Lettori fissi

domenica 25 maggio 2014

"Finché suocera non ci separi" di Corinne Savarese (autopubblicazione)

Una bella foto di Corinne con uno dei suoi "pargoli"

AUTORE: Corinne Savarese

BIOGRAFIA: Nata e cresciuta a Milano, ha studiato lingue straniere. Appena finiti gli studi ha lavorato come agente di viaggi. Questo le ha permesso di iniziare a scoprire il mondo e apprezzare diversi paesi e culture. Dopo aver conosciuto Pietro, a distanza tramite un corso di aggiornamento on line, la loro amicizia si è trasformata in amore e si è trasferita nelle Marche. In due anni si sono sposati e ora hanno quattro bambini, un chihuahua e un siamese. La passione dei viaggi non è sfumata e appena possono, partono alla scoperta di un posto nuovo da visitare, usando anche la formula di home exchange. Le piace avere sempre casa piena di amici e adora cucinare. Spesso organizza cene succulente da passare in compagnia. Lettrice compulsiva, arriva a divorare fino a sette libri a settimana, in inglese o in italiano. Non guarda televisione se non per le serie che segue, esclusivamente in lingua originale. Adoro scrivere e lo fa solo di notte, quando il silenzio e il buio le permettono di entrare nel suo mondo di parole di carta e inchiostro. Durante questo unico momento di solitudine e relax prende vita una Corinne che nemmeno i più cari conoscono. Ecco come sono nati "Cara cognata, ti odio!" e “Finché suocera non ci separi!”


CONTATTI: corinnesavarese@gmail.com



TITOLO DELL’OPERA: Finché suocera non ci separi!

TRAMA: Finché suocera non ci separi!
“Cara suocera, ti odio!
Con quella tua faccina cadente e raggrinzita da sessantacinquenne, mi sorridi dolcemente, quando dentro di te stai pensando alla prossima frecciatina per farmi sentire inutile, insulsa, instabile, inadeguata, insipida, incompleta, inerme, inadempiente, insoddisfatta... tutta una serie di aggettivi che iniziano per IN che ti piacciono tanto, per potermi dominare e annientare.” (cit.)

Può una suocera essere così invadente, arrogante e prepotente da distruggere una famiglia? O essere così perfida da ingiuriare e calpestare l’onestà di una nuora per screditarla agli occhi del proprio marito e del mondo?
Può essere così infida da minare la sua autostima e annichilirla fino a farne la propria bambolina di giochi perversi? O essere così subdola e diabolica da raggirare e triangolare, per creare zizzania all’interno della coppia?
Clarissa può! Infatti si presenta a casa di Daphne e Andrea, al ritorno dal loro viaggio di nozze, e non se ne va mai più. Quella che doveva essere una visita di piacere, diventa un incubo per Daphne che, anche questa volta, sarà costretta ad andare in terapia per ritrovare la propria identità e la propria famiglia.

"Finché suocera non ci separi!" è il secondo libro della serie "Cara, ti odio!", dopo “Cara cognata, ti odio!”
Questa serie vuole raccontare con ironia e sarcasmo tutta una gamma di relazioni problematiche di personaggi, caricature di se stessi, con cui quotidianamente ci scontriamo, spesso portate al limite del paradosso, del buonsenso e della comprensione.

CASA EDITRICE: autopubblicazione

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014

GENERE: Chick Lit

PUBBLICO: adulti, ragazzi

PAGINE: 270

PREZZO: 2,68€

REPERIBILE PRESSO: http://goo.gl/zdZ4J0

RECENSIONE: Secondo capitolo della serie “Cara, ti odio!” di Corinne Savarese. Se nel primo volume abbiamo incontrato la cognata Annabella, invadente e incapace di staccarsi dal fratello Andrea, in questo secondo romanzo le cose sono ancora più difficili per Daphne perché si troverà faccia a faccia con la suocera.
La suocera e il marito hanno sempre trascurato Andrea, fin da bambino, lasciandolo alle figlie Syria e Annabella, e scegliendo i viaggi a lui. Appena rientrati dal viaggio di nozze Daphne e Andrea trovano nella segreteria i messaggi di Clarissa, la madre dell’uomo, la quale annuncia con voce zuccherosa che andrà a trovarli.
Daphne, bidonata dal marito, va a prendere i suoceri all’aeroporto e Clarissa si scioglie in baci e abbracci. Clarissa e Giustino si impiantano a casa dei novelli sposi e la povera Daphne si sente già spodestata dalla suocera, giudicata in ogni sua azione, criticata per le sue maniere schiette. Solo in pubblico la suocera esprime un affetto ipocrita, così da far credere agli altri che sia la nuora a odiarla.
In questo secondo libro Corinne non risparmia certo l’ironia e le battute sarcastiche, in una storia che vi appassionerà. L’eterna lotta tra suocera e nuora vi provocherà non poche risate, qualcuna potrà immedesimarsi, molte se non tutte staranno dalla parte della protagonista.
Lo stile di Corinne è semplice, ironico, accattivante. Con fluidità ci introduce nel mondo di Daphne, sempre con la spiccata satira che contraddistingue il chick lit: in particolare ho adorato i pensieri della protagonista, azzeccatissimi alle situazioni, e sempre divertenti.
Non mancherà qualche parte drammatica che farà riflettere, e la scoperta di molti scheletri nell’armadio.
Il finale inaspettato darà una giusta visione delle cose, rivalutando le vicende suocera-nuora. In molte parti mi ha ricordato il film “Quel mostro di suocera” con Jane Fonda e Jennifer Lopez. Un romanzo consigliatissimo quindi, leggero e frizzante.

Come nel film "Quel mostro di suocera", nel romanzo di Corinne troviamo l'eterna lotta tra suocera e nuora


INTERVISTA STANDARD A CORINNE SAVARESE

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao, prima di tutto ti ringrazio di ospitarmi qui, a casa tua. Che dire di me? Ho 36 anni, attualmente non lavoro. Ho lasciato la carriera quando ho deciso di seguire i miei bambini, che sono quattro e richiedono davvero un enorme impegno. Mi sono ribellata al diventare una figura solo genitoriale. Non era da me. La mia vita non poteva essere solo quella. Non volevo essere solo madre, ma anche Donna. Una donna con desideri da realizzare e sogni da rincorrere. Ho voluto essere mamma, moglie e donna. Certo, è faticoso scrivere tutta la notte, spegnere il pc quando fuori si vede l’alba e prepararsi a svegliare la famiglia per la colazione. È faticoso mantenere una presenza costante sui social di giorno, affinché non si cada nel dimenticatoio, dopo aver scritto tutta la notte. Ed è faticoso mantenere la calma di fronte a una famiglia che è in perenne rincorsa. Essere in sei, è un po’ come un criceto nella ruota. Non c’è tempo per fermarsi. Chi si ferma è perduto.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
La prima volta che ho iniziato a scrivere un romanzo avevo 19 anni. Era qualcosa di triste. Ricordo che lo feci leggere a una signora, mia collega e si mise a piangere. Parlava di una donna che non poteva avere figli e aveva affittato l’utero di una ragazzina. Ricordo che disse: “Ma perché alla tua età parli di argomenti così tristi?” credo che rimasi scioccata, forse mi sentii rotta, non so, ma lì finì la mia carriera da autrice. E meno male! La tragedia non fa decisamente per me! Infatti ad autunno dell’anno scorso, in un momento molto particolare della mia vita ho sentito il bisogno di esternare ciò che stavo vivendo, che era tragico, un’altra volta! Ma più scrivevo e più mi rendevo conto che il mio stile era tutt’altro che tragico. Andavo a fare dell’ironia laddove non si sarebbe trovata una goccia d’acqua nel Sahara. Finito quel libro, decisamente autobiografico e che mai vedrà la luce, ho iniziato a sentire la mancanza della scrittura. Mi sono detta: “Massì, perché no?” Così ho scritto “Cara cognata, ti odio!” e successivamente il seguito, “Finché suocera non ci separi!”.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Essendo una linguista adoro guardare decine di serie tv in lingua originale e divorare libri sia in inglese sia in italiano. Come una vecchina, mi piace creare vestiti all’uncinetto. Ho imparato da sola guardando i tutorial su youtube, mentre addormentavo figlia n°4. Sono una golosa, mi piace cucinare, e guardo programmi di cucina. Suono il clarinetto piccolo nella banda e spessissimo mi chiedo, con 4 bambini, come faccia a trovare il tempo per fare tutto quanto.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Ho dei comfort book, che leggo quando sono giù, o in quei giorni bui, di pioggia, ma rivelare i libri di quella lista è per me come denudare me stessa. Mi limiterò quindi a dirvi quei libri che ho apprezzato molto, ma non saranno quelli che fanno parte di me. Essendo una romanticona, ovviamente, tutto ciò che è Jane Austen, Charlotte Bronte con Jane Eyre, Il rosso e il nero di Stendhal, il Conte di Montecristo e altri di questo genere. Per quanto riguarda i contemporanei, essendo un’amante del chick lit non posso non amare la Kinsella, la nostra Federica Bosco e altre autrici che stanno uscendo negli ultimi tempi.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Dalla riflessione su quanto siano a volte difficili i rapporti con chi ci sta più vicino. Che possa essere il marito/moglie, un genitore, un figlio, uno zio, per arrivare a quelle figure che invece non possiamo proprio evitare, come il capo o il vicino di casa. Legami che spesso siamo costretti a subire e che, a lungo andare, per quanto si reprima la propria natura, ci portano a scoppiare. Ecco allora la giostra dell’assurdo, gli avvenimenti più esilaranti e paradossali per raccontare quello che ognuno di noi si ritrova ad affrontare e in cui si potrà facilmente rapportare.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Sicuramente c’è un po’ di me in Daphne, nel suo perbenismo, nel rispetto portato a un eccesso tale da non permettersi di reagire, fino a starne male. C’è un po’ di me anche in Clarissa, proprio perché lungo il romanzo ci sarà una crescita nella figura della nuora che, non volendo, si ritroverà a essere quasi come colei che non sopporta. C’è un po’ di me nei genitori di Daphne e nel loro rimanere sbigottiti e scandalizzati davanti a certe situazioni. C’è molto di me in ‘Professoressa-Montalcini’, che senza peli sulla lingua, abbatte Clarissa, distruggendola con il solo potere della parola. In cara cognata, ti odio! paradossalmente ero legatissima proprio ad Annabella, la cognata; con quel suo carattere così strambo da risultare adorabile ai miei occhi di sua creatrice. In Finché suocera non ci separi” ovviamente, il mio personaggio è Daphne. Il suo cambiamento da gazzella a leone è per me fonte di grande soddisfazione. Mentre nel primo libro, seppur con classe, eleganza e comprensione, ha sempre sorpassato i soprusi della cognata a mento alto, ma senza mai affrontarla veramente; nel secondo libro Daphne diventa aggressiva, agguerrita. Mi piace vederla reagire, lottare con le unghie e con i denti per ciò che è suo e, questo, mi rispecchia molto.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Entrambi i libri racchiudono un messaggio. Non sono semplici storie, ma raccontano di cosa sono capaci il Perdono, la Compassione e la Comprensione. Troppo spesso giudichiamo e attacchiamo l’altro senza guardare al di sotto della sua corazza, e non ci chiediamo perché quella persona se ne è dovuta costruire una. Allora ci sentiamo delle vittime e attacchiamo di conseguenza. Ma se ci fermassimo per un attimo e ci chiedessimo il perché di tali comportamenti, ci risulterebbe più facile accettarli, una volta capite le dinamiche di questi. In Finché suocera non ci separi! è un gatto che si morde la coda: generazioni di nuore che hanno subito i soprusi dalle suocere e, diventando a loro volta suocere, si sono sentite in diritto, volenti o nolenti, coscienti o incoscienti, di ripetere le stesse azioni. Saranno proprio la comprensione, la compassione e il perdono di Daphne a spezzare questo ciclo, dando vita a una nuova generazione, ricca di gioia, amore e accettazione.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Cara cognata, ti odio! è il mio romanzo d’esordio. Mi sono buttata nell’autopubblicazione senza conoscerne ancora bene le dinamiche, che sto imparando, piano piano, strada facendo. Da pochi giorni ho appunto pubblicato Finché suocera non ci separi! e il terreno, all’inizio impervio e spaventoso, inizia a fare un po’ meno paura, anche se ancora pieno di curve cieche.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Leggo moltissimi autori contemporanei, e la maggior parte di questi li conosco tramite i social. Ho una grande stima per loro. Un tempo era diverso. Non c’era questo contatto diretto che c’è oggi con i lettori. Oggi tutto corre. Tutto è frenesia. Si scrive, ci si promuove, si fanno pubbliche relazioni, si ha una vita al di fuori… non si è più solo autori. Si è molteplici figure in una sola e c’è solo profonda ammirazione per chi riesce a emergere. Tutto è come un fiume: non puoi fermare l’acqua, puoi solo lasciarti andare e seguirne la corrente.

10.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
La serie Cara ti odio! prevede altri libri e altri antagonisti da riconoscere nelle nostre vite. Attualmente sto scrivendo proprio di Annabella, un personaggio che ho adorato, per il suo essere così eccentrico e un po’ sfigato. Poi verrà il turno di Carlo, (a grande richiesta) il gigolò che troverà l’amore, mettendo in discussione tutta la sua storia.

Grazie per la tua disponibilità. Un caro saluto. Corinne.

Grazie Corinne, mi auguro di riaverti ancora nel mio blog, è stato un piacere!

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