Lettori fissi

venerdì 13 dicembre 2013

Presentazione: "Il richiamo della Luna" di Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescera


Un romanzo tutto nuovo sui lycan, da leggere assolutamente! Prossimamente la mia recensione su questo blog, come anticipo vi lascio uno stralcio del romanzo. 

Citazione
Sono una lupa e, mentre pian piano mi sciolgo,
non mi pare ci sia nulla
di brutto e di peccaminoso
a lasciarsi travolgere dall’ l’istinto,
a seguire il richiamo della luna.



Muovo qualche passo verso la porta con una sicurezza che sono ben lungi dal provare. Un attimo dopo mi trovo con le spalle al muro, gli artigli della bestia conficcati nella carne.
Il dolore è atroce e mi fa urlare. Provo a dimenarmi, ma è troppo forte per me che non mi sono mai allenata a combattere.
– Non vai da nessuna parte, ragazzina. – Due occhi neri mi fissano con aria minacciosa. – Fino a quando non avrò la certezza che tu non sia un pericolo per il mio branco.
– Non voglio saperne nulla del tuo branco – grido con quanto fiato ho in gola, – voglio soltanto essere umana.
Le lacrime mi scivolano lungo le guance, ma a quest’uomo non recano alcuna pena.
– I lupi con le tue idee sono i peggiori, siete dei ribelli, dei maledetti ribelli e ora cerchi di depistarmi con falsi appigli. Umana, bleah! Raccontamene un’altra.
Mi trascina per un braccio. Crollo al suolo ma lui continua a trascinarmi senza pietà.
– Lasciami! – urlo aggrappandomi a un mobile, mi tiro su e con la mano libera serrata a pugno glielo sferro contro. Inizio a tirare calci e, non so come, mi ritrovo senza fiato, lanciata contro un muro. Scivolo stordita al suolo, incapace di respirare. La cassa toracica si è incrinata contro i polmoni e fa un male cane.
– Lasciami andare – rantolo.
– No, devi dire la verità.
– È questa – protesto con le poche forze che mi sono rimaste dopo il colpo, strisciando al suolo. Aria, ho bisogno di aria. La lupa dentro di me sa di cosa ho bisogno.
Le mani iniziano a cambiare contro la mia volontà, mentre le unghie si aggrappano con forza al parquet. Il respiro diventa affrettato, simile a un rantolo. Cerco di concentrarmi per combattere contro l’essere abominevole che vuole straziarmi per venire fuori. Inizio a canticchiare per bloccare la metamorfosi, ma mi arriva un calcio all’addome e dalle mani la trasformazione sale alle braccia.
– Ti prego no… – sussurro alzando il volto verso il lycan.
Non posso crederci, mi osserva sconvolto, riesco a sentirne lo stupore, lo sento parte di me. Non riesce a credere che non voglio accettare la mia natura, che la ripudio. Sono solo un errore.
La lupa che è in me prende il sopravvento e gli spasmi sono strazianti, non riesco a sopportarli. Ogni volta che accade fa male, mi dilania l’anima. Urlo di dolore, di paura e di disgusto mentre i polmoni esplodono contro la cassa toracica.
È come morire ogni volta per poi rinascere di nuovo.



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