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mercoledì 11 gennaio 2017

"Profumo di zucchero e vaniglia" di Elena Ungini


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Chiara ha ventidue anni, una figlia piccola ed è sola da quando il suo fidanzato, alcolizzato e violento, l’ha lasciata. Decisa a trovare un lavoro, frequenta il corso serale per diventare pasticciera. Quando inizia a lavorare nella pasticceria di Stefano, suo ex compagno di scuola, si rende conto di provare per lui un’attrazione fatale che il giovane non sembra ricambiare. Del resto, lui sta per sposare Lucia, con la quale è fidanzato da due anni.

Ma Chiara è dolce, simpatica, avvenente e molto più presente di Lucia, sempre in viaggio per lavoro o vacanza e Stefano inizia a portare Chiara con sé alle convention, alle cene, ai vari appuntamenti di lavoro. Tra loro nasce una nuova complicità che li porterà a scoprire i lati più segreti del loro io interiore.

L'autrice
Elena Ungini nasce a Cremona nel 1970, è sposata e madre di tre figli maschi. Attualmente vive a Ostiano, in una cascina in campagna, con tantissimi animali. Appassionata di scrittura fin da quando era bambina, ama cucinare e preparare dolci.
Bibliografia:
“L'Eletta”, Sensoinverso edizioni, fantasy per ragazzi ambientato a Cremona
“L’inferno dietro le sbarre”, Apostrofo Editore, ovvero la vera storia di Michele Botti, ingiustamente accusato dell’omicidio di suo padre
“Oltre ogni confine”, romanzo fantasy-rosa, molto romantico
“Ombra di Luna”, primo volume del ciclo “I lupi della valle”. Fantasy per ragazzi ambientato sulle montagne bresciane, tra le quali si aggirano pericolosi licantropi
“Nel magnifico bosco di Mia”, fantasy per bambini. Una fiaba moderna, con un pizzico di romance
“Immortale”, secondo volume del ciclo “I lupi della valle”
“Profumo di zucchero e vaniglia”, romance ambientato in una pasticceria, tra dolci e dolcezze

ESTRATTO DA PROFUMO DI ZUCCHERO E VANIGLIA

“Stefano... che stiamo facendo?”, gli chiesi, all’improvviso.
“Non lo so”, rispose lui, sincero.
Mi fissava, i suoi occhi neri fissi nei miei, il silenzio che divampava improvviso fra di noi, quasi ci trovassimo in una bolla isolata da tutti, che racchiudeva solo noi due.
Il telefono squillò di nuovo, rompendo l’incantesimo. Ripresi a sentire le voci, la vita, la gente intorno a noi Lui guardò il display e sospirò, ma neppure stavolta rispose.
“Chi era?”, gli chiesi.
“Lucia”.
“Perché non hai risposto?”
“Perché sono qui con te, e il resto non conta più nulla”.
Mi sentii mancare a quelle parole. Ci guardammo negli occhi a lungo, consci di quell'insolita situazione, consci persino del fatto che, se fossimo stati soli, probabilmente in quel momento ci saremmo baciati.

1 commento :

Elena Ungini ha detto...

Grazie di cuore. Buona lettura a tutti.

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