Lettori fissi

martedì 30 settembre 2014

Presentazione: "Guilty Pleasure" di Marcella Samà e Ludovica Valle (Lettere Animate edizioni)


AUTORE: Marcella Samà e Ludovica Valle.
BIOGRAFIA: Marcella Samà ha 27 anni, ha frequentato il Liceo Scientifico e successivamente si è laurea in Ingegneria Informatica a Roma Tre. Fin da piccola scrive brevi storie che sostituiscano i finali di film e cartoni animati secondo il proprio gusto fino a quando limitarsi ad utilizzare personaggi creati da altri non è più abbastanza.
Ludovica Valle ha 36 anni, ha frequentato il Liceo Linguistico e subito dopo ha iniziato a lavorare nel mondo del cinema, come costumista e poi in produzione. Ha partecipato e vinto il concorso indetto dall’Istituto Luce S.p.A. per lo sviluppo di progetti cinematografici con il soggetto dal titolo provvisorio “IL SERPENTE”.
E’ nel 2005 che le due si incontrano, scoprendo successivamente un’affinità di gusti ed una complementarietà che le porta a scrivere insieme.

TITOLO DELL’OPERA: Guilty Pleasure
TRAMA: 16 ottobre 1979. Ian Cosgrove, vocalist dei Guilty Pleasure, una band progressive rock all’apice del successo, sparisce nel nulla lasciando dietro di sé preoccupanti dettagli che fanno presagire un gesto estremo.
Nato da famiglia nobile, durante l’adolescenza viene per caso a conoscenza di un segreto che gli cambierà la vita.
Quella che gli pareva, nonostante la sua patina di gelido contegno, la famiglia perfetta non lo è affatto. I suoi genitori sono in realtà i suoi nonni, incastrati nella farsa per evitare che un peccato di gioventù della figlia, rimasta incinta troppo presto e della persona sbagliata, potesse rovinare il buon nome del loro casato.
La sconcertante consapevolezza di aver basato la sua vita su una menzogna e che, nonostante tenti disperatamente, la genetica gli impedisca di essere un figlio degno per colui che continua a considerare suo padre, incidono in maniera “devastante” sul disturbo bipolare di cui è affetto. La prima parte della sua vita da adulto è, infatti, in completa balia di una spirale distruttiva e incontrollabile, ogni scusa buona per perpetrare il gioco al massacro di cui è regista e interprete e che un giorno gli permette di essere raccolto in un vicolo, pesto e dolorante dopo l’ennesima rissa, da David O’Connor e Kate Campbell. I due lo convincono ad entrare a far parte della loro band che presto per Ian diventerà un surrogato della famiglia disfunzionale nella quale non riusciva più a sentirsi accettato.
Attraverso i pensieri della sua famiglia, dei membri della band e, soprattutto, di Zara, sua compagna e musa, ripercorriamo una vita a duecento chilometri orari: dai pub londinesi alla consacrazione nell’olimpo del rock, passando per i salotti della New York che conta e per palchi sempre più grandi e sempre più ambiti, il raggiungere la vetta e l’inevitabile, rovinosa caduta. La crescita del protagonista e della band è legata da un indissolubile doppio filo. Il loro equilibrio corre sulla lama di un coltello e basterà la minima inclinazione a far implodere il personale sistema solare che Ian ha creato a uso e consumo della sua follia. Destabilizzato e incapace di trovare un fulcro, sembra non avere altra via che gettarsi tutto alle spalle, trascinando nella disperazione dell’incertezza e dell’impotenza le persone che, nonostante tutto, continuano ad amarlo.

CASA EDITRICE: Lettere Animate
ANNO DI PUBBLICAZIONE: (della 1’ edizione) 2 maggio 2014
GENERE: drammatico
PUBBLICO: adulti
PAGINE: 290
PREZZO: € 1.99
REPERIBILE PRESSO:
KoboStore -> http://bit.ly/guiltyk

INTERVISTA A MARCELLA E LUDOVICA

Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Mi chiamo Ludovica, ho 36 anni vivo a  Roma con i miei 4 gatti (ho un compagno non sono una “crazy cat lady”:P), sono una lettrice accanita, musica dipendente, amo viaggiare e andare ai concerti, l’equitazione e disegnare. Sono patologicamente pigra e probabilmente senza Marcella questo romanzo non avrebbe mai visto luce.
Io invece sono Marcella, ho 27 anni e tendenzialmente vivo a Roma. Tendenzialmente perché negli ultimi due anni ho cominciato a muovermi, ho vissuto l’anno scorso sei mesi in Olanda e adesso sto per trasferirmi per altri sei mesi in Francia per lavoro. Anche io amo viaggiare, vedere nuovi posti, che possono andare dalla grande metropoli all’estero al paesino nascosto tra le montagne in Italia, fosse per me non farei altri che andare in giro a scoprire anche il più piccolo antro del pianeta.

     Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
(Ludovica): Da sempre, inventavo favole assieme a mio padre una su tutte quella di un pescecane di nome Dog e la sua compagna Dogghina un pescecane rosa. Avevo circa quattro anni e non sapevo che da adulta sarei stata terrificata dagli squali. In ogni caso da lì non ho più smesso. Ho scritto qualche fanfiction e poi a vent’anni il mio primo tentativo di romanzo “Il serpente” che giace in attesa di revisione.
(Marcella): La mia passione per la scrittura invece nasce un po’ per caso. Ho sempre amato leggere e qualunque cosa che avesse a che fare con mondi fantastici. Da adolescente guardavo gli anime su Mtv e ricordo rimasi malissimo per il finale de “I cieli di Escaflowne” che adoravo, perciò una sera mi sono messa seduta al pc e ne ho scritto un finale alternativo. Una mia compagna di scuola lo lesse e le piacque e da lì ho iniziato, prima con fanfiction e poi su lavori originali. E’ così ci siamo incontrate con Ludovica.

    Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
(Ludovica): Come dicevo sopra, amo tutte le forme d’arte: dalla moda, al cinema, all’intricato mondo delle serie tv. Adoro cucinare e sono sempre con le mani in pasta.

(Marcella): Io ho un po’ una doppia anima. Da un lato amo l’arte, il teatro, il cinema, i libri, insomma tutto quello che sappia raccontarmi una storia, farmi perdere in mondi antichi o anche solo inventati. Dall’altro sono un’accanita sostenitrice dei numeri, dell’esattezza, dopotutto sono laureata in Ingegneria e sto prendendo un PhD, se non mi piacevano era complicato.

I tuoi libri e autori preferiti?
(Ludovica): Domanda da un milione di dollari, leggo tantissimo e sono tantissimi i libri che si contendono un posto tra i miei preferiti. Sicuramente un autore che mi ha segnata è Stephen King,  soprattutto la prima parte della sua carriera, possiede un modo di portarti nei luoghi che descrive che pochi anno. Poi F.S. Fitzgerald, Joan Didion, Lucia Extebarria, Bret Easton Ellis, Neil Gaiman…
(Marcella): Parlare di libro preferito è complicato… ultimamente ha girato su Facebook una catena in cui andavano elencati i dieci libri preferiti. Farla è stato difficilissimo. Quelli che sono stati sicuramente i libri che mi hanno toccato di più sono stati quelli della letteratura per ragazzi che i miei genitori hanno iniziato a propinarmi appena hanno smesso di regalarmi le cassette delle fiabe lette da Cristina D’Avena, quindi Mark Twain, Harper Lee, Louisa May Alcott, Jules Verne, J.K. Rowling. Adesso che sono un po’ più grande tendo a provare un po’ di tutto, tirarne fuori uno è difficile. L’ultimo libro però che ho letto e amato è stato “Io Uccido” di Faletti.

Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Dai personaggi che avevamo da un precedente lavoro e da un pranzo a casa della nonna di Ludovica. Come tutte le vecchiette, Nonna Valeria ha nel DNA di dover raccontare qualunque cosa sia successo a qualunque membro della famiglia e così siamo venute a sapere di Emma (La nonna del nonno di Ludovica o qualcosa di simile) che, nella campagna romana di fine ‘800, aveva dato alla luce una figlia illegittima cresciuta poi dai genitori come sua sorella. Al caffè la nostra fantasia è partita in quarta e abbiamo capito che poteva essere un ottimo contesto per ambientare le vicende di Ian.

A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
I personaggi sono l’evoluzione e la rielaborazione dei protagonisti di un altro progetto, che ci piacevano e di cui pensavamo la storia non fosse stata raccontata nel modo giusto. Ci sono pizzichi qui e lì di persone realmente vissute, non è un caso che abbiano tutti nomi dei nostri artisti musicali preferiti anche se non sempre ne condividono le caratteristiche.
(Marcella): Da parte mia ho un amore viscerale e per nulla nascosto per Duke: e’ un adorabile  pallone gonfiato, pieno di sé, che non si nasconde dietro false modestie. Si è prefisso un obiettivo e ha deciso di raggiungerlo costi quel che costi.
(Ludovica): Per quello che mi riguarda, invece, amo particolarmente le riflessioni fuori le righe di Ian, il suo essere imprevedibile e infantile allo stesso tempo. Ogni volta che appare, nonostante lo abbiamo creato noi, mi viene sempre da pensare che sembra un cucciolo, di quelli vivaci a cui se allunghi la mano non sai mai se verrà morsa o leccata.

Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Il messaggio non è uno solo, abbiamo voluto raccontare una storia di crescita e in ogni storia c’è qualcosa da imparare e qualcosa a cui ci si possa relazionare. Parliamo di tematiche variegate, i sentimenti, l’identità, le dipendenze, l’ambizione e quello che ti porta a perdere se ti acceca. Credo soprattutto sia una questione d’identità, c’è chi ritrova se stesso e chi lo perde con conseguenze disastrose, per quanto il destino di una persona possa sembrare segnato sono solo le scelte che prendiamo che lo fissano nella pietra. Inoltre è anche una storia di rapporti umani, di come gli altri ci legano a loro. Direi che il finale del libro è un po’ il nostro messaggio, ma sta a chi legge scoprirlo.

Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Beh diciamo che questa è la nostra prima esperienza nel mondo dell’editoria anche se io (Ludovica) di tanto in tanto scrivo per cinema e tv.  Stiamo ancora imparando a barcamenarci e per ora è un esperienza senz’altro positiva. E’ stato bello scrivere insieme perché ci ha permesso di imparare dai punti di forza dell’altra, capire dove erano le nostre lacune e chiedere aiuto dove non riuscivamo.

Cosa ne pensi del panorama letterario odierno?
La prima cosa che balza all’occhio è che il mercato letterario sia legato a doppio filo con lo Young Adult, basti pensare che la saga di Harry Potter veniva edita in doppia copertina a seconda del pubblico a cui era destinata o all’impatto che hanno avuto Twilight e The Hunger Games a livello di vendite e fan base. Lo stesso Young Adult poi è dominato ciclicamente da filoni: abbiamo avuto i vampiri, i licantropi, gli angeli e ora siamo agli sgoccioli dell’auge della distopia.  Nonostante l’archetipo, ragazza della porta accanto e affascinante fidanzato paranormale o i triangoli amorosi vadano per la maggiore, credo che tutto dipenda da come questi vengano sviluppati e soprattutto dallo stile di scrittura, ci sono idee grandiose scritte in maniera poco accattivanti e viceversa.

Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
In primis di mettersi in discussione, di non attaccarsi a parti di trama o ad un personaggio, tutto è sacrificabile per migliorare un romanzo. Poi di trovarsi un critique partner, per noi è semplice perché siamo in due e possiamo discutere di snodi e sviluppi assieme, ma chiunque che possa criticare e farci vedere problemi e lacune è ben accetto. Saper accettare le critiche è la prima cosa che un autore (o anche solo un essere umano) deve imparare a fare, non sono fatte per cattiveria e possono solo aiutare a crescere. In ultimo, sarà banale, ma di non mollare, capita a tutti di essere rifiutati ma questo non significa non essere capaci.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Stiamo lavorando a una trilogia Urban fantasy ambientata tra l’Italia e la Scozia ma per ora non possiamo dire altro. Comunque abbiamo una serie infinita di progetti nel cassetto. Alcuni hanno storyline già delineate e bozze di capitoli, altri sono ancora fantasie dei generi più varie: un fantasy classico, uno steampunk, una serie di racconti dai personaggi intrecciati .


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