Lettori fissi

venerdì 5 ottobre 2012

"Quando cala il buio" di Massimiliano Bellezza (Butterfly Edizioni)

Massimiliano è un appassionato dei romanzi di Agatha Christie e di Stephen King

AUTORE:  Massimiliano Bellezza
BIOGRAFIA: ‘Destino crudele – storia di un giovane’ pubblicato nel 2010, è il suo primo romanzo; i suoi hobby sono: la scrittura, ovviamente, il disegno e la musica; l’indirizzo di studi: perito elettronico.
TITOLO DELL’OPERA: ‘Quando cala il buio’
TRAMA: Il romanzo si snoda sulla figura di un serial killer. L’ambientazione è quella degli Stati Uniti occidentali tra Oregon e California. La storia prende corpo dalla sparizione di giovani vite, fanciulli, per poi soffermarsi sull’incontro/scontro tra il carnefice e un gruppetto di ragazzi, che per una  sfortunata bravata, invadono il suo habitat d’azione, una scuola.
CASA EDITRICE: Butterfly Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: thriller
PUBBLICO: adulti, giovani adulti
PAGINE: 106 pp.
PREZZO: 9,90€
REPERIBILE PRESSO: Butterfly Edizioni (il sito dell’editore), Libroco Amazon, Ibs, eprice;  le librerie indicate sul sito della casa editrice, dove è possibile trovarlo anche senza ordinarlo e in tutte le altre, previa ordinazione.
RECENSIONE: “Salem, piccolo centro dell’Oregon settentrionale, sta vivendo
momenti davvero drammatici, colpita dalle ripetute e inspiegabili
sparizioni di alcuni bambini e anche di un adolescente. Però
nessun corpo è stato finora ritrovato. Si pensa comunque ad un
serial killer…”
Il romanzo inizia così, con pochi stralci di giornale. Gary, Jason, Maria, Rick e Steve sono cinque ragazzini che quasi per gioco e senza rendersene conto, si ritrovano dentro una scuola abbandonata, “terreno di gioco” di un feroce serial killer.
Quando comprendono che in quell’abitazione non vi sono fantasmi ma qualcosa di molto più reale e terrificante, inizia per loro un incubo senza fine. Massimiliano scrive questa storia dal punto di vista dei bambini, e rende il romanzo una favola horror che segue il filone dei tipici film in cui i personaggi si ritrovano intrappolati nella casa del killer. L’iniquità è rappresentata senza eufemismi, assieme a un tocco di quell’innocenza tipica dei bambini: Gary e gli altri si rendono conto che gli orchi non vivono nel mondo delle favole ma molto più vicino, a pochi chilometri dalle loro case.
Lo stile volutamente puerile mi ha fatto ricordare “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti, proprio per il punto di vista spontaneo dei bambini; come in una favola nera, i ragazzini si ritrovano dentro la casa dell’orco e la lotta per la sopravvivenza li porterà a dure prove, allontanando per sempre il mondo dell’infanzia.
Gary è il cuore del gruppo, un personaggio capace di generosi atti di altruismo, e l’autore lo rappresenta come il “buono” che si erge contro il “cattivo” della storia: il fatto che il “buono” sia un ragazzino rende la storia molto più entusiasmante, in una lotta tra la “purezza” e la “sporcizia”, tra il mondo della genuinità dei bambini e quello infangato degli adulti. Personalmente avrei preferito che il romanzo fosse un po’ più lungo, per approfondire soprattutto la figura del serial killer e altri punti soltanto accennati.
Consiglio “Quando cala il buio”, è un romanzo da leggere per chi ama il thriller e le ambientazioni claustrofobiche dei film horror con un accenno fiabesco, un buon esordio per questo autore ancora acerbo ma con uno stile che promette bene!
Come nel libro "Io non ho paura" di Ammaniti, dei ragazzini scoprono che i veri orchi non sono quelli delle favole
INTERVISTA STANDARD A MASSIMILIANO BELLEZZA

1.      Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Questa è sempre una domanda che mi crea qualche difficoltà, semplice ma a me, per assurdo, mi fa rimanere un po’ interdetto, lo ammetto.
Formatomi come perito elettronico sento questi panni, vestiti quasi inconsapevolmente, come angusti e poco adatti a me. Allora ripresomi, decisi di dirottare sull’informatica. Nulla di fatto: mi sono ritrovato, anni dopo, tecnico aeronautico in una grande azienda del torinese. Creativo, sognatore poco incline alle strutture preconfezionate mi sono sentito ancora una volta fuori posto, ma mi sono paradossalmente vincolato con forza a questa realtà che tutt’ora è parte della mia vita lavorativa. Coltivatore di altre passioni, mi dedico anche allo sport, scio e gioco a tennis.

2.      Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
La mia passione, la mia voglia di scrivere è nata - credo – otto, nove anni fa, quando scrissi il mio primo racconto. Ben prima, però, uno sprazzo di fulgida scrittura mi colpì allorché mi misi a riflettere sui contorni di una sfumata storia fantasy. Non ricordo sinceramente quanti anni avessi, ero giovanissimo comunque.
Il ‘come’ non saprei dirlo partendo da una connotazione istantanea, direi piuttosto che lo spirito che mi spinge a scrivere, SEMPRE, è il desiderio di volare lontano, di buttarmi in storie diverse, in vite che non mi appartengono. Attingi da te stesso, spesso, ma un bravo scrittore deve camuffare il tutto e saper raccontare le vite, le più variegate.

3.      Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Mi piace praticare sport, il tennis in particolare ma anche lo sci e il nuoto. Amo moltissimo ascoltare musica canticchiando, amo la musica in ogni sua forma, anche la classica che mi emoziona parecchio. E poi, ogni tanto, disegno. Qualche ritratto qua e là, da riviste, dove capita, mi rilassa.

4.      I tuoi libri e autori preferiti?
Adoro leggere Agatha Christie. ‘Dieci piccoli indiani’, un capolavoro che consiglio, così elaborato alla perfezione, è il  mio romanzo tra i romanzi. ‘Stand by me’ di Stephen King è un altro esempio. Di quest’ultimo scrittore seguo lo stile, per questo è il punto fermo, il mio mentore. Cornwell, Reichs sono altri autori che apprezzo e mi piacciono.

5.      Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Volevo scrivere un thriller, accentrando l’azione e concentrando l’attenzione del lettore in un luogo ristretto, dove i personaggi venissero braccati e dove la fuga risultasse pressoché impossibile. Da lì, ho poi elaborato la figura antagonista, perfezionandola, e arricchito la storia.

6.      A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Se devo scegliere, Gary è senza dubbio il personaggio a cui posso sentirmi più legato per il coraggio e per la forza da leader che dimostra. Ma in questo romanzo non vi è un attore al quale attribuisco un parallelismo autore/soggetto. Si sviluppa cercando di dare ugual peso ai vari interpreti anche se poi per le dinamiche stesse che si vengono a creare non può essere così.

7.      Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Questo è un thriller e una storia di pura fantasia. Vuole essere un romanzo di evasione, di relax dal caotico quotidiano, non si arroga il diritto (o la presunzione) di dettare moralismi o ragguagli paurosi a madri o genitori preoccupati. È un romanzo che spera di appassionare ed emozionare i lettori che gli concederanno il loro tempo.

8.      Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho iniziato a scrivere nel 2004. Si trattava di un racconto per un concorso locale. Poi successivamente, anni dopo, ho pensato all’elaborazione del mio primo romanzo. Non è quello che ho pubblicato nel 2010, questo romanzo è rimasto nel cassetto. È una spy story ambientata negli Stati Uniti e la cui realizzazione è costellata da non poche asperità: ecco perché inconclusa. In questi anni non mi sono mai fermato comunque: ho scritto tre racconti che hanno partecipato rispettivamente alle edizioni 2009, 2011 e 2012 del concorso “Gran Giallo Città di Cattolica”; nel 2010 ho preso parte al concorso letterario Rai “La Giara”; infine, ho concorso due volte al Festival delle Lettere.
Sei anni fa aprii le porte alla stesura del mio primo romanzo, “Destino Crudele – storia di un giovane” edito dalla Robin Edizioni, e che approdò felicemente alla pubblicazione due anni fa. Un lavoro lungo, un progetto ultimato di cui vado orgoglioso.
Ora mi trovo a impegnato in questa seconda bella avventura dal nome ‘Quando cala il buio’, grazie alla Butterfly che mi ha permesso di cavalcare l’onda.

9.      Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Il panorama letterario, soprattutto nostro, non è tra i più rosei. Ma Noi Scrittori siamo dei sognatori e in quanto tali non guardiamo l’andamento dei mercati o la presa dell’euro ma guardiamo alla nostra passione che ci fa perdere il sonno a scrivere su fogli di carta brevi appunti (una volta ma anche oggi) e battere le dita, instancabili, sulla nostra tastiera. Agli autori di domani dico: non mollate!! Cercate un buon editore che vi sappia realmente valorizzare!!

10.  Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
I miei progetti per il futuro? Forse un sequel o un prequel di questo romanzo? Chi lo sa, tante idee che, forse, un giorno, saranno impresse su carta.

Grazie Massimiliano, attendiamo le tue prossime opere.

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