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giovedì 28 gennaio 2016

"Cullata dalle onde" di Alisa Grey

Cullata dalle Onde: Link d'acquisto

SINOSSI

In una Inghilterra di fine ‘800, epoca di profondi e irreversibili cambiamenti economici e culturali, lotte sociali e discriminazioni femminili, una giovane donna cerca di affermare la propria indipendenza. 
Claire proviene da un ottima famiglia ed è impegnata ad aiutare i più sfortunati dei quartieri poveri londinesi, quando accetta la corte dell’affascinante ed enigmatico milionario, Alexander Wilson, che ben presto finirà per sposare.
Durante la luna di miele nel sud della Francia, tra panorami romantici e incontri esoterici, conoscerà Samuel Mc Gregor, il giovane di cui si innamorerà perdutamente e che cambierà tutta la sua vita.
Sam è un giovane dal passato oscuro e impenetrabile, con il quale intraprenderà un viaggio avventuroso e avvincente che li porterà in una piccola meravigliosa isola del Nord America: “CULLATA DALLE ONDE”.
Qui si insedieranno nella comunità scozzese e conosceranno l’antica tribù pellorossa dei Mi’Kmaw e Nipniku’s, la donna che diventerà l’inseparabile amica di Claire.
In un susseguirsi di colpi di scena, cambiamenti sociali e panorami mozzafiato, Claire cercherà di costruire la sua nuova vita con Sam, in una continua altalena di emozioni, passioni e sconvolgimenti.
Ma chi è Sam veramente?

CAPITOLO 15

FALL FLAVOURS
Era la fine di maggio quando Rhona, arrivò tutta trafelata e piena di entusiasmo.
«Tra qualche giorno inizieranno i giochi. Ci verrete anche voi, non è vero?»
Sam la guardò stralunato, solitamente Rhona era una donna silenziosa e tranquilla, tanta euforia non era da lei.
«Di quali giochi stiamo parlando?» chiese Sam con fare cortese ma ben poco interessato.
«I Fall Flavours! Giochi simili a quelli delle Highland, signore! Quando tutti gli scozzesi si ritrovano, riformano i Clan e se le danno di santa ragione» concluse la frase ridendo di gusto.
Gli scozzesi erano un popolo fiero e coraggioso ma quando si ritrovavano, la birra scorreva a fiumi e le risse scoppiavano per nulla.
«Deve essere parecchio divertente» dissi io guardando Sam.
«Se pensi che possa piacerti ci andremo ma Eddy…»
«Farà come tutti gli altri bambini… ci accompagnerà.»
Sam sospirò. Era forte e muscoloso ma non poteva di sicuro competere con la determinazione di due donne, pertanto ritenne più opportuna una onorevole resa a una rovinosa sconfitta.
«Bene! Ci verremo senz’altro.» E il sabato pomeriggio della settimana successiva, eccoci ai Fall Flavours.
Durante l’estate, in moltissimi villaggi a prevalenza di popolazione scozzese, si organizzavano gli antichi giochi delle Highlands e poco importava se eravamo nel Nord America. Se lo stesso avveniva in Scozia l’appuntamento diventava imperdibile.
L’origine era ovviamente molto antica e di sicuro si doveva risalire ai celti che abitavano l’antica Scozia. Al tempo in cui i giochi di guerra erano il momento adatto per testare l'animo degli uomini più forti e dei combattenti più coraggiosi. Era in questa occasione che i Capi dei Clan selezionavano i migliori corridori come messaggeri o i guerrieri più formidabili come guardie del corpo e i migliori ballerini e musicisti come intrattenitori.
Oggi non c’erano più i valorosi guerrieri e nemmeno una guerra delle Highlands da combattere ma i giochi erano rimasti, trasformandosi in un grande momento di aggregazione e di festa, l’evento che riuniva amici e parenti lontani. Ed era in questa atmosfera gioviale, tra una grande varietà di cibi, birra, balli e musica che potevi godere della meravigliosa vista degli uomini con i loro multicolori kilt. Gareggiavano in una gran quantità di giochi diversi come il "tossing the caber" cioè il lancio di un tronco, il lancio del martello, il lancio del peso, il tiro alla fune e lo Shinney come lo chiamavano da queste parti o Camag in gaelico scozzese, ovviamente di altrettanta antica origine celtica e giocato con bastoni ed una palla.
Fu questo il primo gioco che andammo a vedere.

Era un piccolo campo in una radura e uomini in kilt, evidentemente di due clan differenti, si davano letteralmente battaglia a suon di bastonate, spintoni, qualche calcio e urlacci assortiti. Io me ne stavo al bordo del campetto con Eddy fasciato addosso. Sam era appoggiato dietro di me, cingendomi la vita con le braccia, la sua guancia sfiorava la mia e ogni tanto distrattamente, tra un commento e l’altro, mi baciava i capelli.
Il messaggio che quella postura voleva comunicare all’allegra brigata, era piuttosto chiaro e diceva “lei è mia” oppure “alla larga”, tipico di Sam insomma.
«Cristo, hai visto che colpo basso.»
Uno spaventoso colpo di mazza, aveva fatto crollare a terra un avversario.
«Se non fosse che potresti tornare a casa mezzo rotto, questo sport ti si addice.»
«Ma che dici, è troppo violento e poi ho moltissime altre cose da fare.»

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