Lettori fissi

mercoledì 26 agosto 2015

Amazon: come riconoscere le recensioni negative false



Quello delle recensioni false su Amazon è un fenomeno che sta dilagando a macchia d’olio, vista la grande affluenza di persone che si affacciano al self-publishing. Il motivo di questo accanimento è semplice: demolire i potenziali rivali, ovvero autori che hanno ottenuto o rischiano di avere un discreto successo di pubblico.
Nei social network molto battuti, primo fra tutti Facebook, esistono gruppi di persone coalizzate (ovviamente segreti, così da non apparire nelle ricerche) che partono in branco per demolire un autore, quando notano che sta ottenendo un’evidente attenzione in rete.
Analizziamo i punti focali che aiutano a capire quando una recensione negativa è falsa:

1.      L’utente che recensisce usa uno pseudonimo
Queste persone mantengono l’anonimato perché sono altri autori o autrici, a volte anche editori, blogger, o comunque legati al mondo dell’editoria. Si nascondono dietro lo schermo del pc senza svelare la loro vera identità e lasciano il profilo chiuso. Non è da escludere che siano persone che l'autore conosce.
 
Le persone indossano molte maschere per nascondere il fatto che in realtà non hanno nessun volto


2.      La recensione non è obiettiva
Leggendo si può capire se una recensione è obiettiva o no, basta leggere fra le righe: se trapela l’astio, se l’utente usa parole offensive, se denigra l’autore come persona e non l’opera, è chiaramente un atto per demolire.

L'invidia fa bruciare il culo e sparlare la bocca


3.      Parole offensive standard
Di solito, gli utenti che girano quotidianamente su Amazon per demolire gli autori usano parole standard, per cercare di convincere chi legge a non comprare il suddetto libro, eccone alcune, tra le più usate:
È banale
È insulso
Non mi è piaciuto per nulla
È brutto
Non buttate i vostri soldi
Soldi buttati
È noioso
Non compratelo
Non lo consiglio
L’ho lasciato a metà
Ho fatto fatica a finirlo
Non capisco le recensioni positive
e via dicendo…
Di solito l’utente allunga il brodo usando queste frasi a ripetizione, senza dire nulla della trama… da questo si intuisce che il libro non l’ha neppure letto.

A furia di dire bugie, Pinocchio si trasformò in ciuchino... meditate.


4.      I feed positivi
Appena arriva una recensione negativa, come per magia, nel giro di mezz’ora arrivano una caterva di feed positivi, in modo da metterla in evidenza sulla pagina. Ovviamente tutto deciso in questi gruppi organizzati che partono in massa, come uno squadrone d’attacco.  Come se non bastasse, scorrono tutte le recensioni positive e mettono i feed negativi.

Troppi lupi travestiti da agnelli...


5.      La classifica Amazon Top 100
Ecco il meglio per ultimo, la famigerata, la mitica… tutto nasce da lei. L’attacco dei troll parte quando un libro sale in cima alla classifica Amazon: più è in alto o in evidenza, e più recensioni negative riceverà. In alcuni casi però, non ha importanza che il libro sia alto in classifica: se lo si considera una “minaccia”,  per i fake è meglio prevenire che curare, lo attaccano per scoraggiare l’autore.
Meglio regnare all'Inferno che servire in Cielo


Come mai questa corsa alla classifica e al distruggere il lavoro altrui? I motivi sono diversi.
Uno dei più importanti: da un po’ di tempo a questa parte le grosse case editrici pescano lì le opere per pubblicarle, quindi alcuni temono che essendo in evidenza un’altra persona, “rubi” il loro posto.
Un altro motivo è la corsa all’oro: più si è alti in classifica, più si è visualizzati e più si guadagna.
Un terzo motivo da non sottovalutare è l’egocentrismo. In questa società dell’apparire, se qualcuno è più in evidenza di un altro, scattano subito l’invidia, il rancore, la cattiveria…

Che volete farci? In fondo siamo solo esseri umani in self-publishing.

9 commenti :

Orianna Trentinaglia ha detto...

Grande Connie. Sei il mio mito

Orianna Trentinaglia ha detto...

Grande Connie. Sei il mio mito

Katy71 ha detto...

Purtroppo, credo che tu abbia ragione su tutta la linea. :(

stefania mognato ha detto...

Ormai le recensioni non le leggo più preferiscoo farmi una mia idea o affidarmi alle blogger che sono più oneste e non si nascondono dietro un pc. E poi se mi piace la trama preferisco prendere la fregata che restare col dubbio. Ahahah

Connie Furnari ha detto...

Purtroppo questa è la dura realtà...

Esther Pellegrini ha detto...

Sono arrivata per caso sul tuo blog e ho letto con interesse l'articolo. Dissento comunque su buona parte di quello che affermi, in quanto essere obiettivi e andare controcorrente implica anche essere visti come persone che ce l'hanno con quel determinato autore, sbagliando. Se un libro non piace è ovvio che si dica: "Non mi è piaciuto". Non si può fare di tutta un'erba un fascio. Io non lascio recensioni su Amazon, ma le leggo prima di acquistare e ti dirò che leggo prima le negative, poi qualcuna positiva. Perché se è vero che a volte accade di imbattersi in qualcuno che attacca con tutta evidenza, è vero anche che non sempre è così. Ed è vero anche che ci siano troppo spesso delle recensioni da cinque stelle che sono pompate ad arte. Se acquisto un libro e non mi è piaciuto, o l'ho trovato banale, al di là del fatto che possa conoscere o meno l'autore (e non ne conosco nessuno), resta comunque la frustrazione di un acquisto che non mi è piaciuto. La fortuna vuole che Amazon metta a disposizione la possibilità di leggere un estratto. Così facendo, ho evitato l'acquisto di diversi libri la cui trama mi piaceva, ma non mi piaceva come erano scritti.

Esther Pellegrini ha detto...

Proseguendo il discorso, sarà che anch'io scrivo, ma pubblicizzo poco e niente il mio cartaceo, ma mi pare veramente incredibile ciò che tu affermi in merito ai gruppi segreti nati per denigrare qualcuno. O vivo su un altro pianeta o, se è vero, è aberrante, visto che chi ha una buona penna non ha nulla da temere. E poi, siamo in tanti a scrivere, uno in più, uno in meno, che differenza fa? Vuol dire che un lettore ha più scelta, no? :)

Ivano Mingotti ha detto...

e invece no esther, appunto per quello che hai detto: un lettore vede prima le recensioni negative, e chi denigra lo sa bene. non è assolutamente vero che 'non ha nulla da temere', anche perché, spesso, il lettore compra senza leggere l'estratto o comunque, anche dopo aver letto l'estratto, fidandosi più delle negative (come d'altronde tu stessa hai detto) che delle positive. ho visto molti libri scritti male vendere e molti libri scritti bene NON vendere. e te lo dico anche da curatore di una collana per un editore, quindi me ne rendo doppiamente conto.

Rita Angelelli ha detto...

Sono completamente d'accordo con Esther. Io non sono mai stata invitata in tali gruppi e non ne conosco l'esistenza. Da lettrice: se un libro non mi è piaciuto per vari motivi, perchè non dovrei esprimere la mia opinione? e poi tutte queste guerre (io non le vedo) tra scrittori a che cosa servono? Siamo così tanti e con un'infinità di contenuti e generi che si fa presto ad evitare alcune penne aberranti per dirigersi verso altre migliori.

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