Lettori fissi

giovedì 19 giugno 2014

Presentazione: "Sweet Destiny" di Giovanna Mazzilli



TRAMA: La tranquilla vita di Charlotte è stravolta dalla perdita del suo lavoro. Per continuare ad aiutare i suoi genitori deve rimediare subito cercandone un altro, ma uno scontro inaspettato con il ragazzo dei suoi sogni darà una svolta alla sua esistenza. Eric, giovane poliziotto, entrerà nell’esistenza della protagonista grazie a una forza invisibile sospinta dal destino. Si creerà un legame speciale, ma la presenza di Caleb, comporterà una serie di vicissitudini. Quest’ultimo è innamorato da sempre di Charlotte ma lei non lo ricambia, inducendolo a sviluppare un’ossessione morbosa nei suoi confronti. I destini di Caleb, Charlotte ed Eric s’intrecceranno anche nel lavoro di quest’ultimo. Infatti, il giovane poliziotto sarà coinvolto in una missione segretissima sotto copertura in collaborazione con l’FBI, per sgominare un’organizzazione molto potente coinvolta nei traffici legati al riciclaggio di denaro sporco. Fra inaspettati colpi di scena e atti inconsulti generati da bieca follia, si dipanerà una storia d’amore e d’angoscia, in cui Eric dovrà mantenere il sangue freddo per risolvere un caso complicato e salvare la donna della sua vita.

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La simpatica Giovanna Mazzilli
STRALCIO: Eric ritardava e Charlotte si stava preoccupando. Aveva il terrore che non si sarebbe presentato, che – quel che era successo la notte precedente – fosse solo un altro sogno oppure uno scherzo della sua fantasia. Era passata un’ora, fortunatamente la cena non era ancora pronta; la sua intenzione era di chiacchierare davanti a un aperitivo per evitare ogni tipo d’imbarazzo, ma tutti i programmi mentali di Charlotte saltarono per colpa di quell’imprevisto. Un’ora e mezza… Vagando per casa rassegnata, alzò lo sguardo verso la finestra e vide Eric davanti il vialetto. Gli spalancò la porta e gli sorrise. «Hai fatto tardi, problemi a lavoro?» Eric la fissò negli occhi e dopo un istante, che a Charlotte sembrò durare un’eternità, le sorrise. «No nessun problema, mi sono solo attardato. Mi dispiace Charlotte. Vuoi rimandare la serata?» «No, assolutamente. La cena è pronta. Hai fame?» «Non molta ma, per farti piacere, mangerò lo stesso.» Charlotte iniziò a osservarlo, domandandosi dove fosse finito il ragazzo della sera precedente. Perché si comportava in quel modo? Che cosa era cambiato tra loro? Lei continuava a non parlare, lui la guardava e rimaneva immobile: quel silenzio era imbarazzante per entrambi. “Proprio quello che non volevo!” Pensò Charlotte, guardandosi i piedi. Decise di rompere il ghiaccio che si era creato tra loro, accendendo la radio. Cambiò frequenza finché non ne trovò una decente. Con passo leggero Eric la raggiunse e lei se ne rese conto solo quando se lo trovò alle spalle. Proseguirono a fissarsi senza conversare, il canale radiofonico stava trasmettendo la pubblicità di un noto fast food e l’imbarazzo cresceva. All’improvviso la propaganda finì e iniziarono le note di una melodia, Charlotte la riconobbe subito. Le piaceva quella canzone. Alzò lo sguardo su Eric che, in quel momento, stava squadrando la radio: la voce di Mariah Carey e gli accordi di “My All” inondavano la stanza. Eric sorrise e si avvicinò a Charlotte, le prese la mano e se la portò al cuore. L’avvolse tra le braccia e iniziò a muoversi lentamente, intraprendendo un ballo lento e dolce. Charlotte si strinse in quell’abbraccio e iniziò a canticchiare, ma si interruppe quando notò lo sguardo allietato dell’uomo. «No, ti prego. Continua a cantare, mi piace, hai una bella voce.» Ballarono stringendosi sempre più forte, fino a quando il motivo musicale terminò. Eric sciolse la stretta, però non lasciò andare la mano di Charlotte. Si avvicinarono alla cucina. La donna si staccò dal ragazzo per prendere dal forno le lasagne pronte, disponendo poi la porzione in due piatti. «Prego, accomodati. Mangia quello che ti senti, non sforzarti se non hai molta fame.» «Mi è tornato l’appetito e poi l’aspetto di queste lasagne farebbe venire fame a chiunque!» Il poliziotto iniziò ad assaggiare con gusto e Charlotte fu felice di vederlo finalmente rilassato. Eric non voleva fare tardi ma il malumore, dovuto a quella raccapricciante scena, non riusciva proprio a farlo sparire. Ormai Charlotte faceva parte della sua vita e non solo delle sue fantasie, era la sua realtà. La voleva con tutte le sue forze, non avrebbe permesso a nessuno di mettersi tra di loro. Odiava sentirsi così. Una volta tornato a casa, per sfogare la rabbia, aveva acceso la musica ad alto volume e aveva tirato pugni al sacco da boxe. Si era calmato dopo due ore. Una volta arrivato davanti la villetta di Charlotte, Eric non aveva trovato il coraggio di scendere dall’auto: la scena di quel pomeriggio era ritornata davanti ai suoi occhi. L’aveva rigettata in fondo alla sua anima, quando era ricomparso per il suo appuntamento. L’imbarazzo era ovvio, lui non sapeva che dire e lei aveva capito che qualcosa non andava. Fortunatamente quel ballo aveva cancellato la paura dal cuore di Eric: averla nuovamente tra le braccia e sentirne il profumo, era la cosa di cui aveva proprio bisogno. E poi aveva una voce dolcissima, che poteva penetrare anche lo spirito più oscuro. Visibilmente più rilassati mangiarono con gusto, conversando sul cibo preferito, sugli alcolici che bevevano, sui locali che frequentavano, sui libri che leggevano e sulle canzoni che prediligevano. Charlotte, continuando a chiacchierare allegramente, iniziò a sparecchiare. «Com’è andata la tua giornata? Stamattina ho parlato con Scott.» «Sì lo so, avrei preferito chiamarti io ma ero in riunione con il capo. Tu?» «Ho aiutato Marie e Richard a recuperare qualcosa da casa…» Eric si incupì ma prese coraggio. «Charlotte posso farti una domanda?» «Certo… Dimmi tutto» gli disse Charlotte, notando la strana espressione sul volto di lui. «Oggi dopo il lavoro non so cosa mi sia preso, ma mi sono ritrovato davanti casa tua. Volevo vederti.» «E perché non hai suonato? Mi avresti fatto una bellissima sorpresa» rispose Charlotte titubante. «Non c’era bisogno di suonare, eri davanti la villa dei Mayers… Ti ho vista.» «Ah, ok. Potevi raggiungerci, stavano andando via. Beh… ripensandoci… hai fatto bene.» «Come?» Eric smise di respirare. Forse quell’uomo non dava poi così fastidio a Charlotte come sembrava, forse erano in confidenza. Molta confidenza. «Sarebbe stato imbarazzante.» «Cosa di preciso mi avrebbe imbarazzato?» replicò in modo brusco lui. Charlotte non capì come mai, all’improvviso, Eric parve arrabbiarsi. Che aveva fatto di male? «Che hai? Perché adesso sembri furioso?» «Forse è meglio che me ne vada.» Eric si alzò di scatto dalla sedia e raggiunse il divano per recuperare la giacca. «Fermati! Perché vuoi andar via? Che cosa ho detto di sbagliato?» «Charlotte ti ho vista!» sibilò Eric, girandosi verso di lei. «Vista? Ma di cosa parli?» «Ho visto quell’uomo e il vostro atteggiamento intimo .» «Intimo? Ma di chi… Oh mio dio! Non starai parlando di Caleb?» «Chi cazzo è questo Caleb?» «Caleb Mayers, il figlio dei miei vicini.» «È il tuo fidanzato?» «Fidanzato? Assolutamente no! Non siamo mai usciti insieme. Ci prova ogni volta che mi incontra, ma io l’ho sempre rifiutato.» «Ah…» «Sì. “Ah”…» «Scusami, non volevo farti questa scenata, ora… vado via.» Cercò di raggiungere la porta e uscire, ma Charlotte si mise davanti e gli impedì di aprirla. «Tu non vai da nessuna parte, ora mi spieghi che diamine ti prende.» Si fissarono negli occhi per alcuni minuti, senza parlare. Eric sospirò e prese Charlotte tra le braccia. «Non so che mi prende, forse ho solo paura che mi sfuggirai via.» «Non vado da nessuna parte.» Continuarono l’abbraccio, stringendosi sempre più forte. Repentinamente Eric si staccò da lei, le prese il viso tra le mani e iniziò a parlare nuovamente. «Charlotte, ti aspettavo da tutta la vita, ti desidero più di quanto immagini. Voglio che fra noi funzioni, non voglio perderti.» Charlotte rimase senza fiato, le lacrime iniziarono a scorrere lente sul volto ed Eric le asciugò con i suoi baci. «Eric anch’io non voglio perderti, tra di noi c’è qualcosa che va oltre. Noi facciamo parte dello stesso disegno: eravamo destinati a tutto questo, eravamo destinati a entrare l’uno nella vita dell’altra. Anch’io bramo donarti tutta me stessa e, come dice la canzone che abbiamo ballato prima, “Darei tutto quello che ho per il tuo amore stanotte.”» Eric trovò le labbra calde e inumidite dal pianto; iniziò a baciarle, prima dolcemente e poi con passione. Presero ad accarezzarsi dovunque, continuando ad assaporarsi. La bocca di Eric percorse tutto il viso di Charlotte, scendendo sul collo e poi risalendo verso le labbra, dove la lingua iniziò la sua danza una volta incontrate quelle di lei. «Charlotte sei bellissima.» Eric ansimò. L’erezione spingeva sempre di più nei suoi pantaloni e Charlotte la sentì, mentre il desiderio cresceva dentro di lei e i capezzoli divenivano turgidi. I loro corpi avvinti erano qualcosa di magico. L’eccitazione fioriva nel suo corpo e Charlotte lo spinse dolcemente verso il divano. Stava per accadere quello che entrambi avevano sognato tante volte. La cosa che di sicuro non si immaginavano era che, da quella notte, i fili del loro destino avrebbero creato un intreccio difficile da sciogliere.

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