Lettori fissi

giovedì 15 gennaio 2015

Stryx di Connie Furnari






Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega di trecento anni che all’apparenza sembra una normale diciassettenne, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge sua sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l’esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem.
La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L’unico apparentemente interessato a conoscerla è un ragazzo dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo a essere in grado di risvegliare in lei sentimenti che credeva oramai assopiti.
Ma Salem ben presto comincerà a essere terrorizzata da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di ‘S’ posto sulle vittime. Le strade della città diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa dai Cacciatori, i discendenti degli antichi Puritani.

Tra il folklore e la Wicca moderna, Stryx è un urban fantasy che evoca la leggenda delle streghe di Salem, evidenziando elementi peculiari come i corvi, i gatti neri, le scope volanti, gli incantesimi.
Le ragazze della Congrega delle Streghe sono tipiche adolescenti che soffrono per amore e studiano per i compiti in classe; la particolarità che i Cacciatori siano solo ragazzi, sottolinea in Stryx l’eterna lotta tra sessi che dura tutt’oggi e fa di Salem un campo di battaglia, velato da atmosfere crepuscolari e notturne.
Ispirato al romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne e al dramma teatrale “Il Crogiuolo” di Arthur Miller, con numerosi omaggi a Harry Potter, Stryx è impregnato di metafore sull’emancipazione della donna.

Sarah e Susan Sawyer, le due streghe protagoniste, rappresentano due criteri opposti con cui il gentil sesso usa il “potere”. Il messaggio finale del libro è che tutte le donne lo posseggono, ma la differenza consiste appunto nel modo in cui si decide di usarlo.


Caratterizzazione dei personaggi

Kate Mara è Sarah Sawyer
Il viso pulito e schietto di KATE MARA sembra quello di Sarah, un'adolescente a volte troppo ingenua ma sempre di buon cuore. I capelli sono rossi e con lunghe onde armoniose, gli occhi color verde smeraldo, la pelle bianca e con poche lentiggini sul naso. E' sexy, ma in modo naturale. Sarah diventa una strega contro la sua volontà e cerca in ogni modo di avere una vita normale. La sua smisurata fiducia nelle persone la porterà molte volte a trovarsi nei guai, e solo quando si troverà faccia a faccia con i cacciatori di streghe apprezzerà la sua natura ultraterrena.

«Ognuno dev’essere libero di scegliere. Così come ho fatto io.»

Britney Spears è Susan Sawyer
Nessuno meglio di una BRITNEY SPEARS agli esordi può rappresentare meglio la scapestrata Susan. I capelli sono color biondo oro e rigorosamente lisci come seta, i vestiti firmati da Gucci e Chanel. Guida una Porsche sportiva rosso sgargiante e apprezza i bei ragazzi. Susan, al contrario di Sarah, si sente a suo agio nella pratica delle arti magiche, e più di una volta usa il suo potere di seduzione per i propri scopi. Vivendo con la sorella riscoprirà il lato umano che aveva perduto, dopo secoli di vita dissoluta.

«Io invece vorrei avere il seno di Alyssa Milano, ma non si può avere tutto nella vita.»


Orlando Bloom è Scott Hawking
Già dalla prima stesura avevo in mente un ORLANDO BLOOM adolescente per il personaggio di Scott. La faccia è da bravo ragazzo, i capelli castani e un poco lunghi.L'unica differenza rilevante sono gli occhi: quelli di Scott sono di uno strano colore grigio azzurro che attira subito Sarah. Scott è il sosia di Arthur, un ragazzo puritano morto in circostanze misteriose nel 1685 di cui Sarah era innamorata, ricambiata. Scott però si rivelerà molto diverso da Arthur, facendo tentennare Sarah la quale non ha mai dimenticato il suo primo amore. Diviso tra l'amore che prova per Sarah e l'affetto fraterno verso Marco, Scott cambierà radicalmente dopo aver conosciuto le sorelline Sawyer.

«Essere una strega non cambia ciò che sei. Rimani sempre la stessa meravigliosa ragazza che ho conosciuto quella mattina.»

Rufus Sewell è Marco Venier
Marco il crudele cacciatore di streghe, sembra RUFUS SEWELL da ragazzo: aria imbronciata e giubbotto di pelle da bad boy, capelli neri e ricciuti, occhi scuri tormentati. Marco nasconde un oscuro passato che lo lega alla congrega delle streghe di Salem e farà di tutto per allontanare il suo migliore amico Scott da Sarah, anche stuzzicando in continuazione la strega con battute piccanti e allusive. L'impulsività lo rende un vero attaccabrighe, dice sempre quello che pensa e non si ferma davanti a nulla pur di ottenere quello che vuole. Le lotte a colpi di kick boxing tra lui e Sarah saranno particolarmente violente e sanguinarie.

«Avrei voluto continuare a pestarti a sangue, ma dopo quello che hai appena detto, godrò ancora di più nel vederti sgozzata.» 

Gabriel Byrne è Lucifero
Per il papà di Sarah e Susan mi sono ispirata all'attore GABRIEL BYRNE. Lucifero è un uomo elegante, affascinante, e con un sottile senso dell'humor, che si scontra con le due incontrollabili ragazze come qualsiasi altro genitore preoccupato. Non è il cattivo della storia e si limita a intervenire solo per aiutare o punire le sue vivaci figliole. 

«La verità è che, nel 1685, i nostri beneamati puritani non erano così virtuosi come si mostravano davanti agli altri… Io almeno sono sempre rimasto coerente alla mia natura.»


Capitolo 1
Ritorno a Salem
(stralcio iniziale del romanzo)

Le prime luci dell’alba rischiararono Lafayette Street e sembrarono riflettersi con intensità sulla casa vittoriana dalle mura color crema, velandola di arancio. Il cielo era poco nuvoloso e un leggero alito di vento soffiava per la strada, facendo ondeggiare le tende di pizzo della finestra aperta.
L’aria dell’estate impregnava ancora il prato che circondava la casa e l’erba tremolava simile a un mare tempestato di rugiada.
Sarah rimase a osservare il cielo che si illuminava d’oro, stretta nella sua vestaglia bianca decorata con rose rosse ricamate. Non riusciva a credere di trovarsi di nuovo in quella città, dopo quanto era accaduto, più di trecento anni prima.
Salem.
Aveva girovagato per il mondo cercando di dimenticare e infine era ritornata nel New England, come una falena attirata da una fiamma letale.
Chiuse gli occhi color verde smeraldo. Le parve di risentire le urla, l’odore nauseante di carne bruciata, le incitazioni dei puritani. E soprattutto quegli insulti talmente volgari da farla vergognare di se stessa, malgrado fosse consapevole di non aver mai fatto nulla di cui era stata accusata.
Al di sopra di tutto questo, Arthur.
Il viso di quel ragazzo era ancora nitido davanti a lei, mentre la osservava con amore e adorazione. Il suo dolce sorriso, i suoi occhi grigi.
Non avrebbe mai potuto scordare quel volto.
Decise di fare una lunga doccia calda per riprendersi, seguita da una sana colazione: era il modo giusto per iniziare quella giornata che già si annunciava piuttosto dura.
Quando rimase nuda davanti allo specchio dalla cornice barocca, si girò di profilo per guardare il tatuaggio dietro la sua spalla sinistra.
Una grande S dalle estremità attorcigliate: una lettera gotica.
Entrare per la prima volta in una scuola nuova, mentre tutti la scrutavano nei corridoi mormorando pettegolezzi che non riusciva a sentire, era una delle esperienze che dopo decenni ancora la innervosiva.
Sarah sospirò e ripensò con malinconia alle brughiere dell’Inghilterra, anche se vi mancava da solo una settimana.
Entrò nella doccia e cercò di rilassarsi sotto l’acqua bollente. Dischiuse le palpebre e si chiese come sarebbe stata la sua nuova vita a Salem.
Nonostante i secoli che portava oramai sulle spalle, aveva un’immensa voglia di fare cose terribilmente normali: mangiare una pizza, andare al cinema e uscire con le amiche a fare shopping il sabato pomeriggio, perdendosi dentro la folla dei grandi magazzini.
Fino a quel momento però, non era mai riuscita a vivere come una diciassettenne, in nessuna delle proprie vite precedenti. Nelle sue varie incarnazioni, ogni volta che aveva avuto degli amici, era sempre successo qualcosa che alla fine li aveva fatti scappare.
Omicidi, ferite mortali e lotte all’ultimo sangue nel cuore della notte. Qualunque ragazzo sarebbe fuggito dopo aver assistito a cose del genere.
Promise a se stessa che stavolta sarebbe stato diverso. Fisicamente dimostrava ancora diciassette anni e avrebbe vissuto come una normale ragazza della sua età.
O almeno, ci avrebbe provato.
Indossò un paio di pantaloni verde militare con le tasche laterali e una maglietta bianca a mezze maniche. Erano gli abiti più anonimi che avesse; non voleva attirare troppo l’attenzione, desiderava solo confondersi tra le persone.
Un gatto nero le si strusciò fra i piedi, miagolando.
«Circe» sorrise alla gatta, «non ho tempo di giocare. Stanotte andremo a spasso, te lo prometto.»
Il felino saltò sul letto vittoriano dal baldacchino rosa e si raggomitolò, socchiudendo gli occhi verde chiaro con le pupille sottili.
Sarah aprì il cofanetto sopra la scrivania in stile retrò e frugò tra i suoi gioielli. Alcuni li aveva indossati in determinati periodi storici, come quel braccialetto d’argento trovato dentro la Reggia di Versailles, subito dopo la presa della Bastiglia.
Dopo un attimo di esitazione, prese dal cofanetto l’unico gioiello che la rappresentava. Una collana con un rubino ovale, che aveva lo stesso colore dei suoi capelli: rossi con striature più chiare e sciolti in morbide onde che le ricadevano dietro le spalle.
D’un tratto, sussultò.
Dalla finestra una nuova folata di vento la avvolse, impregnata di un odore che lei purtroppo conosceva molto bene. L’aveva sentito moltissime altre volte, negli ultimi tre secoli.
Pregò con tutta l’anima che non fosse chi temeva.
Tremò e corse alla finestra ma stavolta, invece di scrutare il cielo, esaminò il prato sotto la casa con una strana inquietudine.
E lì, proprio nel suo giardino, lo vide.
Indossava un lungo cappotto nero; sotto si intravedevano una giacca gessata e una cravatta annodata in modo perfetto. Era molto elegante, come al solito del resto. E sensuale, così com’era sempre stato.
L’uomo le sorrise lascivo, poi si voltò. Col passo sinuoso di un felino affamato imboccò Lafayette Street, in direzione del centro della città.
Sarah sfiorò il ciondolo della collana e si pentì amaramente di essere ritornata a Salem. Aveva commesso un altro errore, nonostante le buone intenzioni.
Non era ancora finita. Il passato avrebbe continuato a perseguitarla, perché era il destino a cui era condannata.
Lui l’aveva seguita e stava preparando qualcosa di diabolico.
Quello era l’odore della morte.

(continua)

Dicono di Stryx:


“Questo romanzo si fa apprezzare già dalle prime pagine per la scrittura fluida, precisa e ironica. Riesce ad alternare la narrazione dal passato al presente, in modo egregio, mai banale e senza creare punti di noia anzi, l’interesse del lettore si mantiene vivo fino alla fine.”
(Leggere Romanticamente Fantasy)

“Lo stile e il linguaggio della Furnari sono semplici, diretti ma non semplicistici. Sono queste caratteristiche che rendono il libro gradevole. La trama è coerente e la storia delle streghe è semplice e allo stesso modo accattivante.”
(Fantasy Magazine.it)

“Sarah, la maggiore, posata e matura, ma anche più timida e pudica. Susan, appare come una ragazza evanescente, oltre che “libertina”, e sembra una delle protagoniste di Sex & The City, ovviamente in “salsa” adolescenziale, quindi più frizzante o somiglia alla prima Phoebe di Charmed.”
(Urban Fantasy.horror.it)

“Una fiaba moderna, che affonda le radici nella Salem del seicento, la cui apoteosi potrebbe finire in prima pagina domani…”
(Fabiana Redivo, autrice)

“Tra il passato e il presente in una lotta disperata per la libertà e il diritto ad amare, Stryx regala ai lettori una storia intensa e ricca di colpi di scena.”

(Stefania Auci, autrice)

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