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domenica 27 marzo 2016

"Blood Moon" di Connie Furnari





Kelly Rochester ha tutto quello che una ragazza possa desiderare: lunghi capelli dorati e un corpo perfetto, appare sulle riviste patinate e viene invitata agli esclusivi party dello show business newyorkese.
Un segreto ancestrale però, ha sempre segnato la sua vita, fin da quando era bambina. La sua famiglia è in realtà un secolare clan di licantropi.
Costretta a vivere una vita di ipocrisia e superficialità, per nascondere alla gente comune la propria natura sovrannaturale, Kelly si chiude in se stessa, mostrandosi agli altri come una persona gelida e frivola.
Harold, suo padre e maschio alfa del clan, la sera del suo sedicesimo compleanno le svela il destino che la attende. Durante la Luna di Sangue, Kelly dovrà combattere contro un lupo del clan avversario: i Brighton.
Solo uno di loro resterà in vita, in quello scontro letale.
Scioccata dalla notizia, Kelly fugge via dalla festa, e a causa dell’adrenalina, si trasforma per la prima volta, mutando in un lupo dal manto soffice e candido.
Attratta da un odore sensuale, incontra un altro licantropo, dal pelo corvino. La loro lotta selvaggia sfocia nella passione e l’indomani Kelly si sveglia nuda accanto a un attraente ragazzo dagli occhi neri, Eric, inconsapevole che il loro amore verrà segnato dalle stelle.



Blood Moon rivisita la tormentata storia di Romeo e Giulietta in chiave moderna. Le due famiglie rivali, i Rochester e i Brighton, vivono integrati con la società newyorkese, ma il loro odio non ferma l’amore tra Kelly ed Eric.

Malgrado sia ispirato alla famosa tragedia di Shakespeare, Blood Moon prosegue per vie inconsuete, in una storia alternativa: un paranormal romance pieno di passione, avventura e colpi di scena.


Stralcio:
Quando l’aurora cominciò a schiarire il cielo di un tenue rosa, ripresi i sensi. Mi ero addormentata, in un angolo appartato del giardino, nascosta dai cespugli.
Stropicciai le palpebre con le dita e guardai in giro. Ero nuda, sdraiata su un fianco, sull’erba.
Non ricordai cosa fosse accaduto poche ore prima, rammentavo soltanto di aver visto nel mio giardino un lupo nero e di aver lottato con lui. La telecamera a infrarossi più vicina era stata rotta, i pezzi erano disseminati tra gli alberi.
Sobbalzai e il cuore mi saltò in gola.
Un ragazzo mi era sdraiato accanto, anche lui nudo. Compresi che avevamo dormito abbracciati per tutta la notte, ero rimasta fra le sue braccia, mentre mi stringeva da dietro.
Avvampai di vergogna quando lui aprì gli occhi, grandi e neri, e mi osservò con un dolce sorriso. Era uno schianto, il ragazzo più bello che avessi mai visto.
Con due dita percorse il mio braccio, facendomi venire i brividi. Balzai in piedi e corsi a nascondermi dietro un albero.
Il cuore mi stava sfondando il petto: «Ma chi diavolo sei?... Cosa è…»
Avvampai, quando mi resi conto che i nostri corpi mostravano i segni dei morsi e profonde ferite insanguinate. Era il lupo nero con il quale avevo combattuto.
Si sollevò sul busto. «Buongiorno, cucciolo.»
«Sei un…» balbettai stupita.
«Lupo.» Annuì, si alzò e non cercò di nascondere la propria nudità. Era a suo agio e mi scrutava ancora sorridendo.
Misi una mano sulla bocca, scioccata, e voltai il capo perché il mio sguardo era rimasto fermo sul suo sesso. «Che ci facevi a casa mia?»
«Ho sentito il tuo odore, dalla strada. Sono saltato dentro il giardino. Abbiamo lottato e dopo abbiamo…»
«Non ricordo nulla!» Lo interruppi, sempre più imbarazzata.
«Neppure io, ho soltanto qualche reminiscenza sbiadita» continuò. «Quando il lupo si appropria della coscienza, quasi nessuno riesce a ricordare.»
Sbuffai, rimanendo accovacciata dietro la quercia. «Se neanche tu ricordi nulla, come puoi dire che…»
«Il mio corpo non mente» rispose con malizia. «E nemmeno il tuo. Guardati con attenzione.»
Trasalii quando mi studiai fra le gambe. E cominciai a balbettare, come un’idiota. «Oddio, oddio…»
Quel ragazzo, così bello da mozzare il fiato, non faceva altro che complicarmi le cose; mi sorrideva con spigliatezza, e non cercava neppure di coprire la sua nudità, mostrando quanto fosse ancora eccitato.
«Merda, avrei preferito che la mia prima volta fosse avvenuta in modo diverso» mi lasciai scappare. «Non tra l’erba di un prato, e con un cane
Aggrottando le sopracciglia, il ragazzo piegò le labbra in un mezzo sorriso. «Non ci credo. Eri vergine?!» Parve colpito. La sua aria soddisfatta mi fece saltare i nervi, come se fosse orgoglioso di aver raggiunto un trofeo per primo.
Forse non si era reso conto della gravità della situazione, io invece sì.
«Non conosco nemmeno il tuo nome» mormorai, infastidita.
«Eric» sorrise. «E posso dirti che, anche se non ricordo granché, ho l’impressione che ci abbiamo dato dentro alla grande, e sia piaciuto parecchio a entrambi. Dico bene, cucciolo?»
«Non continuare a chiamarmi in quel modo!» ribattei offesa. Ero sotto shock e faticavo a capire come poteva essere successa una cosa del genere. «Il mio nome è Kelly.»

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