Lettori fissi

martedì 22 luglio 2014

Recensione: "Scommessa a Memphis" di Mirko Giacchetti (Dunwich Edizioni)


AUTORE: Mirko Giacchetti, altrimenti noto come William Munny Serial Writer.
BIOGRAFIA: Mirko Giacchetti è uno dei tanti nomi con cui è indicato il paziente della stanza 333. Rinvenuto presso la città di *** mentre deambulava in stato confusionale senza documenti. Attualmente ospitato presso il manicomio di ***. Il paziente è spesso in stato catatonico. Questa condizione è interrotta da brevi momenti di lucidità e il soggetto impiega questo tempo online cercando news, in maniera ossessiva, sul cinema e sui libri di genere thriller, horror e noir. Sostiene di essere William Munny e con lo stesso nome scrive anche brevi racconti che, stando a quanto dichiara il paziente, sono ricordi della sua vita fuori da queste mura. Soggetto da non avvicinare senza le dovute precauzioni. (Estratto dalla cartella clinica del paziente ospitato nella stanza 333)
SITO: profilo Facebook Mirko Giacchetti, gestito poco e molto male.
CONTATTI: mirko.giacchetti@libero.it



TITOLO DELL’OPERA: Scommessa a Memphis.
TRAMA: Inferno. La Morte scommette con il Diavolo per rendere il mondo un posto migliore. Tutto inizia a Memphis con un giovanissimo Elvis Aaron Presley...
CASA EDITRICE: Dunwich Edizioni.
ANNO DI PUBBLICAZIONE: giugno 2014.
GENERE: pulp horror. Se non esiste questa classificazione, non saprei che altra etichetta appiccicare sulla copertina.
PUBBLICO: non ho pregiudizi sui lettori, direi che è destinato a tutti quelli che possono apprezzarlo, senza distinzione di sesso o di età.
PAGINE: 43 pagine.
PREZZO: Scommessa a Memphis esiste in due versioni; in solitaria in formato digitale a 0,99 € e nell’edizione cartacea dove ha l’onore di essere il “B side” del meraviglioso “La notte che uccisi Jim Morrison” scritto dal rocker Luigi Milani.  
REPERIBILE PRESSO: tutti i principali store digitali, ma se volete andare a farvi un giro sul sito di Dunwich Edizioni e conoscerci meglio, potete fermarvi qui: http://www.dunwichedizioni.it/wordpress/e-shop/

Un giovanissimo Elvis, un mito immortale

RECENSIONE: Quando ho letto la trama di “Scommessa a Memphis” ho fatto carte false per averlo. Ringrazio a questo proposito la Dunwich Edizioni che, grazie alla nostra collaborazione, mi ha permesso di leggere il cartaceo di questo stupendo romanzo.
Non nego di essere di parte perché sono sempre stata una fan di Elvis, e credo sia un’icona della cultura mondiale. Il libro di Mirko merita perché è scritto con la giusta ironia, con il giusto carisma, con una leggerezza che non toglie nulla al libro, anzi lo rende piacevolissimo e scorrevole: l’ho letto tutto d’un fiato!
La figura di Elvis è inedita, ma anche molto reale: un ragazzo come tanti, il cui unico scopo era incidere un disco come regalo per la madre, e che si trova coinvolto in un circolo di vizi, in un gioco tra il Diavolo e la Morte. Quello che più mi ha colpito è stato il rapporto padre-figlio tra il Diavolo ed Elvis, nonché l’infatuazione della Morte per il giovane cantante. (E su questo non ci piove, come è possibile non amarlo?!...)
Ho apprezzato molto le battute azzeccate, Mirko ha già uno stile da autore che lo contraddistingue, a differenza di molti altri emergenti. Un romanzo da leggere assolutamente, vincitore del concorso Morte a 666 giri. 
Come approfondimento, vi lascio alcune delle mie canzoni preferite del Re, la colonna sonora per godervi questo libro! (Sì, è una scusa per riascoltarle lo ammetto!) 
Always on my mind, All shook up, Love me tender.





INTERVISTA STANDARD A MIRKO GIACCHETTI

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao Connie e grazie dell’ospitalità. Come persona, sono un pensiero zen alla rovescia; la farfalla con l’incubo di ritornare nel bozzolo, il dito che nasconde la luna e via dicendo.
Se proprio dovrei definirmi, direi che non esisto o che nei giorni migliori sono un brutto personaggio creato dalla mia fantasia.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Leggendo e non poteva essere altrimenti. Alla fine, per cercare una via di fuga dalla realtà che mi circonda, sono stato così arrogante da mettere in fila un po’ di parole per dare una forma compiuta, o qualcosa di simile, ai miei pensieri.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Oltre alla scrittura esiste qualcos’altro?

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Soffro di insonnia e così ho un po’ di tempo a disposizione e, ti dirò, ho avuto la fortuna di leggere qualche libro interessante. Primo tra tutti Casa di Foglie di Mark Z. Danielewski.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Ho sempre voluto scrivere una storia con Elvis e il concorso Morte a 666 giri è stata una buona occasione per stressare le meningi e provare a tirare fuori qualcosa di buono.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Allora, per la vita di Elvis mi sono basato su L’ultimo treno per Memphis, una biografia monumentale scritta da Peter Guralnick. Per gli altri personaggi… diciamo che ho cercato di creare sulla carta delle persone che mi piacerebbe conoscere.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Di non smettere mai di credere ai propri sogni anche e soprattutto quando sembra una follia.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Come molti ho versato parecchio inchiostro nei forum e mi sono fatto spezzare le ossa da autori più bravi, poi ho avuto la fortuna di essere notato dalla redazione di Nero Cafè. Ho iniziato a curare la rubrica delle news e, con il tempo, ho iniziato a collaborare anche con altre redazioni. Skan Magazine, Electric Sheep Comics e Milano Nera.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Ogni giorno leggo che il panorama letterario è in crisi, il mal costume regna sovrano, l’editoria a pagamento e di non riporre speranze nel mondo della scrittura perché bla, bla, bla…
Una volta compreso che alcuni fenomeni vanno evitati e denunciati, quello che rimane sono parole in più; una somma di risentimento e cinismo, un drink che alla lunga rovina qualunque stomaco.
Agli autori esordienti, che considero come dei veri e propri colleghi, direi di non aver fretta e di leggere, leggere, leggere. Solo dopo aver creato qualche notevole pila di libri, o avere intasato il proprio ereader, di mettersi alla tastiera e pestare un po’ sui tasti. Non cercate di assomigliare a nessuno, siate voi stessi, perché nessuno vuole leggere la fotocopia di Tizio o il clone di Caio. Cercate persone serie a cui affidarvi per la pubblicazione e sappiate che per la buona riuscita di un romanzo non basta l’autore, per quanto possa essere un genio. Sono necessari, come minimo, un editor che sappia quello che fa e un editore che creda davvero nella vostra opera e nel suo potenziale.
Solo così ci si può presentare al meglio ai lettori.
Io ho solo avuto la fortuna di incrociare il cammino di Mauro Saracino ed essere accolto in Dunwich Edizioni.

10.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
I miei progetti futuri passano tutti attraverso la scrittura. Allora, sto lavorando a un fumetto e a un romanzo da cui verrà tratta una sceneggiatura per un lungometraggio. Un po’ di racconti per alcune antologie e poi il terzo volume de La Regola del Santo e del Peccatore (un serial book pubblicato con Dunwich Edizioni). E, giusto per non annoiarmi, inizierò a documentarmi sul crimine organizzato per raccontare al meglio la storia di Big Sal.
Chi è Big Sal? A breve lo scoprirete…


Grazie Mirko per la tua simpatia, mi auguro di riaverti ancora nel mio blog!

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