martedì 15 settembre 2020

"Il mondo rubato" di Maria Stella Bruno

 



Il Mondo Rubato (Nuova Era #2) di M.S. Bruno – Trama

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Danmar ha lasciato Nuova Era, suo pianeta natio, senza rimpianti. Ha seguito Zohya, l’ex ricercatrice della misteriosa Corporazione che lo ha aiutato a salvare la sua gente, in un viaggio fra le stelle per amore di avventura e conoscenza. Ma ogni esplorazione ha delle tappe obbligate e i due, per riparare il loro mezzo interstellare, devono fare scalo su di una luna boscosa all’apparenza disabitata. Qui saranno costretti a cercare riparo fra antichi ruderi di misteriosa fattura, che si protendono sulla superficie e nel sottosuolo per miglia e miglia senza un perché evidente.

 

Sarà l’inizio di una serie di incontri e scoperte straordinarie che metteranno alla prova ogni loro capacità e certezza, rischiando di travolgerli. In una corsa per la sopravvivenza, Zohya e Danmar si ritroveranno senza tecnologia ad affrontare nemici formidabili cercando alleanze improbabili. E tra bestie territoriali e feroci, abili e senza scrupoli Recuperatori, AI affette da “follia artificiale” e Miliziani col culto della vittoria, i due giovani arriveranno in vista di un pianeta che rientra nella triste schiera dei Mondi Rubati. Ma possibile che questo sia proprio la Terra, luogo d’origine dell’umanità, creduto perso ormai da un centinaio di anni? Spetterà a Danmar e Zohya scoprirlo, superando le mezze verità e i misteri che si celano anche tra di loro, oltre che nelle trame dell’universo.

 

Estratto

 

"L’Arca partita da quel pianeta quasi cent’anni prima ora ritornava. Nave e pianeta però non erano più quelli di un tempo. Un secolo aveva cambiato tutto. La Pelasgo era ormai un relitto senza scopo, mentre il mondo che la vedeva tornare non era più lo stesso che l’aveva vista partire… Era stato rubato, le coordinate cancellate da tutti gli archivi, ed era stato preda di chi voleva privarlo dei suoi tesori. In una strana ironia, quel pianeta aveva subito la medesima sorte di oblio della Pelasgo che era rimasta per troppo tempo nascosta.

 

Ma l’universo non apprezzava ironie e di certo neanche coloro che lottavano per far atterrare la grande Arca riflettevano su simili questioni. La potenza del modulo era appena sufficiente per cercare di condurre indenne la grossa punta di freccia, scoccata da una semisconosciuta luna boscosa all’inizio di quel miracoloso e orribile viaggio, verso la dura pianura che si estendeva sotto di loro. La Pelasgo però era come un’animale imbizzarrito, difficile da governare, pazzo di dolore. Al suo interno barriva e fremeva, sbuffava e gridava, mentre le parti più esterne si sgretolavano nel graduale, ma veloce insinuarsi nell’atmosfera. I pochi viventi che ancora si riparavano al suo interno si ritrovarono confusi e allarmati nel cercare di sopravvivere alle strutture che crollavano, a quelle sezioni che, prive di protezioni, si arroventavano, ai sistemi di emergenza che finivano definitivamente di funzionare. Alcuni alberi, quelli esterni allo scudo, già appassiti, si incendiarono e si sbriciolarono in pochi istanti, mentre le fiamme passavano avviluppandosi anche al resto della vegetazione che era sopravvissuta a quell’innaturale viaggio su di un’isola interstellare."


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