Lettori fissi

martedì 17 giugno 2014

Presentazione "La serva di Vienna" di Nora Noir (Delos Books)



AUTORE: Nora Noir
BIOGRAFIA: Figlia di una hippie inglese e di un cardiochirurgo italiano, lavora come guida turistica fra Milano e Londra, città dove vive: abita infatti a Bloomsbury in una mansarda piena di spifferi, peli di gatto, quadri a olio incompleti e una manciata di amanti variabili in numero e genere a seconda della stagione. Scrive racconti erotici soprattutto quando è triste o incazzata, quindi lo fa spesso, e lo fa per due case editrici italiane, una inglese e per se stessa.
Pubblicazioni.
Serie: Le Notti di Nora Noir, Lite Editions
Ma piove sempre qui?!
Non sento le tue urla.
Lo specchio dalla cornice dorata.
La Venere Bionda del Signor Noir
Venere contro Venere
Gelato alla Vaniglia (sex and food), Lite Editions
I Quattro Sensi, Lite Editions
Relazioni pericolose in cucina (sex and food), Lite Editions
Notte di mezza estate
La Serva di Vienna, Delos Digital

SITO: fb: Nora Noir, twitter: @NoraNoirLondon
CONTATTI: nora.noir5@gmail.com
TITOLO DELL’OPERA: La Serva di Vienna
TRAMA: Vienna, 1880. Nel periodo artistico più vivace e fiorente di questa città, Estrella, una bella e nobile ragazza spagnola, arriva in sposa a un vecchio e ricco esponente della nobiltà viennese, il conte Sigmund Von Haken. Oltre a mostrare l’avvenente moglie agli uomini dell’alta società e a usarla in modo rapido e maldestro per darsi soddisfazione nottetempo, non le presta molta attenzione. Ma Estrella è una donna dalla passionalità curiosa e irrequieta che non si accontenta: vuole uscire, divertirsi, amare. Non avendo opportunità di fare nuove e interessanti conoscenze maschili, le sue attenzioni ricadono sulla sua dolce e timida servetta. Inizialmente sfruttandone la sottomissione in modo egoistico, poi intrecciando con lei una vera e propria scabrosa relazione sessuale, che non si consumerà solo nelle notti struggenti e bagnate nella sua camera, ma le porterà, inebriate e complici, anche in giro per una Vienna splendente e pulsante. 
CASA EDITRICE: Delos Digital/ Delos Books
ANNO DI PUBBLICAZIONE: Aprile 2014
GENERE: erotico, storico
PUBBLICO: adulti
PAGINE: 64
PREZZO: € 1,99
REPERIBILE PRESSO:
Disponibile su tutti gli store per tutti i principali dispositivi

INTERVISTA STANDARD A NORA NOIR

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Sono una ragazza italo inglese e sono una guida turistica. Per lavoro e per interessi personali vivo un po’ a Milano e un po’ a Londra. Ho una laurea in Storia dell’Arte, e l’arte è appunto la vera protagonista della mia vita, perché l’adoro in tutte le sue declinazioni. La tipologia di lavoro che svolgo mi porta a viaggiare e ad avere molti contatti con persone sempre diverse, quindi passo molto tempo a conversare con la gente, ma appena posso prediligo la solitudine della mia micro casa e il girovagare senza meta per la città, solo per il gusto di farlo.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Scrivo da sempre, non ricordo un periodo della mia vita dove non l’abbia fatto. Tengo dei diari scritti rigorosamente a mano dove annoto tutto quello che vivo, ma invento anche come vorrei che fossero andate determinate situazioni o i miei desideri, che tramuto in episodi surreali della mia vita. Quando li rileggo a distanza di molti anni confondo ciò che ho vissuto realmente da ciò che ho immaginato. Sono quindi un ottimo spunto per i miei racconti che spaziano in tutti gli ambiti dell’erotismo.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Amo dipingere quadri a olio e di conseguenza adoro girovagare nell’East End alla ricerca di micro gallerie d’arte dove espongono pittori sconosciuti (e lievemente tarati!). Si finisce sempre a fare chiusura insieme, bevendo del vino scadente parlando di: tecniche pittoriche, di quanto l’arte sia più apprezzata (e pagata!) in America e di sesso.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
C’è un autore di una trilogia che consiglio con tutto il cuore: Nick Bantock e i tre libri sono: Griffin and Sabine, Sabine’s Notebook e The Golden Mean. Questa è la trama: Griffin Moss è un artista grafico che vive a Londra. Sabine Strohem fa un mestiere stranissimo ma simile: disegna francobolli in un atollo sperduto dell'Oceano Pacifico. Un giorno Sabine scrive a Griffin per dirgli tutta la sua ammirazione e rivelargli una misteriosa, inspiegabile affinità psichica che li lega. Ha inizio così una corrispondenza fatta di curiosità, confessioni, tormenti che presto diventano amore; poi l'amore diventa ossessione... La forma del libro è curiosa: un epistolario fittissimo di cartoline e lettere illustrate che il lettore può davvero sfogliare ed estrarre dalle rispettive buste. Era stato tradotto da Sonzogno, ma era sparito in fretta dagli scaffali, mi chiedo perché?! Credo sia una delle storie d’amore più belle che abbia mai letto!

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
I soggetti per i racconti nascono sempre per caso. Mi intrigava molto l’idea della mescolanza di due corpi femminili dalla fisicità e dalla psicologia diversa e così ho usato due donne che, se vogliamo, sono un po’ due cliché della loro provenienza geografica: colori mediterranei e carattere esplosivo e istintivo per Estrella, spagnola; tonalità delicate e chiare e apparente gelo emozionale per Birgit, austriaca. Dopo l’idea e l’entusiasmo c’è però il lavoro di fino: la creazione di un trama che “regga”, le descrizioni delle scene più calde e la ricerca storica, perché anche se le città che utilizzo come scenario (in questo caso la Vienna del 1880) sono solo da sfondo alla storie, ci tengo che sia tutto cronologicamente e geograficamente corretto!

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Come ho detto prima le due donne sono la personificazione di due cliché, guidati alla funzionalità della storia, quindi potrebbero essere tutte o nessuna. Rispetto agli altri racconti usciti negli anni scorsi dove “agivo in prima persona” (ad esempio nella serie “Le Notti di Nora Noir) qui mi sono calata più nella parte di narratore esterno, senza prendere le parti di nessuno. Ho raccontato una storia, e basta.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
L’intenzione con un erotico è quella di intrattenere, divertire, in questo caso specifico andare a stimolare magari quelle corde nascoste di chi non si sarebbe mai aspettata che un f/f potesse intrigarla. Tutto questo in una lettura più leggera, superficiale. A livello più profondo vado a toccare sentimenti più fastidiosi come l’insoddisfazione, la rabbia, la solitudine e l’impotenza sia fisica che emozionale.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho iniziato la mia avventura editoriale erotica in Italia circa cinque anni fa: un pomeriggio di sole me ne stavo chiusa in casa parlando al telefono con un’amica scrittrice e raccontandole di avere scritto una miriade di racconti erotici e di non sapere che farmene. Lei mi ha rivelato di essere diventata da poco una degli editor di una casa editrice erotica e di provare a inviarli. Li hanno letti, sono piaciuti e ho iniziato così. Poi ho continuato fino a l’attuale pubblicazione della Serva.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?!
L’avvento degli ebook e in particolare del self publishing ha rimescolato non poco le carte dell’editoria italiana. Non credo molto nel “tutti possono fare tutto” ma mi piace pensare che per tanti esordienti sia una bella possibilità anche di testare l’impatto che la loro opera può avere su un pubblico di sconosciuti. Potrei dare un’infinità di consigli politically correct, ma credo che oggigiorno non ci siano regole in questo campo.
L’unico must è avere un beta reader o un editor che ti correggano anche la minima stupidaggine!

10.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Sto ultimando un racconto erotico scritto a due, io e un uomo. Abbiamo deciso assieme la trama e i vari snodi narrativi, poi gli avvenimenti principali della storia vengono descritti da due punti di vista differenti, il mio e il suo, quindi femminile e maschile e solo alla fine uniremo il tutto e creeremo il racconto. Non so cosa ne verrà fuori, però per ora è molto divertente e si scoprono cose molto interessanti. Una bella esperienza! Spero lo sarà anche per chi lo leggerà. Intanto godetevi la Serva di Vienna!


Grazie mille Nora, in bocca al lupo per le tue opere!

Stralcio iniziale:
La serva di Vienna
di Nora Noir

Luglio 1880

Horacio sbatté con violenza il pugno sul tavolo, dove assieme ad altri signorotti del paese stava sorseggiando una bevanda fresca, poco distante dal mare. Sapeva bene che fra quei quattro stupidi era l'unico che poteva vantarsi di un cognome nobile e rispettato, ma dopo che si era infilato la mano nella tasca si era reso conto per l'ennesima volta che il suo patrimonio non era di certo quello degno del nome dei suoi avi. Certo, la colpa era per la maggior parte sua, poiché ne aveva sperperato, e continuava tuttora, quantità incredibili, soprattutto con le donne, per organizzare i suoi festini e le sue uscite. Dopo tutto, che ci poteva fare, se gli era così difficile tenere a freno i suoi istinti: la natura l'aveva fatto amante insaziabile e fantasioso, e di una donna sola – sua moglie – non si poteva accontentare. Era più comodo prendersela con il destino avverso che con se stesso, e fu proprio in quel momento, per eccesso di rabbia, che per poco con quel colpo non spaccò in due il tavolo.
– Maledizione! Quando mi mandano a chiamare per guardare quel dannato registro dei conti mi si rovinano le giornate. Non ho voglia di tornare a casa, stasera.
– Perché non venite con me, Horacio? – disse il suo amico Juan. – Devo andare a ricevere un nobile viennese in visita alle mie terre. È ricco e annoiato e sta cercando degli investimenti da fare qui per… diventare ancora più ricco e annoiato.
Si alzò di malavoglia, ma pensò che qualsiasi cosa sarebbe stata migliore che tornare a casa a sentire le prediche di quella gallina rinsecchita di sua moglie o ricevere lo sguardo di disapprovazione delle sue tre figlie. Anzi, solo di due figlie, perfettine e giudicatrici fatte a immagine e somiglianza della loro madre. Estrella, la più giovane, bella e solare, non era così.

Quando arrivarono, il nobile austro ungarico era già lì ad aspettarli con una smorfia di disapprovazione per il ritardo. Si alzò in piedi per salutarli. Parlava uno spagnolo strano, dagli accenti secchi. Spiegò che era un retaggio di alcuni soggiorni che aveva fatto in gioventù perché amava molto il loro paese. Mentre interloquiva con loro, Horacio non poté fare a meno di notare la stazza dell'uomo. Avrà avuto suppergiù cinquant'anni ma ne dimostrava molti di più, essendo grasso e dalle mani pallide e sudaticce. Li guardava dall'alto in basso, con un atteggiamento sgradevole e baldanzoso.
Camminarono per tutta la sera lungo la tenuta di Juan. Il conte Sigmund Von Haken sembrava interessato all'acquisto di un terreno per costruirvi una tenuta estiva. A quanto pareva aveva davvero parecchi denari da investire. Horacio lo detestava sempre di più, l'avrebbe sgozzato e derubato di tutto, specialmente quando a un certo punto si era messo a fare un discorso sui problemi politico– economici della Spagna e di quanto ne risentissero le casate nobili. Chissà come faceva a saperne così tanto.
Tornarono in casa, e prima di ubriacarsi del tutto il loro ospite tirò fuori la strampalata idea di trovarsi una moglie della zona, nobile e spagnola, così quando sarebbe venuto lì in villeggiatura si sarebbe trovato più a suo agio.
Mentre l’uomo russava sonoramente, Juan sussurrò all'orecchio di Horacio.
– Avete sentito che ha detto?
– Un sacco di cose, non ha smesso un attimo di parlare – rispose alzandosi e dirigendosi verso la porta.
– Ha espresso il desiderio di sposarsi con una nobile del luogo!
– E allora? Volete che lo sposi io? – Era parecchio alticcio anche lui.
– Quanto siete stolto, amico! Pensateci bene, avete tre figlie da maritare!
– E volete che spedisca una delle mie figlie così lontano a farsi montare tutte le notti da quel grasso porco? Voi siete matto! E poi sapete bene che non ho più un soldo nemmeno per una dote. Buona notte!
– Ragionate, lui non ha menzionato una moglie ricca, ma solo nobile e spagnola! E  le vostre figlie portano un cognome onorevole! Lui è molto più ricco di quanto sembra, fidatevi di me. Perché non gliele presentate? Rimarrà qui una settimana. Sono tutte virtuose, no?
Horacio sorrise fra sé e sé pensando a Estrella. Di virtuoso non le era rimasto molto, ma era la sua preferita e aveva sempre finto di non sapere che se la intendeva un po' con tutti i giovani del vicinato. Però in effetti le altre due... avrebbe colto due piccioni con una fava: si sarebbe imparentato con un ricco austroungarico, con la garanzia di non finire mai in rovina. Doveva ammetterlo: quello stupido di Juan aveva avuto un'idea geniale. L’indomani,ci avrebbe pensato meglio.

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