comprendere: l’amore. Quel sentimento che emoziona, che fa piangere.
Il suo incontro con Rick, un ragazzo rude ma bellissimo, la spinge a violare i suoi desideri, a smettere di credere al romanticismo, per un rapporto più maturo. Ma è un mondo che non le appartiene. Keri vuole l’amore, non il sesso. Il sogno. Si illude di trovarlo quando conosce Ethan, che sembra molto diverso da Rick, un ragazzo dolce e premuroso che le fa provare emozioni che altri non le avevano mai fatto provare. Ma Ethan sarà capace di amarla, nel modo in cui lei desidera, o sarà soltanto uno dei tanti che vogliono abusare del suo corpo? 

Love me tender sono i pensieri di una ragazza come tante, che spera di trovare un amore intenso e assoluto, capace di completarla, e di farle dimenticare le molte delusioni amorose, causate dalla sua sete d’affetto e dalla sua smisurata fiducia verso il prossimo. Un soffio di sogni e turbamenti, bagnati dalle lacrime e illuminati dai sorrisi di un’adolescente che cerca soltanto se stessa.


L’autrice
Connie Furnari è nata a Catania. Laureata in lettere, appassionata di cinema, pittura e film d’animazione, è un’autrice Rizzoli. Ha pubblicato con varie case editrici, in self publishing e ha vinto diversi premi letterari.
È una scrittrice multi-genere, predilige scrivere il fantasy e il paranormal, ma si dedica anche al romance, al thriller, alla narrativa per bambini e ragazzi, e ad altri generi letterari. Tutte le sue opere sono facilmente reperibili on line, sia in digitale che in cartaceo. Vive tra centinaia di libri e dvd, ed è presente nei social network. Ama leggere, disegnare manga, e dipingere quadri. 

Un "mi piace" non costa nulla, è sempre gradito e basta soltanto un clic! Grazie di cuore!

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