Lettori fissi

giovedì 16 gennaio 2014

"Gli ultimi giorni del corvo" di Laura Buffa (La Mela Avvelenata Book Press)

AUTORE: Laura Buffa
BIOGRAFIA: Laura Buffa è nata nel 1993, scrive e disegna fin da quando era piccola; attualmente studia Lettere Moderne all’Università. Ama leggere libri fantasy, storie biografiche, manga e adora guardare film horror e di altri generi con particolare interesse ai film di Tim Burton. Collabora con Fantasy Magazine dal 2011 e sempre nello stesso anno ha partecipato a un progetto letterario illustrando alcune fiabe per una raccolta intitolata “Il Magico Mondo delle Fiabole” (Aletti Editore). Da Marzo 2012 inizia a collaborare anche con il blog Fralerighe – Rivista Letteraria per la sezione Fantastico.
  “Gli Ultimi Giorni del Corvo”, edito da La Mela Avvelenata Book Press il 4 Ottobre 2013, è il suo esordio.
SITO: Blog personale dell’autrice http://laura-bf-world.blogspot.it/
Sito ufficiale della CE La Mela Avvelenata Book Press  La Mela Avvelenata Book Press

CONTATTI: Potete contattare l’autrice direttamente sul suo blog personale, dato che al momento non dispone di un indirizzo mail di riferimento, oppure potete scrivere all’indirizzo mail della CE: info@lamelavvelenata.com 


TITOLO DELL’OPERA: Gli Ultimi giorni del Corvo
TRAMA: Baltimora, 1849. Edgar Allan Poe è uno scrittore sommerso dai debiti e disprezzato per i suoi vizi, come il gioco d’azzardo e l’alcool. Privo di ispirazione letteraria, Edgar decide di fare un patto col diavolo, Azrael, e di mettere in gioco la sua anima; promette all’angelo della morte di trovare, entro tre anni, tre vite appartenenti a persone a lui care e di sacrificarle in cambio del successo. Ma Edgar non aveva capito che sarebbe stato Azrael a decidere quale anima portarsi via.
CASA EDITRICE: La Mela Avvelenata Book Press
ANNO DI PUBBLICAZIONE: E-book rilasciato il 4/10/13, cartaceo il 26/11/13.
GENERE: Dark, Fantasy, Horror, Ucronia.
PUBBLICO: YOUNG ADULTS
PAGINE: 56
PREZZO: E-book 1, 99 €. Cartaceo 9, 00 €.
REPERIBILE PRESSO:
Il Sito Ufficiale de La Mela Avvelenata Laura Buffa

RECENSIONE: Quando Laura mi ha fatto sapere di aver scritto un racconto su Edgar Allan Poe, il mio entusiasmo è stato palese e mi sono subito offerta di recensirlo, essendo Poe uno dei miei scrittori preferiti.
La storia è narrata in prima persona dal famoso autore di libri gotici, e si colloca nell’ultimo periodo della sua vita, quando viveva a Baltimora, sommerso dai debiti. Edgar fa un patto con il Diavolo in cambio della fama letteraria, ma non si aspetta conseguenze talmente disastrose: deve procuragli tre anime innocenti.
Il racconto mi ha fatto ricordare un film disneyano di parecchio tempo fa, “Il Diavolo e Max” con Elliott Gould e Bill Cosby, in cui il protagonista per lo stesso motivo, promette tre anime pure a Lucifero in cambio della sua vita.
Laura narra in modo eccelso, la sintassi del testo è corretta e la narrazione scorre fluida, riservando molti momenti di pathos. Il personaggio di Poe è ben delineato e lo rende reale, quasi tangibile: un uomo che ci sembra di aver già conosciuto di persona, mentre leggiamo i suoi pensieri. Ho molto apprezzato la simbologia del corvo, coerente alla trama e il finale, un po’ scontato sì, ma di sicuro effetto.
Un racconto da leggere assolutamente.

Film disneyano in cui il protagonista Max vive quasi la stessa esperienza del Poe immaginato da Laura

INTERVISTA STANDARD A LAURA BUFFA

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao! Innanzitutto grazie per avermi dedicato una buona parte del tuo tempo. Cercherò di presentarmi ai lettori come meglio posso; sono una ragazza di vent’anni che nel tempo libero ama guardare film possibilmente di genere horror, fantasy o biografico. Mi piace giocare ai videogiochi, leggere manga e libri interessanti di ogni genere e, se per caso non si fosse capito, il fantasy è il mio genere preferito. Se dovessimo parlare di ciò che mi piace non posso non rivelarvi che, da quando ho iniziato a leggere Naruto di Masashi Kishimoto e a disegnare manga per diletto, uno dei miei sogni è quello di andare a Tokyo; che sia per lavoro o per una semplice gita, non m’importa. Tutto qui; sono una ragazza con un carattere forte alla quale piace leggere e conoscere il mondo che la circonda.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Sia il disegno che la scrittura sono passioni che mi accompagnano da anni e senza le quali ormai mi sarebbe impossibile stare bene. Ricordo che quando ero piccola mi piaceva inventare racconti e il più delle volte per creare i personaggi mi ispiravo ai volti delle persone che incontravo per strada; ricordo anche che ho scritto la mia prima storia illustrata a nove anni circa, era divisa in capitoli e mi ero ispirata al cartone animato dei Pokémon. Dai dieci anni in poi ho iniziato ad abbozzare una storia diversa all’anno (o quasi) e da allora non ho mai smesso di scrivere. Più che una passione, la scrittura per me ha un significato molto più profondo; mi ha aiutato a scaricare le mie emozioni, mi ha aiutato a maturare e ad affrontare periodi neri della mia vita con la sola forza di volontà. Può sembrare stupido, ma non credo che sarei la stessa persona di oggi se non avessi letto tutti quei libri e scritto quelle storie; se sono riuscita ad andare avanti è grazie ai miei personaggi e agli autori straordinari che mi hanno ispirato, perché è anche grazie ai loro lavori che, dopo una caduta, mi sono sempre rimessa in piedi da sola e con ottimismo. Scrivo non solo perché mi piace da matti, ma anche perché vorrei migliorare per essere in grado, un giorno, di trasmettere al lettore le stesse emozioni che provo durante la stesura del romanzo; quando capisci che, nonostante la fatica, l’impazienza che si prova durante l’editing e lo stress causato dagli imprevisti della vita quotidiana, l’unica cosa che vorresti fare la sera è metterti al PC e scrivere una storia allora forse sai di amare quello che fai, le avventure che inventi, i personaggi che crei.   

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Mi piace disegnare fumetti. Quando avevo più tempo libero, alle scuole medie e al liceo, disegnavo davvero tanto… adesso ho molti impegni che non mi permettono di realizzare nemmeno una bozza, per questo temo di essermi arrugginita! Mi piace molto guardare film di ogni sorta e, a essere sincera, anche la moda mi appassiona; non me ne curo in maniera particolare, ma adoro lo stile vintage/bon-ton e vado matta per gli accessori particolari.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Mi è sempre difficile fare una classifica, diciamo che i miei libri preferiti sono Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci, perché ho pianto e mi è rimasto nel cuore, Le Cronache di Narnia di C. S. Lewis, perché è la prima serie fantasy che ho adorato da piccola, Il cimitero senza lapidi e altre storie nere di Neil Gaiman, perché è il primo libro di Gaiman che ho letto, Sangue Blu di Melissa de la Cruz, perché è la prima serie sui vampiri che mi ha appassionato, Cuore d’Inchiostro di Cornelia Funke, Lady Moon di Annette Curtis Klause e Gli occhi di un Re di Catherine Banner; per quanto riguarda i Classici, sono sincera, non ne ho letti molti e finora credo di aver adorato alcuni racconti di Edgar Allan Poe e di H. P. Lovecraft. Per quanto riguarda autori preferiti… seguo con interesse Melissa de la Cruz, Melissa Marr, Cecilia Randall, Neil Gaiman e molti altri autori sia italiani che stranieri.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
E’ difficile spiegare con esattezza tutto il percorso che ho svolto per delineare la trama del romanzo; cercherò di essere molto, molto breve. Durante gli ultimi due anni di Liceo, fra gli esami di maturità che si avvicinavano mese dopo mese e il mio interesse nei confronti dei Poeti Maledetti che cresceva a dismisura, mi sono posta delle domande, fantasticando molto sugli eventi reali di cui venivo a conoscenza attraverso le biografie d’autore. Cosa succederebbe se qualcuno tentasse di sfuggire alla morte in eterno? O se la morte perseguitasse le sue vittime? Perché Edgar Allan Poe era considerato uno scrittore maledetto? Perché usare il termine “maledettismo”? E se fosse stato maledetto in vita da un demone? Perché nessuno sa cosa gli sia accaduto? Domanda dopo domanda mi sono immaginata cosa sarebbe successo se la maledizione di Poe fosse stato un patto con l’angelo della morte, Azrael. E se, peggio, il patto lo avesse perseguitato in vita fino a portarlo a una scelta che andava oltre le sue possibilità. Dalle risposte che mi sono data e dallo scenario dark che ho riprodotto nella mia testa sono nate molte idee che mi piacevano e che alla fine mi sono decisa a mettere in ordine per poter scrivere una storia.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Inizio da Edgar; per descrivere Poe mi sono ispirata a come immagino potesse essere stato il vero Edgar Allan Poe. Ho letto qualche biografia, ho segnato i punti più importanti e tragici della sua vita e l’ho immaginato come una persona fredda, intelligente, sarcastica e geniale ma disperata perché ancora morbosamente attaccata al ricordo della moglie deceduta che non potrà mai più riavere accanto. Non voglio che i lettori credano che il mio personaggio sia l’immagine riflessa del vero E. A. Poe perché il mio racconto non è biografico (voglio precisare, è ucronico); la mia è solo immaginazione, come il resto della storia.
Helen, invece, è un personaggio che ho creato di sana pianta mentre proseguivo con la stesura ho cambiato diverse volte il suo ruolo all’interno del romanzo senza mai mettere in discussione il suo legame con Edgar; in un modo o nell’altro le loro strade dovevano incrociarsi.
Il personaggio di Azrael è nato in seguito a una riflessione personale. Ho scelto l’angelo della morte per sostituire la figura del Diavolo perché credo che la più grande maledizione che possa cambiare e perseguitare una persona in vita sia la morte; che sia la morte di una persona a lei cara o di un conoscente o, addirittura, la paura di morire.
Per il personaggio di zio Word mi sono liberamente ispirata a una notizia – non so se vera o meno – che riguarda lo scrittore americano e che faceva riferimento a un presunto zio di Poe; il cognome Word è totalmente inventato (Word in inglese, come ben saprete, significa parola). In tutti i miei personaggi c’è un frammento di me; tuttavia credo di rivedermi in parte in Helen perché è determinata e, nonostante le sofferenze e le illusioni, non si arrende con facilità.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Non c’è un vero e proprio messaggio all’interno del romanzo. La mia idea è quella di voler lasciare dei punti di domanda ai lettori che affrontano pagina dopo pagina il percorso di Helen. Vorrei che capissero i sentimenti dei miei protagonisti e che riescano a percepire sia la felicità che la disperazione perché, così come la felicità, anche la disperazione e il dolore sono emozioni umane, che tutti noi proviamo ogni giorno. Credo che questa storia sia più che altro una riflessione personale che mi piacerebbe condividere con gli altri, i lettori, e non un vero e proprio messaggio.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Non ho alle spalle grandi esperienze editoriali. Verso la fine dell’anno 2010 mi hanno contattato per illustrare alcune favole per un progetto letterario, il cui ricavato sarebbe andato in beneficienza, e i miei disegni sono stati pubblicati nella raccolta “Il Magico Mondo delle Fiabole” (Aletti Editore); all’epoca ero minorenne, così il contratto l’ha dovuto firmare mia madre, ma non ho avuto problemi di alcun genere. Nell’Ottobre del 2013 ho pubblicato il mio esordio “Gli ultimi Giorni del Corvo” con la casa editrice La Mela Avvelenata Book Press; mi sono trovata molto bene con la mia editor Alexia Bianchini e la CE è sempre disponibile a chiarire dubbi e perplessità. Finora ho vissuto “esperienze” positive, ma credo di aver ancora tanta strada da fare.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Penso che abbiamo bisogno di originalità; ci sono in giro troppe storie scontate, a volte simpatiche e altre volte deludenti. In Italia bisognerebbe dare più importanza ai libri in generale e rivalutare alcuni generi come il fantasy (guarda caso!); da sempre questo genere viene visto come un genere per ragazzini e per i fanatici del Signore degli Anelli ignorando il fatto che un libro fantasy potrebbe essere un capolavoro proprio come un qualsiasi libro giallo e che il fantasy è uno dei generi più amati e venduti al mondo. Non voglio fare una classifica di tutti i generi letterari esistenti e mettere al primo posto il fantasy, vorrei soltanto che si tenesse conto del fatto che questo genere si trova all’altezza degli altri e che la parola fantasy non indica necessariamente una storia per ragazzi piena di fate e di mondi paralleli; a volte c’è di più. C’è sentimento, azione, rabbia, omicidio e perfino messaggi che possono dare forza ai lettori. Bisognerebbe semplicemente abbandonare i pregiudizi e scegliere il libro che si vorrebbe leggere senza tener conto del genere più in voga.
Anch’io sono un’esordiente, perciò mi sento ancora troppo inesperta per dare un consiglio a chi come me ha pubblicato una volta sola e a chi vorrebbe pubblicare ma non ha ancora avuto l’occasione; in base alla mia breve esperienza, ci tengo solo a dire di non avere fretta. Ho inviato in passato manoscritti illeggibili il più delle volte perché avevo fretta di pubblicare, ma in realtà non ero pronta. Non era la storia giusta su cui puntare, su cui credere. Dovete soltanto aspettare di credere ciecamente nella storia che avete scritto e di dare il massimo per portarla all’attenzione di un editore. Se la vostra storia merita, allora state certi che l’editore crederà in voi. A parte questo, non so cos’altro dirvi; credete sempre in voi stessi!


10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Sarò sincera, sto lavorando a molti progetti diversi ma non c’è nulla di certo. Mi sto occupando di due storie urban fantasy abbastanza corpose, di un racconto dark e del possibile sequel de “Gli Ultimi Giorni del Corvo”. Spero che questa notizia, soprattutto l’ultima, possa rendere felice qualche lettore (forse chiedo troppo). Tutti i miei progetti sono ancora sul “forse”… vedremo se riuscirò a darvi più informazioni in futuro.
  Detto questo, vorrei ringraziarti ancora per avermi ospitato sul tuo blog e vorrei mandare un abbraccio a tutti i lettori del sito. A presto!

Grazie a te Laura per essere stata qui, lieta di aver contribuito al tuo esordio letterario!

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