Lettori fissi

giovedì 16 gennaio 2014

"Breaking Destiny" di Nadia Arabeschi (ePubblica)

AUTORE: Nadia Arabeschi, pseudonimo di Prisca Turazzi
BIOGRAFIA: Prisca Turazzi ha partecipato, dapprima, ad alcune antologie autoprodotte. Nel 2012 ha partecipato all’antologia 365 storie d’amore, edita Delos Books e curata da Franco Forte; in seguito il racconto La Cura è stato selezionato per il Terzo Almanacco di Lettere Animate Editore. Nel luglio 2013 ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Nadia Arabeschi il romanzo Breaking Destiny, edito ePubblica. Nell’ottobre 2013 ha esordito con il titolo Hernest, edito Alcheringa Edizioni.

CONTATTI: prisca.turazzi@gmail.com


TITOLO DELL’OPERA: Breaking Destiny
TRAMA:
 E se potessimo cambiare il passato?
Quando Jahn me lo chiese, non gli diedi retta. Eravamo in un manicomio, dopotutto. Aveva detto cose ben più strane, prima di allora.
Nulla mi avrebbe preparata a un vero salto nel passato - in realtà, ci sono precipitata. Un salto di nove anni.
 Sono Isobel Wagner, nata nel 1999 e morta nel 2008.
E sono anche Isobel Heiriechs, senza un passato ma con un futuro da riscrivere.
Questa è la mia storia e comincia il 31 dicembre 2017
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CASA EDITRICE: ePubblica www.epubblica.com
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 22 luglio 2013
GENERE: fantastico, drammatico.
PUBBLICO: +14
PAGINE: 121
PREZZO: 1,99 €
REPERIBILE PRESSO: Amazon
RECENSIONE: Da sempre appassionata di viaggi nel tempo, non potevo di certo lasciarmi scappare questo romanzo. Isobel e Jahn, ospiti di un ospedale psichiatrico, hanno il potere di viaggiare indietro nel tempo. Sulle prime la ragazza non riesce a crederci ma quando si ritrova davanti altri pazienti, suoi amici, morti ognuno in una cruenta circostanza, comprende che è vero.
Decisi a salvare i Breaking destiny, i loro compagni, Jahn manda Isobel nel passato, dandole una nuova identità.
Il romanzo è scritto con frenesia, ma questo non lo appesantisce. I dialoghi tempestivi ci fanno immediatamente intuire il carattere dei personaggi, il loro modo di reagire. I verbi sono azzeccati, corretti e funzionali alla narrazione.
Un romanzo da leggere per chi ama la suspense e le atmosfere oniriche.

INTERVISTA STANDARD A NADIA ARABESCHI (PRISCA TURAZZI)

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao, grazie a te per l’ospitalità. Ricordo ancora quando partecipai al tuo concorso per racconti di genere horror. Sembra passato un secolo. Purtroppo, di me non posso dire molto di interessante: il mio tempo è distribuito tra lo studio, la lettura, le occasionali valutazioni e revisioni di manoscritti... Quando ero a Milano avevo la possibilità di partecipare a mostre, concerti, manifestazioni, riunioni di associazioni e teatro o cinema. Ora, sono in una fase di stallo.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
In terza media, ma quello non era scrivere: piuttosto, era un buttar su carta qualsiasi cosa mi passasse per la testa. Ho iniziato a scrivere più o meno seriamente da poco, circa un paio di anni. Più di recente ancora ho capito lo stile da studiare e perfezionare.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Banalmente, tutto ciò che mi capita a tiro. Sia per documentazione che per intraprendenza tendo ad esaltarmi spesso per un qualsiasi ambito. Ancora più spesso, questi interessi si riflettono nella mia produzione. Mi rammarico in particolare di non poter proseguire l’allenamento di tiro con arco longbow.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
I primi autori che ho amato sono stati Nick Hornby e Patricia Cornwell, di cui tratto ancora i romanzi con affetto. Di recente, mi sono appassionata al teatro di Pirandello, di cui sono riuscita ad assistere ad alcune rappresentazioni mentre ero a Milano.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Dal fascino che mi hanno sempre suscitato le storie time-travel: richiedono sempre delle sfide tecniche interessanti.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
È iniziata come fanfiction, ma in seguito ho pesantemente revisionato il romanzo così da renderlo autonomo. Tendo a non rispecchiarmi nei personaggi delle mie storie; di sicuro, sono più affezionata a Jahn, poiché rimane il personaggio più complesso della storia. Dovevo mostrare i suoi due estremi e, pian piano, ricongiungerli in un essere umano coerente sia con il proprio passato che con il proprio futuro.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Spero di cui che, prima di tutto, i lettori si divertano e non rimpiangano il tempo impiegato nella lettura. L’importante è questo: il mio compito è offrire un prodotto di qualità quanto meno decente e meritarmi il loro apprezzamento.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Come scrivo nella biografia, ho cominciato dalle poche cose che potevo raggiungere. Ho cercato confronti, esperienze, sfide. Ho studiato quello che potevo e ho messo in pratica, man mano, le conoscenze acquisite. Purtroppo, partendo dal nulla e nel caos dell’ambiente, ho impiegato molto prima di mettere la testa a posto in questo ambito.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Studiate, studiate con avidità e modestia. Qualsiasi cosa va bene, il più possibile. Cercate di maturare un pensiero critico, ma rispettoso. La cultura vi salverà dall’ignoranza, il pensiero critico vi difenderà dagli impostori e dalle false verità. Costruite, demolite, ricostruite la vostra mente finché non sarete liberi dai pregiudizi e dai dogmi. Ammettete gli errori e gioite delle piccole conquiste. Siate vivi, siate partecipi. Siate appassionati nei confronti della diversità in qualsiasi sua forma, non refrattari. Questo è il mio messaggio; per quanto riguarda il panorama editoriale, non mi esprimo poiché non ho le competenze per giudicare.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Sto organizzando l’uscita di un racconto autopubblicato, intitolato “Crisalide”, e prosegue la promozione di Hernest. Ho un manoscritto LGBT ambientato a Milano in sospeso, di cui devo ancora scoprire la sorte. In ogni caso, d’ora in poi credo non starò ferma per periodi molto lunghi: ho alcuni soggetti molto interessanti da parte. Spero anche di poter maturare una rete di conoscenze che mi permetta di offrire servizi, come l’editing e la valutazione, a favore degli aspiranti scrittori allo sbaraglio.

Grazie mille, mi auguro di vederti ancora nel mio blog!

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