Lettori fissi

domenica 24 settembre 2017

"Come un'aquila e un delfino" di Claudia Esposito



"Il loro fu uno di quegli incontri guidati dal destino, in cui le anime si erano riconosciute, anche se non potevano saperlo."

Arianna e Colin hanno due passioni in comune: l’alchimia fisica e mentale che provano l’uno per l’altra e il sogno di diventare medici, solo che uno è guidato dall’ambizione, l’altra dal solo amore per quel lavoro.
L’attrazione si combina ben presto con un amore smisurato che li spingerà sempre l’uno verso l’altra. Il diverso modo di concepire il loro lavoro, invece, li porterà a separarsi e a rincontrarsi più volte nel corso della loro vita, in un processo che sembra non avere fine.

Sullo sfondo di tre diversi continenti è narrata una storia d’amore che vuole resistere al tempo e alle distanze.

Stralcio:
[…]
Era esattamente uguale a quattro anni prima. Colin, in parte, la trovò cambiata, invece: i capelli erano più corti e non erano più completamente biondi, avevano qualche riflesso più scuro all’interno, ed era più magra. Ma gli occhi, quegli occhi quasi neri di cui si era innamorato, erano sempre gli stessi. Profondi, pieni di parole non dette. Dopo il pranzo Arianna decise di ritornare in albergo – si congedò per un mal di testa, – e vi rimase per il resto della giornata. Soltanto in tarda serata uscì sulla terrazza deserta dell’albergo, si affacciò alla balconata e si mise a guardare il lago sottostante. Trascorsero pochi minuti prima che Colin la raggiungesse. Quella volta il destino non c'entrava niente: Colin era rimasto tutto il pomeriggio nella hall, nell'attesa che la vedesse comparire.
«Anche tu non riesci a dormire?» la voce di Colin le giunse all’orecchio. Non se ne stupì, aveva la sensazione che di lì a poco l’avrebbe sentito arrivare alle sue spalle, o forse, era soltanto ciò che stava sperando in quel momento.
«In effetti no, non ci riesco.»
Si era appoggiato anche lui al parapetto, accanto a lei.
«Come stai, Arianna?»
«Bene, e tu?»
«Bene.»
«Non pensavo di vederti qui, sinceramente. Insomma, da Boston a Ginevra,» dichiarò lei continuando a guardare il lago.
«Beh, era un convegno importante. A proposito cosa hanno detto?» domandò.
«Cosa hanno detto chi?»
«Al convegno,» rise Colin.
Rise anche Arianna.
«Che fine hanno fatto i tuoi riccioli biondi?»
«Oh, è un po’ che li ho scuriti.»
Rimasero in silenzio per un po’, soltanto il verso di un grillo in lontananza disturbava la quiete. E poi c’era quello del battito incontrollabile dei loro cuori. Ma quello non potevano sentirlo.
«Allora come va la vita? Non porti la fede, quindi non ti sei sposata,» notò.
«Ho un compagno, Phil. E tu?»
«No.»
«No, cosa? Non sei sposato?»
«Non sono impegnato.»
Di nuovo silenzio tra loro. Continuarono a fissare i riflessi argentei della luna nel lago e per un po’ nessuno dei due parlò. Ma, in alcuni casi, i silenzi fanno talmente di quel rumore da diventare assordanti.
Fu ancora una volta Colin, a parlare per primo: «Sei sempre bellissima, Arianna.»
Lei si volse e lo guardò. Lui guardò lei. Certe volte anche gli occhi dovrebbero stare zitti e, invece, parlano.
«Accidenti Colin!» sbottò Arianna all’improvviso.
«Cosa?»
«Cosa! Cosa? Arrivi qui, da Boston e irrompi nella mia vita, di nuovo!»
Lui le sfiorò la guancia con un dito. «Tempo fa ti dissi che ti avrei amato per tutta la vita. È proprio vero.»
Poi si avvicinò al suo volto, sempre di più, fino a quasi sfiorarle le labbra. Arianna lo fissò con quei suoi occhi scuri, pieni di ricordi, di lacrime, di amore, di odio.
«Io, invece, avrei voluto non amarti mai,» gli disse e andò via.
Lui amava lei, lei amava lui. Ma a volte l’amore non basta.

 Biografia:
Claudia Esposito nasce a Milano nel 1988, ma si trasferisce a Napoli pochi anni dopo. Conseguita la laurea in Lettere, intraprende la carriera da insegnante. 

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