Lettori fissi

domenica 27 marzo 2016

"Anderson Castle" di Connie Furnari




Archie vive a Jersey City, nel New Jersey, è un ragazzo che ama leggere libri horror ma a differenza dei suoi coetanei possiede un dono speciale: è un sensitivo, riesce a prevedere il futuro e percepisce cose che sfuggono all’umana cognizione.
Un giorno riceve una lettera senza mittente che gli comunica la misteriosa morte di un suo lontano prozio inglese, Lord Archibald Anderson III. Il Lord lo ha nominato suo unico successore e gli ha lasciato in eredità un antico castello nelle vicinanze di Londra, a patto che il ragazzo raggiunga il maniero entro e non oltre il 31 di Ottobre, senza spiegarne il motivo.
Archie giunge ad Anderson Castle accompagnato da tre suoi compagni di classe: la simpatica e affabile Penny, lo spavaldo e donnaiolo Rigger, e la snob e ricchissima Daphne.
I quattro amici vengono accolti da un uomo di nome Frank, che si presenta come uno zio di Archie, fratello del defunto Lord. Lo zio però è chiaramente ansioso di cacciarli via, prima che giunga la notte di Halloween.
Ben presto i ragazzi scoprono che in realtà il castello è infestato da furiosi spettri demoniaci che tentano in tutti i modi di ucciderli, e che la morte di Lord Archibald è collegata al mistero di Anderson Castle.

Anderson Castle è un horror fantasy per ragazzi, volutamente ironico, e presenta il tema della tipica Haunted, la casa infestata dagli spettri, seguendo il filone narrativo dei Piccoli Brividi di R.L. Stine.
Tutto il romanzo è un omaggio al libro Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde, poiché ne ricalca l’ironia, l’horror soft e le situazioni a volte demenziali.
Un altro libro più volte citato è l’Amleto di William Shakespeare: non a caso, il titolo di ogni capitolo racchiude in una frase della famosa tragedia, gli avvenimenti di Anderson Castle.
Un terzo punto fondamentale è l’esorcizzazione della morte. I quattro ragazzi protagonisti vengono minacciati da presenze sovrannaturali che porteranno ognuno di loro a riconsiderare il proprio rapporto con la morte, scoprendo paure che non pensavano di avere.
I fantasmi non sono entità che vivono in pace, ma presentano i difetti e le debolezze di quando erano in vita, e i demoni non fanno eccezione: i loro tratti li rendono molto più umani e reali dei protagonisti in carne e ossa. 

Stralcio:

L’unico a rimanere indietro infine, fu proprio Archie. Le urla mostruose lo inseguirono, lui saltò le lapidi come un cerbiatto e provò a raggiungere gli altri, che nel frattempo erano arrivati alla porta del castello.
Prima di giungere al portone però, sentì un tintinnio: qualcosa gli era caduto dalla tasca, durante l’ultimo salto.
Si fermò e intravide il teschio sull’erba, come una macchia brillante. Tornò indietro, si piegò e lo raccolse.
La creatura lo raggiunse e sostò imponente davanti a lui.
Archie rimase chinato a terra, bloccato dal terrore e incapace di pensare. Sentì mancare il respiro e il suo volto sbiancò.
Non appena il mostro cercò di afferrarlo, l’osso nella mano del ragazzo si illuminò con un’improvvisa e accecante luce verde fluorescente. Brillò nell’oscurità claustrofobica del cimitero e proiettò ampie strisce che, simili a laser, fuoriuscirono dalle fessure tra le sue dita.
Archie aprì la mano e, grazie all’intensa luce del teschio, poté osservare il vero aspetto della creatura: la pelle era rossa, piena di venature che pulsavano, gli occhi sporgevano come fiamme scarlatte e le fauci sembravano quelle di un lupo.
Urlò così forte da rimanere senza voce.
Il mostro invece, non appena venne colpito dalla luce iridescente, indietreggiò. Ululò di rabbia e scappò via: un animale intimorito dallo sparo di un fucile.
Archie guardò l’osso mentre il palmo veniva accarezzato dall’alone verde, lo strinse in pugno e fuggì veloce.

I lamenti sfocarono nell’oscurità del cimitero degli Anderson, infine solo un lungo ululato si propagò solitario, carico di frustrazione.

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