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domenica 26 gennaio 2014

Presentazione: "La mia amica ebrea" di Rebecca Domino, "Quando dal cielo cadevano le stelle" di Sofia Domino


AUTORE: Rebecca Domino
BIOGRAFIA: Sono nata nel dicembre 1984, e da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa mia grande passione per molti anni, sono tornata a scrivere e adesso è ciò che mi piace di più fare. Sono anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "La mia amica ebrea" è il mio primo romanzo.
CONTATTI: dominorebecca@yahoo.it
TITOLO DELL’OPERA: La mia amica ebrea
TRAMA: Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.
Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.
Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un' Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.
Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

CASA EDITRICE: autopubblicato tramite Lulu
ANNO DI PUBBLICAZIONE: (della 1’ edizione) 2014
GENERE: fantasy, urban fantasy, drammatico, fantascienza ecc…   narrativa, storico
PUBBLICO: adulti, ragazzi…   ragazzi, giovani adulti
PAGINE: 300
PREZZO: prezzo intero, senza sconti né spedizione 1.99 (ebook)
REPERIBILE PRESSO: link per acquistarlo http://rebeccadomino.blogspot.it/

INTERVISTA STANDARD A REBECCA DOMINO

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao, grazie mille per aver deciso di ospitarmi nel tuo blog! Sono una ragazza di 29 anni, abito in Toscana e mi definisco una persona forte, sicura di sé, che ama la vita.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho iniziato a scrivere quando ero bambina. Non saprei dire perché, è semplicemente successo. A scuola, mi piaceva moltissimo scrivere i temi e, crescendo, scrivevo dei racconti sui quaderni, con la macchina per scrivere e, poi, sui primi modelli di computer. Ho sperimentato vari generi, ma la mia predilezione è sempre stata per argomenti interessanti e temi scottanti, spesso scomodi. Purtroppo, durante l’adolescenza ho messo da parte la passione per la scrittura per dedicarmi ad altre passioni che, però, non si sono rivelate tali. Ho vissuto a Londra per un anno, e lì ero molto impegnata, tanto che per quasi tutta la mia permanenza in Inghilterra non ho scritto niente. Un giorno, però, mi sono seduta nuovamente davanti al computer e ho ricominciato a scrivere… penso che la passione per la scrittura sia sempre stata dentro di me e sono contenta di aver finalmente capito che è la strada giusta da seguire, quella che mi rende davvero felice.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Mi piace moltissimo viaggiare. Per ora ho visitato Londra, Parigi, Barcellona, Orlando, Los Angeles e altri luoghi. Nonostante sia sempre pronta a fare la valigia, spesso mi scopro a desiderare di passare del tempo proprio nel posto dove sono nata e cresciuta. Naturalmente, mi piace molto leggere: preferisco i classici, oppure i romanzi – testimonianza. D’estate, mi piace andare al mare e, in generale, preferisco i “divertimenti sani”. Non sono una persona da discoteca, feste, gruppi chiassosi. Mi basta stare con le persone con cui vado d’accordo, a fare qualcosa che mi appaga e mi piace, per essere contenta.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Jane Austen è la mia scrittrice preferita e il suo “Orgoglio e pregiudizio” è sicuramente uno dei migliori libri che abbia mai letto ma, a essere onesta, non ho un unico libro che amo più di tutti gli altri. Rispetto molto Jane Austen per il suo talento, perché ha vissuto in un’epoca in cui le donne avevano pochissimi diritti ed è riuscita a scrivere dei piccoli gioielli di stile, perspicacia, grammatica e ironia, che sicuramente sono difficili da eguagliare.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Il tema dell’Olocausto mi è sempre stato caro, eppure, non ho mai voluto scrivere un romanzo dal punto di vista di un’ebrea, nonostante in questo mio debutto lasci intravedere anche com’era la vita per gli ebrei. La protagonista, però, è una ragazzina tedesca. Volevo raccontare un lato meno conosciuto dell’Olocausto, la storia di una famiglia semplice, la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di una famiglia di ebrei nella loro casa. Che cosa voleva dire nascere e crescere in Germania negli anni del nazismo? Le persone erano indottrinate sin dall’infanzia, la propaganda era all’ordine del giorno. È facile, all’inizio, ritrovarsi a pensare che Josepha, la protagonista del romanzo, sia un “mostro” perché odia gli ebrei, vorrebbe che sparissero dalla sua nazione e non ha problemi a dirlo. Lei pensa che ciò sia giusto, semplicemente perché è quello che dicono tutti, Hitler in primis. Diciamo che, dentro di me, ho sempre l’istinto di scrivere di storie più o meno nascoste, e, nonostante l’Olocausto sia indubbiamente un argomento di fama mondiale, non penso che ci siano molti romanzi che narrano la storia dal punto di vista del “nemico”. Sembra una frase fatta, però posso dire che l’idea del romanzo è nata dal niente. Un giorno ero seduta di fronte allo schermo del computer e mi è venuta l’idea per questo romanzo, forse perché, dentro di me, c’è sempre stata questa voglia di raccontare “l’altro lato” dell’Olocausto.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
I personaggi del mio romanzo sono una mescolanza fra la mia fantasia e le testimonianze delle persone che hanno vissuto ad Amburgo nell’estate 1943. Josepha, la protagonista, è una ragazzina forte, che sogna di diventare una scrittrice, che non si sente ancora pronta a diventare donna e, nonostante alcune delle sue amiche comincino a sviluppare un certo interesse per i ragazzi, lei non si sente ancora pronta per l’amore. Ho tante similitudini con lei, però ho dovuto tenere di conto anche delle testimonianze che ho raccolto per scrivere di alcuni suoi modi di comportarsi, di pensare, di reagire alle situazioni. Rina, la ragazzina ebrea che, con parte della famiglia, si nasconde in casa della famiglia di Josepha, non mi rispecchia molto: è nata pian piano, durante la stesura del romanzo, e posso dire che la sento come una giovane amica. Come me ama la vita, ama seguire il volo di un uccellino con lo sguardo, preferisce la semplicità all’ipocrisia di molte persone ma posso dire che, essendo Josepha la protagonista del romanzo, sono legata a lei più che agli altri personaggi eppure, a modo loro, ognuno di loro ha lasciato un segno dentro di me, anche coloro che sono indubbiamente nel torto.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Ho scritto questo romanzo per dare voce al “nemico”. Quando si parla di Olocausto, la maggior parte della gente pensa ai tedeschi come a un popolo disumano e mostruoso. Con questa storia, spero di aver fatto sentire la voce di persone come Josepha e suo padre che, pur essendo frutto della mia fantasia, sono un mezzo per raccontare il coraggio, i sacrifici e la purezza dei cuori di coloro che, durante il nazismo, hanno corso dei gravi rischi pur di aiutare gli ebrei.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Da piccola e da adolescente ho scritto numerosi racconti amatoriali, senza mai provare a pubblicarli. Prima di decidere di pubblicare qualcosa, ho fatto passare del tempo durante il quale mi sono esercitata, ho sperimentato vari generi, ho letto e soprattutto ho scritto, scritto e ancora scritto. “La mia amica ebrea” è il mio primo romanzo.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Il panorama letterario odierno è, secondo me, molto insoddisfacente. Quando entro in libreria, rimango sempre stupita (in negativo) dalla qualità dei libri esposti. Il genere predominante è il fantasy in tutte le sue sottocategorie, per poi passare ai romanzi erotici, a quelli d’amore e ci sono pochissimi libri – denuncia oppure che raccontano storie più complesse e pese da leggere. Ci sono alcune eccezioni, ovviamente, e molte si trovano proprio fra gli autori emergenti. È triste pensare che molte persone credano che ormai sia diventato semplice arricchirsi con la scrittura, o diventare famosi: ci sono diversi casi d’illustri sconosciuti che, con un “colpo fortunato”, hanno trasformato dei romanzi scritti per diletto in best – seller. Penso che, secoli fa, ai tempi di Jane Austen, per esempio, una persona doveva impegnarsi molto di più per scrivere un romanzo, perché non disponeva di tutti gli aiuti della tecnologia, inclusi siti di grammatica, traduttori on – line e via dicendo. Insomma, penso che allora fare lo scrittore fosse un mestiere faticoso, in cui ci si sporcava le mani (letteralmente, d’inchiostro; metaforicamente, lavorando duramente) mentre adesso praticamente chiunque può scrivere un libro su qualunque tema, autopubblicarsi o tentare la fortuna con un editore (se è a pagamento, è tutta un’altra storia) e farsi leggere. Questo, naturalmente, ha i suoi pro e i suoi contro, ma sarebbe un discorso troppo lungo… I consigli che darei agli scrittori esordienti che non hanno ancora pubblicato? Siate onesti con voi stessi. Che senso ha dare cinque stelline a ogni vostro lavoro? Leggete e rileggete – anche a distanza di tempo – quello che avete scritto e valutatelo con obiettività, come se quelle parole fossero frutto della fatica di qualcun altro. Se siete convinti, armatevi di pazienza e tempo e decidete che cosa volete fare: cercare un editore tradizionale, oppure autopubblicarvi. Io ho scelto l’autopubblicazione perché mi permette di gestire i miei romanzi in toto e, quindi, di avere il pieno controllo sul messaggio che voglio dare ai lettori, ma ci vogliono molto impegno e molto tempo libero per occuparsi personalmente dell’editing, dell’impaginazione, della pubblicità, ecc... Di sicuro, sconsiglio le case editrici a pagamento che, detto in parole povere, sono delle fregature. Se proprio volete pubblicare il vostro libro ma nessun editore vi ha ricontattati con una proposta editoriale seria (il che, secondo me, vuol dire che l’autore non deve pagare niente,  né deve comprare per forza un certo numero di copie o avvalersi di servizi editoriali obbligatori…) usate l’autopubblicazione, ci sono siti come Youcanprint che ha costi contenuti e offre un libro ben curato e di un livello professionale.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Scrivo costantemente quindi posso dire che ogni giorno ho dei progetti futuri! Detto questo, il prossimo romanzo sarà molto diverso da “La mia amica ebrea”, perché racconta la storia di una persona realmente esistita, anche se non molto conosciuta. È la storia di una ragazza che, secondo me, è incompresa dai più. Scrivere un romanzo del genere è stata sicuramente una sfida per me, perché ho dovuto rispettare la personalità e la storia di quella persona e, al tempo stesso, darle un’anima. Non posso dire altro, se non che la pubblicazione sarà in estate e che è un romanzo che, durante la stesura, mi ha toccata molto e spero che permetterà ai lettori di rivalutare certe informazioni e di scoprire dei lati meno conosciuti di un determinato periodo storico.



AUTORE: Sofia Domino
BIOGRAFIA: Sono nata nel 1987 e sin da quando ero piccola mi piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la mia passione principale. Oltre a scrivere adoro leggere e sognare. Inoltre, viaggio non appena posso. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il mio primo romanzo.
CONTATTI: dominosofia@yahoo.it
TITOLO DELL’OPERA: Quando dal cielo cadevano le stelle
TRAMA: Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

CASA EDITRICE: autopubblicato tramite Lulu.
ANNO DI PUBBLICAZIONE: (della 1’ edizione) 2014
GENERE: Narrativa/storico
PUBBLICO: ragazzi e giovani adulti.
PAGINE: 496
PREZZO: 1.99 formato ebook

INTERVISTA STANDARD A SOFIA DOMINO

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao, grazie per ospitarmi nel tuo blog! Che cosa dire di me? Ho 26 anni e vivo in Toscana. Sono una ragazza solare, determinata e con molte passioni, tra cui, appunto, quella della scrittura.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre avuto una grandissima passione per tutto quello che è creativo. Mi piace fantasticare e pensare. Sin da quando ero molto piccola, trovavo bellissimo prendere in mano una penna e scrivere. Questa mia passione si è sviluppata anche negli anni scolastici. A casa scrivevo con la macchina per scrivere mentre a scuola non vedevo l’ora che arrivassero le lezioni d’italiano per scrivere dei lunghi temi. Per un periodo, durante la mia adolescenza, con rammarico ammetto di aver abbandonato questa mia passione credendo di averne trovata una più grande. Con il passare del tempo, però, mi sono resa conto che niente mi soddisfa più dello scrivere. Pensare a un nuovo romanzo, sedermi davanti al computer e dare il via alla fantasia è meraviglioso.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
La scrittura per me è una passione, ma ho molti interessi. Adoro leggere, viaggiare, vivere e sognare. Ho viaggiato molto, sono andata spesso negli Stati Uniti e ho vissuto circa un anno a Londra con mia sorella. Adoro vivere nuove esperienze, visitare il mondo e farmi colpire da qualunque cosa che, d’improvviso, può diventare una fonte d’ispirazione. Mi piace fare cose anche più semplici, ma non per questo meno belle. D’estate, ad esempio, adoro sedermi sulla spiaggia e ammirare l’acqua del mare che si confonde con l’azzurro del cielo.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
La mia autrice preferita è Bianca Pitzorno. Scrive principalmente libri per bambini, ma non per questo sono meno profondi. Adoro il suo modo di scrivere e come riesce a organizzare bene la stesura delle trame. Cuce e scuce le varie vicende e rende i suoi personaggi molto interessanti, inoltre, come accade con i miei romanzi, le protagoniste sono spesso delle femmine, delle eroine. Non ho un vero e proprio libro preferito, ma mi piace leggere prodotti intelligenti, oppure libri/diari che racchiudono delle testimonianze. Uno di quelli che preferisco è “Il diario di Anna Frank”.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Ho sempre voluto dare una voce a tutte quelle famiglie di ebrei che, a causa dello scoppio delle leggi razziali e dell’arrivo del nazismo, hanno dovuto cambiare il loro stile di vita, hanno dovuto cambiare nazione o sono stati obbligati a nascondersi, soltanto perché definiti sbagliati.
Essendo io stessa italiana, ho deciso di ambientare “Quando dal cielo cadevano le stelle” a Roma. Prima di cominciare a scrivere il mio romanzo, ho raccolto numerose testimonianze, sia sullo stile di vita durante la Seconda Guerra Mondiale sia sulle deportazioni nei campi di concentramento. Scrivere questo romanzo è stato molto toccante, e lascerà per sempre un segno dentro di me. Ragazzine come Lia, la protagonista di “Quando dal cielo cadevano le stelle”, si sono davvero viste portare via tutto solo perché ebree. I loro sogni, le loro speranze, il loro futuro… Non sono potuta rimanere indifferente davanti a tutte queste ingiustizie e allora mi sono decisa a scrivere un romanzo su una famiglia comune, con i suoi alti e bassi, con le sue tristezze e le sue gioie, su una famiglia che d’improvviso si è vista portare via ogni cosa, che è stata rinchiusa dietro un filo spinato e che si è vista giudicare senza aver commesso nessun reato, senza avere nessuna colpa, tranne quella, appunto, di essere ebrea.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Ho voluto dare a ogni personaggio di “Quando dal cielo cadevano le stelle” delle caratteristiche e uno spessore. Nessuno di loro è perfetto, e questo credo che li renda più umani. Non mi sono ispirata a nessuno in particolare per scegliere le loro caratteristiche, ma credo che la famiglia e gli amici di Lia rispecchino un po’ tutti noi. Per quanto riguarda Lia, non appena ho deciso i punti salienti del romanzo, ho subito immaginato come protagonista una ragazzina comune, ma anche molto sognatrice e molto allegra. Lia ha tredici anni, ma ha già le idee molto chiare e, sicuramente, nonostante quello che è costretta a subire nel corso del romanzo e nonostante sia deportata prima ad Auschwitz e poi in altri campi di concentramento, decide di non smettere di sperare e di sognare di essere libera. La sua passione, infatti, è la vita.
Lia è il personaggio che mi rispecchia più degli altri, perché anch’io amo la vita. Anch’io, come lei, trascorrerei ore ad ammirare il cielo e le bellezze della natura. Inoltre, sono convinta che, finché sarò al fianco della mia famiglia, delle persone che amo, allora tutto sarà bello. Non mi piace piangermi addosso, e mi piace essere coraggiosa. Queste sono tutte caratteristiche che trovo anche nel carattere di Lia. Entrambe amiamo la vita, e non ci stanchiamo mai di ripeterlo.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Che cosa significava essere ebrei durante il nazismo? Che cosa voleva dire essere strappati dalla propria casa, essere costretti a nascondersi, sentirsi rinchiudere in un carro bestiame e ritrovarsi dietro un filo spinato, al freddo, a lavorare per ore e ore di seguito, patendo la fame e vedendo il fumo dei crematori perdersi nel cielo?
Che cosa significava essere costretti a indossare una casacca a righe e avere una stella cucita addosso?
Troppe persone innocenti sono state rinchiuse nei campi di concentramento, troppi bambini, ragazzi, adulti e anziani sono morti senza nessuna ragione, e tutto questo non è giusto.
Ho scritto questo romanzo perché questa verità non sia mai dimenticata e perché atrocità simili non accadano più, né oggi né mai.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
“Quando dal cielo cadevano le stelle” è il mio primo romanzo. Come ho già accennato, sono anni che scrivo e che cerco di migliorare il mio stile, ma è da quest’anno che ho deciso di dare una svolta alla mia passione e di far uscire uno dei miei lavori.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Non ho un’opinione molto positiva del panorama letterario odierno. Ci sono molti libri interessanti là fuori (sia di autori affermati sia di emergenti), ma troppo spesso, se entro in una libreria, mi ritrovo davanti scaffali e scaffali pieni di libri tutti uguali. Saghe che si somigliano fra loro, romanzi senza alcuna personalità, fantasy senza spessore o libri erotici senza alcun messaggio positivo… tutto questo è un peccato, perché credo che ognuno debba trovare il suo stile nella scrittura, ed è anche un peccato che, spesso, i libri più interessanti siano nascosti in qualche angolo.
Ci sono molte cose che vorrei dire agli autori emergenti, perché proprio io sono una di quelli. Allora, innanzitutto, non scrivete per la fama. Io scrivo per la gioia di farlo, per la bellezza di raccontare, per l’importanza di dare una voce a chi non ne ha una… se scrivete per la fama, sono sicura che i lettori lo capiranno immediatamente. Trovo l’idea dell’autopubblicazione molto importante. Fortunatamente, oggi abbiamo molte possibilità per vendere e far conoscere il nostro romanzo, allora perché non farlo?
Sono pienamente contraria all’avvicinarsi agli editori a pagamento. Essi pubblicano davvero ogni cosa che viene loro mandata, anche pagine e pagine piene di discorsi senza senso. Ma perché pagare una valanga di soldi a una casa editrice per pubblicare il proprio romanzo?
Ci sono così tanti altri modi per farsi conoscere!
Questa è la mia prima esperienza che ho con l’autopubblicazione ma, poiché è molto difficile farsi conoscere dalle grandi case editrici, sono sicura che continuerò a usarla. Sto avendo un riscontro meraviglioso da parte delle creatrici di numerosi blog che ospitano il mio romanzo ed è molto importante. Siamo tutti sulla stessa barca e credo che sia bellissimo aiutarci a vicenda, per la gioia di scrivere e di leggere.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Sicuramente, continuerò a scrivere e a pubblicare i miei romanzi. Attualmente sono molto impegnata con la stesura di un nuovo romanzo e, inoltre, ho altri libri che ho scritto negli anni passati che aspettano di essere riletti e sistemati con un editing.
Sono molto unita anche al prossimo romanzo che farò uscire quest’estate. Non posso dire molto ma tratta un tema attuale e molto delicato, che parla delle ingiustizie e delle violenze che le donne subiscono in India. Ma racconta anche del coraggio, della speranza, dell’amore e di una profonda amicizia tra due ragazze diverse ma uguali.

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