Lettori fissi

sabato 20 ottobre 2012

"Siberia. Terra addormentata" di Daniele Gatti (autopubblicazione)


Daniele ama viaggiare e gestisce un blog dedicato alla musica

AUTORE:  Daniele Gatti
BIOGRAFIA: Nato il 6/11/1987, nella vita di tutti i giorni fa l’infermiere presso l’ospedale Sant’Anna di Como, ma la sua passione principale è viaggiare, cosa che fa ogni volta che è possibile e scegliendo mete sempre nuove. Ha finora all’attivo tre pubblicazioni librarie, e attualmente sta lavorando a quello che diventerà il quarto libro. Oltre ai viaggi, materia di cui scrive nei suoi libri (i quali raccontano le sue esperienze in giro per il mondo), è appassionato di musica, cinema, libri e in generale tutto ciò che ha a che fare con l’arte e con la scoperta di cose nuove. Ama particolarmente la montagna e tutto ciò che la riguarda.
SITO: Lulu
CONTATTI: micio@email.it

TITOLO DELL’OPERA: “Siberia. Terra addormentata”, volume unico
TRAMA: Un diario di viaggio che narra di un’avventura vissuta in Siberia, d’inverno, partendo dall’Italia con i soli zaini in spalla e arrivando fino all’estremo oriente russo, compiendo l’intero tragitto per via terrestre.
CASA EDITRICE: www.lulu.com (libro autopubblicato)                                     
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2010
GENERE: Narrativa di viaggio
PUBBLICO: Adulti e ragazzi
PAGINE: 175
PREZZO: 7,80 €
REPERIBILE PRESSO: www.lulu.com/spotlight/Micio
RECENSIONE: “Siberia. Terra addormentata” è più di un diario di viaggio, è un’avventura vissuta con lo zaino in spalla, arrivando fino all’estremo oriente russo. Nella prefazione, Paola Annoni ci illustra i motivi di questo diario: non è un semplice resoconto ma la dettagliata analisi di una sfida.
Perché l’uomo, fin dall’alba dei tempi, ha sempre provato a superare i propri limiti?
Daniele compie questo viaggio in compagnia di un suo amico, il resoconto procede seguendo le numerose tappe, nei 27.840 chilometri percorsi in treno, sulla famosa Transiberiana. Nel suo prologo personale, Daniele spiega perché ha scelto come destinazione una meta così insolita. La Siberia non è mai stata una famosa meta turistica, anzi, nell’immaginario popolare è sempre stata rappresentata come una lunga distesa di ghiacci.
Il libro non sembra uno sterile resoconto  di fatti, bensì un romanzo d’avventura, narrato in prima persona da Daniele, in modo chiaro, semplice e  mai noioso. Un diario da leggere tutto d’un fiato, per viaggiare con la mente verso luoghi sconosciuti, in cui l’uomo si trova faccia a faccia con se stesso, oltre l’immensità.

Come citazione iniziale, Daniele sceglie un passo del “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Giacomo Leopardi; una scelta appropriata che condivido e che ho particolarmente apprezzato, visto che Leopardi è da sempre il mio poeta italiano preferito.

Una suggestiva panoramica di un bosco della Siberia, immerso nel silenzio

INTERVISTA STANDARD A DANIELE GATTI

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona? Questa domanda mi mette sempre un po’ in difficoltà, in quanto non sono abituato alle presentazioni; "Mi ritengo abbastanza riservato e schivo, e per questo preferisco esprimere ciò che penso tramite la scrittura, piuttosto che in un confronto diretto. Vorrei dire qualcosa di più, ma credo che imparerete molto di più sul mio conto se leggerete i miei libri!"

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura? Fin da piccolo tenevo dei diari e mi piaceva scrivere quello che succedeva nella vita di tutti i giorni, poi per lunghi anni ho messo nel cassetto questa passione, fino a quando il viaggio che ho intrapreso nel 2008 in Scandinavia non ha riacceso la fiamma: quale modo migliore esiste per immortalare un viaggio nella memoria, se non metterlo nero su bianco dando così a me e ad altri la possibilità di riviverlo?

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi? Mi interesso in particolar modo di musica (ho una nutrita collezione di dischi e mi diletto anche con il pianoforte), cinema, letteratura, giochi da tavolo, astronomia, videogiochi … un po’ di tutto a dire il vero! Oltre a ciò sono appassionato di trekking e cerco sempre di scappare in montagna a camminare ogni volta che posso, quando non riesco ad organizzare un viaggio vero e proprio.

4.      I tuoi libri e autori preferiti? Non ho un autore preferito, ma forse i libri che più ho amato e che ho riletto infinite volte sono stati “Capitani Coraggiosi” di Kipling, “I Ragazzi della Via Paal” di Molnàr e “Tabù” di Piers Paul Read.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo? Semplicemente ho pensato che un viaggio così interessante e avventuroso doveva essere raccontato, in un modo o nell’altro. La scrittura è certamente il modo più remunerativo di testimoniare gli avvenimenti che l’hanno caratterizzato.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché? I miei personaggi sono tutte persone reali, per cui non posso rispondere coerentemente a questa domanda.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori? Il messaggio che voglio lasciare è che bisogna andare fuori casa a scoprire il mondo, perché le scoperte che si possono fare sono incredibili e purtroppo il tempo per farle è limitato.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze? Ho cominciato a stendere i primi diari dopo il viaggio del 2008, ma non li ho mai pubblicati fino a quando non sono tornato dalla Siberia, nel 2010; pubblicando il libro che raccontava tale viaggio, ho poi ripreso in mano il vecchio materiale e l’ho trasformato in un secondo libro (in realtà ha fatto a tempo ad aggiungersi un altro viaggio, nell’estate 2010). Poi ho scritto un terzo libro su una mia esperienza di trekking di più giorni sulle Dolomiti, e adesso sto facendo la stessa cosa per il quarto libro, che ricalca un po’ il terzo anche se l’esperienza è diversa. Ho presentato il mio libro in circoli culturali, biblioteche, fiere di viaggiatori e quant’altro, e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dal successo che hanno avuto le mie serate (successo relativo, ovviamente, non c’erano mai più di 30 persone!) e dall’interesse che le persone hanno dimostrato nei confronti miei e di ciò che avevo da dire.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato? Direi loro di affidarsi al print on demand, come ad esempio Lulu, che anch’io uso; è facile, veloce e funziona bene, anche se bisogna darsi un po’ da fare a promuovere le proprie opere. E direi anche di considerare il tutto come un hobby, che secondo me è l’unico metodo valido per amare realmente ciò che si sta facendo.

10.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni? Presto arriverà il quarto capitolo della mia storia, e quando compirò qualche altro viaggio degno di nota, non tarderanno ad arrivare i successivi!

Grazie Daniele, a questo punto non mi resta che augurarti ancora buon viaggio!

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