Lettori fissi

domenica 30 marzo 2014

"L'Angelo Oscuro" di Jacopo Delia (0111 Edizioni)

Una bella foto di Jacopo
AUTORE: Jacopo Delia
BIOGRAFIA: Nato a Reggio Emilia il 19 marzo 1992. Vive e studia in un piccolo paese fra le colline di Parma.
SITO: CRONACHE DEL MONDO OSCURO (facebook)


CONTATTI: jacopodelia92@libero.it


TITOLO DELL’OPERA: L’ANGELO OSCURO
TRAMA: Alessio, silenzioso e introverso, durante una festa conosce Anastasia, cantante dalla voce delicata e potente, di cui si innamora. La ragazza, ugualmente coinvolta, è tuttavia incapace di abbracciare l’ipotesi di una lunga e solida relazione. Quando la madre di Anastasia, da tempo malata di cancro, viene uccisa dalla malattia, le cose tra i giovani cambiano e la ragazza trova finalmente in Alessio l’unica ragione per vivere. Il rapporto tra i due ricomincia e prosegue indisturbato, ma una sera, mentre passeggia per le strade del centro, Alessio scopre che sua sorella Chiara è stata brutalmente violentata. Dopo giorni di agonia, Chiara, distrutta dall’orrore e dalla vergogna, decide di uccidersi, provocando nel fratello una profonda crisi esistenziali. L’incontro con una donna misteriosa, Maddalena, porta Alessio a dover prendere una decisione che cambierà per sempre il suo modo di rapportarsi con la realtà.
È meglio essere un amato, semplice essere umano, o un solitario demone vendicativo?

CASA EDITRICE: 0111edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: URBAN FANTASY
PUBBLICO: adulti e ragazzi
PAGINE: 234
PREZZO: 15.70
REPERIBILE PRESSO: libreriascolastica.it; libroco.it; lafeltrinelli.it; 0111edizioni.spruz.com; ordinabile in tutte le librerie nazionali

RECENSIONE: Il libro di Jacopo si sviluppa grazie a un ben tristemente noto fatto di cronaca: la sorella del protagonista viene violentata, e Alessio, ragazzo introverso e abituato a non reagire alle circostanze, viene violato nell’anima al seguito della vicenda: la sorella a causa del dolore dell’esperienza si suicida. Questo fatto spezza in due il carattere di Alessio. Una notte, dopo aver incontrato una misteriosa donna di nome Maddalena, Alessio muta in un angelo vendicatore, un eroe in puro stile Arrow per intenderci, pronto a difendere gli oppressi.
Il romanzo di Jacopo mantiene un tono fresco, giovane, frenetico. Il genere è l’urban fantasy, la città notturna e tentacolare: le ambientazioni mi sono molto piaciute. Le descrizioni dei protagonisti le ho trovate azzeccate, per nulla appesantite dalla narrazione.
Alessio non riesce mai a placare la sua sete di vendetta, si ritrova dentro un vortice che lo porta sempre più verso la dannazione, verso il tormento interiore, malgrado brami il contrario. Un’altra cosa che mi è piaciuta è l’ambientazione italiana, che raramente viene usata dai giovani autori di urban fantasy. Un romanzo da leggere quindi!

INTERVISTA STANDARD A JACOPO DELIA

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao, Connie, ti ringrazio tantissimo per l’intervista. Di me posso dire che sono un ragazzo di ventidue anni, abbastanza riservato, sentimentale ma spesso troppo orgoglioso per potermi aprire con le persone. Normalmente, studio scienze Motorie all’università di Parma, ma non vedo mai l’ora che arrivi il tempo libero per dedicarmi alla scrittura.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
A dire la verità, amo inventare storie da quando sono piccolo. Tenere a freno la fantasia è sempre stato il mio più grande problema e, in certi casi, il miglior fallimento della mia vita. Ho iniziato a scrivere per la prima volta quando avevo dieci anni, ma è stato dopo poco aver raggiunto la maggior età che ho completato il mio primo romanzo. Da lì, inventare storie e svilupparle attraverso la scrittura è divenuto parte della mia essenza vitale.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Amo molto il cinema, l’arte pittorica e scultorea, e adoro tenermi in forma. L’altra passione più grande, quasi al pari della scrittura, è la musica. La cosa che più mi piace di lei è l’ispirazione che mi dà durante la scrittura. Ogni volta, cerco sempre una melodia che si adatti alla scena che sto scrivendo e, così facendo, tutto il lavoro risulta più facile e splendido di quanto sia normalmente.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Adoro molto Il ritratto di Dorian Grey, di Oscar Wilde e Le notti di Salem di Stephen King. Col passare del tempo, ho compreso che un libro mi piace quando riesce ad ossessionarmi e quando in esso tendo ad immedesimarmi. Detto ciò, non potrei non citare Intervista col vampiro e Il ladro di corpi, entrambi di Anne Rice, il cui stile di scrittura mi ha sempre appassionato.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
La ricordo molto bene. Il telegiornale aveva parlato di un uomo che, dopo aver appena violentato una ragazza, era stato subito rilasciato. Tra me e me avevo pensato: “Quanto sarebbe bello che qualcuno gli desse la punizione che merita!”. Da qui, è partita l’idea di creare un giustiziere notturno che non avesse nulla a che fare con i tipici supereroi da fumetto; volevo dare vita a un ragazzo normale che viene trasformato in un angelo tormentato, protettore delle donne e cacciatore della violenza della società.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
In questo caso, nella creazione dei personaggi non ho avuto un punto di riferimento preciso. Chi mi conosce e ha letto il mio libro, tende spesso a dire che è un romanzo autobiografico e vede la proiezione di me stesso nel protagonista, forse perché è un ragazzo un po’ silenzioso e perché condivide alcune delle mie stesse passioni. In realtà, tendo spesso a distribuire le mie idee e riflessioni nei vari personaggi. Alla fine è vero, a primo impatto sono simile al protagonista: entrambi siamo sentimentali ed entrambi viviamo il bisogno di trovare una propria identità quando ci si trova da poco immersi nel mondo degli adulti. Tuttavia, è attraverso le bocche dei due principali personaggi femminili che escono le mie più grandi riflessioni.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Volevo innanzitutto mostrare le conseguenze delle azioni degli uomini. È un romanzo che parla di sofferenza, di impulsività, di incapacità di perdonare. Ciò che volevo fare era mettere in risalto la disperazione che porta alla sete di vendetta e il vuoto lasciato da quest’ultima. Questo è il destino del protagonista: impazzendo per la morte della sorella e saziando la sua sete di vendetta, vede pian piano scomparire le cose più importanti della sua vita, fino a trovarsi solo e incapace di porre rimedio.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho completato questo romanzo a vent’anni. In quel momento, non conoscevo nulla sulla pubblicazione come sulle case editrici. A causa di ciò, mi sono imbattuto in un paio di case editrici a pagamento: mi arrivavano splendide lettere di proposte editoriali, dove si diceva che il mio romanzo era il migliore del mondo, per trama e stile… solo che, per la pubblicazione, mi si chiedeva l’acquisto obbligatorio di diverse centinaia di copie, fino all’esborso di qualche migliaio di euro. Inutile dire che ho rifiutato. A quel punto, ho fatto una ricerca più approfondita e ho incontrato la 0111edizioni, una piccola casa editrice di Varese che ha accettato di pubblicare il mio romanzo senza contributo. Penso che riuscire a pubblicare senza sborsare un centesimo sia una delle soddisfazioni più grandi per un esordiente.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Penso che riuscendo a pubblicare un romanzo ci si trova immersi in un mondo di pescecani. Riuscire ad affermarsi non è facile, richiede uno sforzo immenso e spesso anche di fare cose che possono essere contrarie al proprio carattere (come parlare del proprio libro davanti a un pubblico). Ciò che posso dire agli autori esordienti è che, se la loro opera vale qualcosa, sicuramente troverà un editore. Il consiglio che mi sento di dare, è quello di non commettere il mio stesso errore: l’entusiasmo che nasce dall’idea che qualcuno abbia deciso di pubblicare il tuo romanzo rischia di farti perdere di vista la fase di post pubblicazione, cioè quando dovrai far conoscere la tua opera. La promozione è molto più difficile della pubblicazione, ma è la chiave per rendere questa passione un lavoro a tempo pieno.

10.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Ho già scritto altri due romanzi qualche anno e sono in fase di revisione. Entrambi si avvicino a un genere che riveste sia il gotico che il sentimentale, con forte impronte di tragicità. Al momento, ho da poco iniziato a scrivere un nuovo romanzo: avrà sempre una base fantastica, ma questa volta potrei indirizzarmi verso un finale più lieto.

Ciao Jacopo, a presto!

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