Lettori fissi

giovedì 4 aprile 2013

"Tregua nell'ambra" di Ilaria Goffredo (autopubblicazione)


"Tregua nell'ambra" è arrivato finalista al concorso indetto da Ilmiolibro

AUTORE: Ilaria Goffredo
BIOGRAFIA: Ilaria Goffredo è nata nel 1987 e vive in Puglia. Ha viaggiato in tutta Europa e ha lavorato in agenzie di viaggi e grandi villaggi turistici. Nel 2005 ha lavorato come volontaria in una scuola professionale di Malindi, in Kenya. Lì si è innamorata di quella terra meravigliosa e della sua gente straordinaria. Ad ottobre 2010 si è laureata in Scienze della Formazione. Cura una rubrica di recensioni letterarie sul blog di Itodei. È stata giurato ufficiale del concorso “Casa Sanremo Writers Edizione 2013”. Ha vinto diversi premi letterari per racconti e diari di viaggio. Con il romanzo “Tregua nell’ambra” si è classificata finalista nel concorso nazionale ilmioesordio 2012.
Ha pubblicato:
- “Amore e guerra”, 0111edizioni, 2012
- “Il cavaliere d'Africa”, 0111edizioni, 2012
- “Il cavaliere d’Africa - Libro secondo, Libro terzo”, lulu, 2012
- “Un regalo per Kaninu”, 0111edizioni, 2012
- “Tregua nell’ambra”, ilmiolibro, 2012

CONTATTI: ily4da@virgilio.it
TITOLO DELL’OPERA: Tregua nell’ambra
TRAMA: Martina Franca, Puglia, gennaio 1943.
L’Italia è entrata in guerra da tre anni e la vita della popolazione peggiora di giorno in giorno. Gli stenti gravano anche sull’esistenza della giovane Elisa, una diciottenne piegata dal terrore del fascismo e dei bombardamenti alleati, dalla fame. Un giorno Elisa conosce Alec, il figlio di una vicina di casa, un uomo misterioso e dallo strano accento; incute in lei un’adorazione che talvolta si tramuta in timore.
In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite.
Il coraggio di una ragazza che diventa donna. La tenacia di un amore in bilico sull’abisso. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza di ciò che siamo stati nel flusso della grande Storia.

CASA EDITRICE: Autopubblicazione
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: Storico
PUBBLICO: Adulti, giovani
PAGINE: 367
PREZZO: Gratuito
RECENSIONE: Ilaria ci propone un romanzo storico; devo dire che conosco da tempo questa autrice e attendo con ansia ogni suo lavoro. L’Italia è entrata in guerra e la vita dei cittadini viene sconvolta. Elisa rappresenta la tipica ragazza italiana che viene trascinata in un turbine di eventi ai quali non si può opporre. L’ombra del fascismo riecheggia ovunque, fin dalla prima pagina in cui viene citato il famoso discorso di Mussolini, e ci riporta indietro, rivangando frangenti che molti preferiscono dimenticare.
Un applauso all’autrice per aver citato all’inizio del libro la poesia di introduzione del libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”: un componimento semplice che in poche parole esprime la sofferenza delle persone dell’epoca, e che ritroviamo nel libro di Ilaria.
Persone che non sono persone, donne dal ventre freddo, uomini lasciati senza alcuna dignità. Romanzi che ogni tanto bisogna leggere, se non altro per staccare dalla caterva di fantasy e urban fantasy che impazza nelle librerie.
Raccontato dalla viva voce di Elisa, il racconto prosegue svelandoci i retroscena e gli espedienti quotidiani per procurarsi anche soltanto un pezzo di pane nero. Le peripezie che affronta questa ragazza descrivono la lotta per ritrovare l’identità perduta, fino alla catarsi finale: il mondo è cambiato e niente sarà più come prima, ciò che è perduto non potrà mai più ritornare.
Come nel film "La ciociara" con Sophia Loren, il romanzo di Ilaria ci mostra la crudeltà della guerra attraverso gli occhi di una donna del popolo
INTERVISTA A ILARIA GOFFREDO

1.      Ciao e benvenuta sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao Connie e grazie per la cortese ospitalità. Dunque, parlarvi di me... sono una persona piuttosto introversa, non amo molto parlare in pubblico, ma in compenso scrivo tanto. Un aspetto importante del mio carattere che credo possa essere classificato sia come difetto che come pregio è la caparbietà: difficile lasciar perdere qualcosa che voglio portare a termine e questo alle volte non è una cosa positiva. Tuttavia mi ritengo una persona tranquilla che abbandona le proprie amate abitudini solo in favore di un bel viaggio.
2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Mi è sempre piaciuto scrivere, da quel che ricordo. Da ragazzina ho riempito diversi quadernoni con storie illustrate giacché mi dilettavo anche disegnando manga. Tuttavia ho cominciato a considerare seriamente la scrittura quando, al ritorno dal viaggio in Kenya, ho sentito la necessità di raccontare agli altri ciò che ho visto e provato.
3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Amo la storia del primo Novecento. Amo leggere. Se potessi lo farei in continuazione; adoro immergermi in un buon libro, viaggiare attraverso di esso verso tempi e luoghi lontani. Spesso mi perdo nell’osservazione del cielo notturno; potrei rimanere a farlo per ore tanto mi affascina. Stessa cosa vale per l’osservazione della natura, un bel bosco, con i suoi profumi e i suoi rumori, danno quel senso di tranquillità che - ahimè - spesso manca nella frenetica vita moderna.
4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Al primo posto c’è Paullina Simons, con la trilogia “The bronze horseman”; subito dopo Diana Gabaldon con la saga “Outlander”. E poi senz’altro Jane Austen, Khaled Hosseini, Lesley Lokko.
5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Il primo impulso è scaturito dal profondo amore per la storia e per la mia terra. È stato appassionante e affascinante fare ricerche sul periodo storico della seconda guerra mondiale, soprattutto se analizzato dal punto di vista di un piccolo paese della provincia italiana. Non solo nelle grandi città - di cui si è tanto scritto e parlato - sono accaduti fatti degni di essere raccontati e conservati nella memoria. Ovunque ci sono stati eroi sconosciuti che hanno dovuto affrontare la guerra, la sofferenza, la morte.
6.      A cosa ti sei ispirata per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
I personaggi che animano le pagine di “Tregua nell’ambra” non sono ispirati a persone reali; sono tutti immaginari a eccezione di qualche personaggio secondario realmente esistito, quale il generale Montgomery. Per quanto riguarda la protagonista, Elisa, ho cercato di dar vita a una giovane donna dell’epoca basandomi sulle lunghe ricerche effettuate sugli usi e costumi, le tradizioni. A lei sono certamente più legata rispetto agli altri personaggi giacché ho cercato di immedesimarmi in una ragazza vissuta negli anni Quaranta; ho cercato di vedere il mondo in guerra attraverso i suoi occhi; ho immaginato le sensazioni e le reazioni che avrebbe provato, secondo la mentalità dell’epoca, davanti a certi fatti.
7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Non credo che il messaggio tra le righe possa essere ricondotto a un unico pensiero. Al di là della ricostruzione storica - che io ho amato e che spero amino anche i lettori - c’è senz’altro il desiderio di tramandare quelli che sono stati gli avvenimenti minori nell’Italia in guerra, cosa vuol dire vivere sotto il terrore di una dittatura, essere costretti ad andare avanti sempre e comunque. Infine è presente ovviamente anche l’unico sentimento capace di muovere ogni cosa e di donare speranza pure nei momenti più bui come la guerra: l’amore. L’amore passionale e ostinato, pericoloso.
8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho pubblicato due romanzi e un racconto con una piccola casa editrice free con la quale mi sono trovata bene. Tuttavia, non per colpa della casa editrice, quanto per le logiche del mercato editoriale italiano, questa esperienza non mi ha dato grande visibilità. Per il seguito di uno dei miei romanzi invece ho provato con l’autopubblicazione, sebbene non sia una pratica che amo. E anche questa esperienza non ha dato grossi risultati. Per il romanzo “Tregua nell’ambra” che, se scelto da Scuola Holden tra i finalisti de ilmioesordio 2012 deve pur avere una qualche misteriosa qualità, non sono riuscita a trovare un editore un po’ più in vista. Allora, un po’ per protesta contro gli editori che prediligono le raccomandazioni o la fama pregressa dell’autore, anziché il contenuto di un’opera, ho deciso di pubblicare il libro in maniera autonoma distribuendolo in forma totalmente gratuita. E questo nel tentativo di raggiungere il maggior numero possibile di lettori. Mi rimetto al loro giudizio.
9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Il panorama odierno non è dei più rosei, soprattutto in Italia e nel campo editoriale. Nel nostro Paese purtroppo i settori artistici sono molto difficili da percorrere con il solo talento. Tuttavia un consiglio è sempre valido: mai pubblicare con gli editori a pagamento, che in realtà non fanno molto di più di una tipografia. Non fanno editing, non promuovono l’opera, né seguono l’autore. Non bisogna mai pagare gli editori per farsi pubblicare, devono essere loro a pagare gli scrittori per il lavoro svolto.
10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Per il momento mi impegnerò nella promozione di “Tregua nell’ambra”, anche se ho diversi romanzi nel cassetto dei quali però non è ancora il momento di parlare J
Grazie Ilaria, in bocca al lupo!

1 commento :

Anonimo ha detto...

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