Lettori fissi

venerdì 22 febbraio 2013

"Lo spettro morente" di Antonio Amodeo (Libro Aperto Edizioni)


Antonio è un accanito lettore di horror gotico; tra i suoi autori preferiti Edgar Allan Poe

AUTORE:  Antonio Amodeo (Spettro)
BIOGRAFIA: [tratto dal romanzo] Antonio Amodeo, alias “Spettro”, è alla sua prima esperienza letteraria ma è già al lavoro per il seguito de Lo Spettro Morente e per una nuova saga d’ispirazione Urban Fantasy. Dopo aver firmato il primo contratto editoriale ha chiesto e ottenuto di curare ogni singolo aspetto del suo romanzo, dalla scelta della prefazionista, l’artista Thelma “Ariel87” Aterno, fino alla copertina della disegnatrice Mariangela Marimouse Rastetter.
SITO: La follia del giullare
CONTATTI: spettromorente@gmail.com  


TITOLO DELL’OPERA: Lo Spettro Morente
TRAMA: Quando la morte spezza l’amore non tutti scelgono la vendetta per guarire e le lacrime di un angelo possono diventare l’unico antidoto contro il veleno della disperazione.
Sarà il destino, accompagnato dalla follia di un giullare goblin a portare Antoine il bretonese a combattere contro l’assassino della sua donna, lo spettro di un cavaliere che cerca incessantemente di rivivere gli attimi che l’hanno portato alla follia. In uno dei più cupi scenari fantasy, le armate di demoni e non morti del vampiro conosciuto come il Barone affronteranno la resistenza umana di Padre Tynebra e quella degli angeli dell’Empireo.
Un viaggio fra zombie, mutaforma, divinità, misteriosi custodi, sadici servitori per ottenere la risposta a un’unica domanda: può uno spettro morire?

CASA EDITRICE: Libro Aperto Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: fantasy                            
PUBBLICO: adulti
PAGINE: 250
PREZZO: prezzo intero, senza sconti né spedizione
REPERIBILE PRESSO: Libro Aperto Edizioni

RECENSIONE:  Il romanzo di Antonio si apre con la presentazione dello spettro di Ishan, un guerriero che anche dopo la morte mantiene tutta la rabbia e l’odio che aveva in vita. Ogni capitolo ci presenta un personaggio della storia, come il pezzo di un puzzle che va a formare l’intera narrazione, nel suo intreccio.

Malgrado l’ambientazione sia fantastico-epica (è appunto nella collana Tolkien), il romanzo mantiene il classico tono di “cappa e spada”: molto simile alle storie narrate dai menestrelli durante i loro lunghi pellegrinaggi. C’è un po’ di tutto: amore, vendetta, orgoglio, spirito avventuriero. Una figura degna di nota che ho contemplato nelle descrizioni è il Barone, il potente vampiro a capo di un esercito di nonmorti…

“Lo spettro morente” ha la struttura di un gioco di ruolo, in cui il lettore segue le varie tappe, agognando il finale. Lo stile narrativo è semplice, elementare direi, ma mantiene vivo l’interesse con la sua semplicità.

Lo scrittore preferito di Antonio, Edgar Allan Poe, (che è anche uno dei miei autori preferiti, tra l’altro :D) riecheggia con sfumature horror che impregnano tutto il romanzo, e rendono “Lo spettro morente” un libro piacevole e avvincente.

INTERVISTA STANDARD AD ANTONIO AMODEO

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
      Difficile visto che i caratteri dei personaggi raffigurano quelli della mia persona e delle persone che conosco. Posso dire di essere una persona che accetta le critiche: se così non fosse non avrei mai potuto ottenere i risultati che ho conseguito. Il problema è che anche a me piace criticare.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Da piccolo scrivevo storie di vario genere e leggevo Poe. Avrei scritto prima il romanzo, ma sono sempre stato biasimato da tutti, compresi i miei professori d'italiano. Mi sentivo sempre dire cose come “troppo macabro” oppure “troppo strano”. Mi ero convinto di essere incapace, nonostante vincessi piccoli concorsi dove venivano messi in palio videogiochi o libri.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Giochi da tavolo, videogiochi, una decina di generi musicali, pittura di miniature, cinema, libri, fumetti e tutto ciò che riguarda il gotico.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Ovviamente Edgar Allan Poe, a cui devo tutto. Il suo modo di scrivere e la sua originalità mi hanno portato a star lontano dalla banalità. Fra i suoi racconti spicca probabilmente il Gatto Nero, non tanto per la trama in sé quanto per il carattere dei protagonisti che l'autore ha saputo trascrivere perfettamente su carta e parlo principalmente del gatto.
Oltre a Poe sono un adulatore dei Grandi Antichi di H.P. Lovecraft. Il suo Dagon mi ha fatto capire come creare colpi di scena e finali inaspettati e non manco di trascrivere i termini aulici che il solitario di Providence non si tratteneva a trascrivere.
Agli autori horror affianco Franz Kafka, uno scrittore che è riuscito a trasformare il suo pessimismo in affermazione. Quando leggo i suoi romanzi mi sembra di veder qualcuno urlarmi “No, il romanzo è mio e la storia va per come dico io, non me ne frega nulla di come ti piacerebbe che finisse”. Uno stile che si riflette principalmente nel suo “Nella Colonia Penale” dove ogni singolo personaggio, anche quelli secondari, subisce la sorte che spetta ai protagonisti delle sue opere. Infine vi è un piccolo posticino per la Meyer. La prendo come esempio da non seguire...

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
In un pessimo periodo della mia vita mi sono ritrovato da solo, ad odiare la mia condizione di “spettro”. Spinto da degli amici, che ho chiamato custodi, ho cominciato a scrivere il primo capitolo e a continuare riversando su quel file del mio pc tutti i miei incubi. Il romanzo è stata la mia medicina per la depressione, il muro che ho preso a pugni per sfogarmi.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
I protagonisti sono i lati del mio carattere, ognuno rappresenta una parte positiva e negativa della mia persona. Gnazak il giullare goblin, per esempio, rappresenta il mio sarcasmo ma anche la mia capacità di essere logorroico. Ovviamente il personaggio a cui sono più legato è lo Spettro di Ishan, la parte più forte di me in cui credo e allo stesso tempo ho timore.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Esprimetevi. Non ascoltate chi cerca di disilludervi o vi prega di stare buoni per rispetto di chi subisce le vostre critiche. Seguite i vostri sogni anche se vi sembrano impossibili da realizzare e non cedete alle lusinghe di chi intende barattare il vostro denaro con delle promesse. Potrebbe andare male, ma almeno potrete dire d'averci provato.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Come già detto, ho cominciato a scrivere in un momento critico della mia vita, spinto da quei pochi amici che mi erano rimasti e da cui ero distante. Il romanzo era qualcosa di negativo, scrivevo pensando di non riuscire a finire nemmeno un capitolo e, quando riuscivo a terminarlo, cambiavo subito genere al successivo. Per questo motivo nonostante la storia sia una i capitoli cambiano protagonista e genere. Quando ho finito il romanzo ho cercato una casa editrice onesta e, finalmente, dopo diverse richieste di pubblicazione a pagamento ho trovato la Libro Aperto Edizioni. Prima di allora mi sono state chieste cifre che andavano dai settecento ai duemila euro, ma non ho ceduto. Ho perfino contattato una casa editrice che mi ha proposto di pubblicare cambiando il mio nome, il finale e pubblicando mezzo libro gratuitamente. Ammetto comunque di aver seguito consigli da autori già affermati quali la mia attuale editor Deborah Fasola e lo scrittore di poemi epico-mitologici Fabrizio Corselli. Posso inoltre smentire le voci riguardo cui gli artisti non siano altro che una massa di snob. Gente come Sara Forlenza o Lucio Parrillo hanno risposto alle mie richieste d'aiuto quando li ho contattati tramite Facebook.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
            La situazione non è delle più rosee. Lavoro in un centro commerciale e tra le altre         cose gestisco il reparto libri. Posso assicurarvi che è davvero demoralizzante  ritrovarsi Fabio Volo o Del Piero ai primi posti della classifica settimanale o dover       sistemare la Meyer vicino a Tolkien o alla Rowling. Non si tratta di gusti, posso dire   che non mi piace la saga di Harry Potter ma mai mi permetterei di dire che è pessima.          Se ti piace Volo invece hai dei pessimi gusti. Questo mio impormi mi ha portato dove             sono ora, a fantasticare riguardo al mio futuro senza tenermi nulla dentro. Ed è proprio questo ciò che suggerisco agli emergenti: lasciatevi trasportare dai sogni, con            il pessimismo non si arriva da nessuno parte! Io l'ho fatto, farò la prima presentazione        ad una fiera e il mio libro è anche su Amazon!

10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Il mio sogno è quello di vivere di scrittura. So che è quasi impossibile e che sono ancora agli inizi, ma voglio provarci! Per questo motivo ho già cominciato a scrivere il seguito de Lo Spettro Morente e una nuova saga urban fantasy: Hymera. Non voglio comunque stare con le mani in mano per l'attuale romanzo, lo promuoverò in tutti i modi. Ho già previsto una mostra con i disegni degli artisti che mi hanno prestato una loro art per la creazione di un trailer e un gioco da tavolo il cui regolamento verrà reso pubblico al solo scopo di pubblicizzare il libro. Sto anche preparando un ebook contenente tutte le citazioni e gli easter eggs del romanzo.

Grazie Antonio per essere stato qui, aspettiamo altre tue notizie, in bocca al lupo.

1 commento :

Adriana ha detto...

Solo per precisare le info generali: il libro costa 15 euro e dal sito della Casa Editrice non ci sono spese di spedizione. Complimenti ad Antonio!

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