Lettori fissi

venerdì 2 novembre 2012

"Jack" di Francesco Ferrazzi


Era una notte umida e fredda: Jack, un'avaro fabbro irlandese, si trovava come d'abitudine nel pub
del vecchio Murphy, il bar più dissoluto d'Irlanda, dove birra, carte e donne facili accendono i
desideri dei clienti.
Anche quella sera Jack aveva alzato fin troppo il gomito, ma ciò che vide non fu frutto del suo stato
d'ebbrezza.
La campana scoccava la ventitreesima ora, quando il fabbro, sotto i fumi dell'alcool, vide
materializzarsi improvvisamente sullo sgabello accanto al suo un ometto basso, apparentemente
innocuo e insignificante, con una folta testa nera così come l'ispida barba, la quale incorniciava un
viso asciutto e familiare. Jack credeva di aver già visto quel signore mentre si dilungava in amabili
chiacchierate con altri clienti del bar: quella sera avrebbe avuto il piacere di farne la conoscenza:
Anche voi provate ad affogare le sofferenze nell'alcool? - esordì l'ometto, accarezzandosi la
barba.
Può darsi. In realtà, non sono così sobrio da ricordarmi la causa del mio bere. Ormai è
un'abitudine, sapete, qui tutti mi conoscono come...
Jack l'ubriacone. Nonché fabbro astuto e un po' taccagno.
Nonostante gli sembrasse di averlo già visto in precedenza, Jack fu colto di sorpresa dal fatto che
quel signore lo conoscesse così bene e, improvvisamente, si ritrovò inghiottito in un fitto dialogo
con quel misterioso figuro:
Ho sentito molto parlare di voi qui, signore – disse l'ometto, muovendo i suoi occhi
scintillanti.
E voi, chi siete? Non mi parete uno del posto. - riprese Jack.
Infatti non sono di queste parti. Io provengo dal Sud, ma amo i bar e i locali che si trovano
qui: si trova sempre gente molto interessante...
Ebbene, voi che fate di preciso, oltre a passare il vostro tempo nei pub?
Io cerco gente disperata, proprio come voi, e gli offro la felicità.
Felicità... sarebbe? Una nuova prostituta della locanda?
Ahahah! Beh, se voi credete che una donna nuova ogni sera rappresenti la felicità, io ve la
posso offrire.
Sicuro, sicuro. Ho una certa esperienza per capire che sotto a questo genere di cose si
nasconde sempre un inganno. Su, sentiamo, cosa vorreste da me in cambio?
Sentite, Jack, voi credete nell'anima?
Vi dico solo che se veramente si trovasse un'anima dentro il mio cuore, sarebbe così nera e
corrotta che non avrei il coraggio di guardarla.
Bene, voi mi rendete tutto più semplice! Allora, caro Jack, stringiamo questo patto: la vostra
anima in cambio della felicità, qualunque essa sia secondo voi.
Aspettate un secondo: prima fatemi vedere se siete veramente in grado di soddisfare i miei
desideri.
Immediatamente, due gambe che sembravano non finire mai fecero capolino dalla scalinata della
locanda, accompagnate da un corpo mozzafiato stretto in una scarlatta guêpière ricca di merletti.
Piacere, mi chiamo Felicita - disse a Jack l'ammaliante ragazza discesa dalle scale - stasera
ti farò vedere il Paradiso.
Ok, signore, finalmente ho capito chi siete: un protettore! - disse Jack al compagno di
bevute.
Un protettore di anime dannate come la vostra, Jack. Venite qui, in disparte dalle sudicie
orecchie di questi villani: io sono Satana, il principe delle tenebre, e vi sto offrendo tutta la
felicità che potreste trovare in questo lurido mondo!
Ahahah, Satana! Penso proprio di avere esagerato col bere stasera.
E' vero, siete ubriaco... Così ubriaco che accetterete senza batter ciglio il nostro patto! In
fondo, io vi offro la felicità terrena, voi mi date semplicemente una cosa in cui non credete e
della quale non avete nemmeno cura.
Jack! - gridò intanto dal bancone il vecchio Murphy – Jack, è ora di pagare, si chiude!
Bene, signore, se siete veramente quello che dite di essere, dimostratelo! Trasformatevi in 6
pence, così che io possa pagare il vecchio Murphy. Solo allora vi concederò la mia anima!
E repentinamente Satana si trasformò in moneta.
Soddisfatto, Jack? Ora paga! - esclamò il volto dei 6 pence.
Eccome se pagherò, ma non con questa moneta! Credo proprio che vi terrò qui nel taschino
del mio panciotto, accanto a questa croce in puro argento regalatami dal mio caro nonno.
Sapete, anche se non mi posso definire propriamente l'uomo più religioso su questa Terra,
portare una croce al collo non guasta mai!
Vigliacco e spergiuro! Levatemi quella croce di dosso! - urlò la moneta.
Jack era riuscito a ingannare il Diavolo, il quale si trovò intrappolato in un piccolo soldo.
L'anima di Jack rimaneva però vincolata a Satana, essendosi quest'ultimo trasformato in 6 pence,
come pattuito.
Potete tenermi intrappolato qui dentro quanto volete, ma presto morirete anche voi, il vostro
panciotto verrà separato da quella dannata croce, e io sarò pronto ad accogliere la vostra
anima all'Inferno! - urlò dal taschino il principe delle tenebre.
Va bene, Satana, vi propongo un nuovo accordo: io vi libererò, ma voi mi promettete di non
venire a reclamare la mia anima per almeno dieci anni.
I due strinsero il patto e le loro strade si separano: il Diavolo tornò a dirigere i suoi affari dov'è
pianto e stridore di denti, mentre Jack, esaltato per essere riuscito a ingannare Satana e rassegnato a
finire negli inferi, si dedicò anima e corpo ai piaceri e ai vizi che il tempo a lui rimanente poteva
offrire.
I suoi giorni trascorsero in fretta, fra donne, truffe e litri di alcol, e in men che non si dica, mentre
attraversava una stradicciola di campagna, si ritrovò di nuovo faccia a faccia con Satana: 10 anni
erano già passati, e il Diavolo tornava a reclamare la sua anima.
Ben ritrovato, Jack.
Satana...
Il tempo scorre quando ci si diverte, vero?
Non pensavo di rivedervi così presto... Sono già passati davvero dieci anni?
Sì, Jack, dieci lunghi anni di vizi e depravazioni. Sapete, ho sentito cose sul vostro conto
ancora peggiori di quelle che sentii la prima volta che ci incontrammo. Ora, caro mio, è
finalmente giunto il momento di pagare.
Bene, Satana. Vi seguirò. Ma prima vorrei domandarvi un ultimo desiderio.
D'accordo, Jack, ma non aspettatevi trasformazioni da parte mia. Mi avete ingannato già una
volta, non ci ricasco più!
Non vi preoccupate, Satana. Lo vedete quell'alto melo? Lì, sulla sua cima, c'è un pomo rosso
che supera tutti gli altri per bellezza e, ci scommetto, anche per bontà! Prima di scendere con
voi negli inferi vorrei almeno avere lo stomaco pieno, ma purtroppo io non posso arrivare
sulla cima di quell'albero! Fatemi quest'ultimo favore, coglietela voi per me quella mela!
Il Diavolo, ansioso di portare una nuova anima nel suo regno, si lanciò in fretta e furia ad afferrare
il pomo. Ma mentre il principe delle tenebre si trovava sulla cima del melo, Jack incise rapidamente
una croce sulla corteccia dell'albero.
Figlio di una cagna irlandese, lo sapevo che non mi sarei dovuto fidare! Ve ne pentirete
amaramente!
Sentite Satana, voi mi state simpatico, sul serio. Ma io non ho alcuna intenzione di passare il
resto dell'eternità fra le fiamme dell'Inferno! Sapete, noi irlandesi siamo abituati a
temperature ben più fresche.
Bene, Jack, non reclamerò più la vostra anima: sarei un pazzo a volere uno scocciatore come
voi nel mio regno! Fatemi scendere, e vi prometto che la vostra anima non vedrà mai le
fiamme dell'Inferno!
E così fu. Pochi anni dopo Jack morì: bevitore accanito, il suo stomaco collassò in una fredda sera
di Ottobre. Quando il fabbro irlandese arrivò alle porte del Paradiso di fronte a San Pietro, costui,
conoscendone i turpi peccati, lo spedì all'Inferno.
Ci vediamo di nuovo, Satana. - disse Jack, entrando negli inferi.
Già, ma come sapete, io non posso più occuparmi della vostra anima.
Dunque?
Dunque tornerete da dove siete venuto: vagherete sulla Terra fino alla fine dei giorni,
cercando disperatamente riposo, ma invano!
E con un calcio nel posteriore, Satana scacciò Jack dal suo regno. L'irlandese iniziò il suo
vagabondaggio nell'oscurità, per vie sotterranee che portano alla superficie terrestre, ma la strada
del ritorno si presentava troppo buia, gelida e labirintica, e il fabbro dovette tornare a chiedere aiuto
al Diavolo:
Di nuovo qua! Cosa volete ancora? - esclamò seccato Satana.
Lì fuori fa freddo, e per giunta non si vede un accidente!
Tenete, e non importunatemi mai più!
Satana gli lanciò addosso un tizzone infernale, che Jack ripose in una rapa ripulita con cura,
fabbricando così la sua personale lanterna.
Grazie vecchio mio, prometto che non mi farò più rivedere!
E ricordate: potrete trovar rifugio in Terra solamente alla vigilia di Ognissanti, quando il
mondo dei morti entra in contatto con quello dei vivi. Non dovrete però avvicinarvi alle case
custodite da lanterne: queste appartengono ad altre anime, anime pure, non come la vostra!
E ora vi auguro buon viaggio, canaglia! - lo salutò così Satana, scoppiando in una fragorosa
e sinistra risata.
Si narra che ancora oggi, nelle notti di Halloween, l'anima di Jack vaghi perdutamente in cerca di
riposo sulla Terra, con l'ausilio della sua lanterna.
Dunque, nella notte più magica dell'anno, guardatevi bene da chi vi suona il campanello e
ricordatevi di porre sull'uscio della vostra porta una Jack-o'-Lantern, la luminosa e sorridente zucca
intagliata: solo così eviterete il prossimo, terribile “scherzetto”di Jack.

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