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sabato 3 ottobre 2015

"Black Angel" di Valentina Bellucci



Titolo: Black Angel – Il Figlio dei Demoni
Autrice: Valentina Bellucci
Genere: Dark fantasy
Pagine: 309
Prezzo: 2,99

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Trama:
Elia non è un vampiro come tutti gli altri. Nasconde un passato oscuro che nemmeno lui ricorda. Da dove viene? Chi è veramente? E qual è la missione che Raphaèl, Capo Supremo dei Vampiri, gli ha assegnato?
Vulnerabile e pericoloso al tempo stesso, tenace e possessivo, vive un amore intenso per Mayah.... un amore che lo tormenta, divorandolo come fuoco.
Rahèl, la giovane fata Erede al trono sul regno di Fera, dovrà morire per mano dei vampiri. Il complotto per la conquista del regno è iniziato. Ma esiste un medaglione capace di fermare tutto questo, e Mayah deve solo trovarlo per portarlo al legittimo proprietario.

“Ma non sapevo che non ero io a comandare l’amore, quando era l’amore a comandare me”.




Estratto:
La musica si spandeva nella grande sala da ballo. Mi guardai a uno specchio per controllare come mi stava il vestito e sistemai le pieghe della gonna passandoci le mani.
La festa era iniziata da pochissimo, ma la sala era già gremita di gente. Le mie compagne di corso all'accademia delle streghe stavano ridendo e ammiccavano i giovani lanciando loro sguardi languidi e sorrisi provocanti.
Sorrisi alla mia immagine riflessa e feci per voltarmi quando qualcuno mi sussurrò all'orecchio.
«Non guardare», disse la voce. E quel suono glaciale mi impietrì. Non riuscivo a vedere né lo specchio né chi mi stava parlando.
«Sei incantevole stasera», sussurrò quella voce sul mio collo. Ero abbastanza certa di conoscere quella voce e avrei voluto voltarmi per vedere a chi appartenesse.
«Non farlo», sussurrò ancora sul mio collo. Il mio cuore prese a battere più veloce, era come se mi avesse letto nel pensiero. Sentii che quel qualcuno ispirò profondamente nell'incavo dietro il mio orecchio e rabbrividii di piacere.
«Chiudi gli occhi».
Chiusi gli occhi.
Delle labbra mi sfiorarono il collo e trattenni il respiro, mentre scendevano fino a una spalla scoperta. Rabbrividii di nuovo. All'improvviso non m 'importava sapere chi fosse, lo volevo, e basta. Era un desiderio così semplice.
Le labbra tornarono indietro, sul collo, mi baciarono leggermente e si staccarono.
"No", avrei voluto dire. "Continua".
Sentii una mano prendere la mia e desiderai aprire gli occhi, ma li tenni ancora chiusi. Poi sentii qualcosa sul palmo della mano, qualcosa che pungeva, che faceva male, ma non troppo.
«Au Revoir», sussurrò la voce vicino alle mie labbra.
Aprii di scatto gli occhi. Non c 'era nessuno: solo chi ballava e chi chiacchierava, fermo, in mezzo alla pista, eppure mi sembrò ugualmente di vedere un lampo biondo scomparire tra la folla.
Guardai l'oggetto che aveva posato sulla mia mano: era una rosa rosso sangue.


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