Lettori fissi

mercoledì 3 ottobre 2012

"Letturista per caso" di Massimo Bernardi (0111 Edizioni)

Un'interessante foto artistica che rappresenta Massimo
AUTORE:  Massimo Bernardi
BIOGRAFIA: E' nato a Modena nel 1970 e si è laureato in biologia. Ha pubblicato un libro di narrativa, "Onjrica" (2001, Oppure edizioni) e il racconto "La casa triste" nell'antologia "2012 Non solo Maya" (2011, Jar editore). Ha pubblicato anche poesie su alcuni numeri della rivista "Steve". Ha scritto sceneggiature per lungometraggi e cortometraggi, tra cui "Il regalo più bello", menzione speciale al Busto Arsizio Film Festival 2004. Oltre a scrivere il suo principale interesse è la fotografia creativa e sperimentale: ha partecipato a diverse mostre antologiche e personali tra le quali Fotografia Europea 2011 a Reggio Emilia. 
TITOLO DELL’OPERA: Letturista per caso - Strade, luoghi e incontri nella provincia emiliana, volume unico
TRAMA: Il protagonista di questa storia è un tecnico che legge i contatori dell'acqua e del gas nei comuni dell'Emilia. È un uomo curioso e mai sazio che da lungo tempo coltiva il sogno di vagabondare liberamente da un luogo all’altro, e che cerca di trarre qualche spunto di interesse anche dai suoi brevi percorsi quotidiani. Osserva il paesaggio e le città annotando i loro cambiamenti nel tempo; ascolta le storie e gli aneddoti della gente che incontra; esplora strade, viottoli di campagna e argini di fiume dove non è mai passato prima, cercando continuamente nuovi orizzonti geografici ed esistenziali. A un certo punto, per uscire dai suoi ristretti confini, gli viene un'idea folle che cambierà la sua vita.
CASA EDITRICE: 0111 Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: mainstream (narrativa di viaggio)
PUBBLICO: adulti
PAGINE: 202
PREZZO: 15 euro
REPERIBILE PRESSO: è disponibile nelle principali librerie (su ordinazione), sul sito della casa editrice 0111 Edizioni o su altri siti di vendita online quali IBS, Unilibro, Amazon, ecc.
RECENSIONE:
“Ci riconoscono all’istante dal nostro
inconfondibile aspetto: casacca arancione fosforescente abbinata a
pantaloni bicolore verdi e grigi, scarponi tecnici sporchi di fango, tasche
e borselli da cui sporgono grossi mazzi di chiavi e inquietanti ganci da
macellaio.”
Massimo Bernardi si considera un “letturista per caso”: l’uomo che legge i contatori della luce, dell’acqua e del gas. E’ un mestiere che passa in sordina, considerato un semplice espediente da universitari, eppure l’autore ne illustra la qualità, e le possibilità che offre.
Come un film che si ripete di volta in volta, Massimo si ritrova di paese in paese, di casa in casa, a percepire odori sempre diversi, sensazioni sempre nuove. Ci illustra le piccole cose della vita quotidiana che spesso non vediamo: la sottigliezza della luce, i volti delle persone e le loro diverse reazioni, i colori delle abitazioni. La grande passione di questo autore per la fotografia è palese, nelle descrizioni estremamente accurate, che definirei appunto di stampo “fotografico”.
Massimo racconta delle persone che incontra, ma sono i luoghi i reali protagonisti del suo romanzo; un diario di viaggio che si arricchisce, di volta in volta, di particolari sempre nuovi.
Questo libro è un interessante saggio di storia locale, di urbanistica, e di trasformazioni del territorio. E’ evidente che l’autore si sia documentato parecchio prima di iniziare a scriverlo (cosa che in pochi fanno), sui luoghi che descrive: Modena, Bagazzano di Nonantola, Moglia, Marano… Un tour che dipinge la bellezza delle cose autentiche, che molto spesso dimentichiamo di avere, proprio dietro casa nostra. Un saggio che sicuramente piacerà gli appassionati del genere.
Modena, città natale dell'autore; uno dei luoghi descritti in questo "diario di viaggio"

INTERVISTA A MASSIMO BERNARDI
1. Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao, e grazie per questa opportunità. Sono una persona riservata, riflessiva, con molti interessi. Sono un gran sognatore, e di conseguenza anche piuttosto distratto nella vita di tutti i giorni. Mi reputo un tipo creativo, e mi diverto a inventare sempre nuovi giochi (ma anche disegni, collage, oggetti riciclati) con mio figlio che ha cinque anni. 
2. Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
E' nata molto presto, fin dai tempi della scuola elementare, quando disegnavo (e scrivevo) fumetti con personaggi inventati. A 13 anni il mio primo vero libro, "Il manichino vivente", un giallo ispirato alla serie dei "Gialli dei ragazzi" in voga negli anni 70. In seguito, di molte esperienze che ho vissuto, (come l'anno di servizio civile, la mia compagnia di amici, i primi lavori che ho fatto) ho voluto realizzare un resoconto scritto, di genere umoristico.
3. Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Sono un appassionato di fotografia, un fotoamatore. Per molto tempo mi sono occupato di fotografia creativa, modificando le immagini con tecniche "artigianali", cioè senza ricorrere alla manipolazione digitale. Mi piace viaggiare e conoscere posti nuovi, anche nel territorio in cui vivo, e spesso mi invento dei giri in mountain bike solitari per andare a scoprire questi luoghi.
4. I tuoi libri e autori preferiti?
Leggo molte cose diverse, ma sicuramente il mio autore preferito in assoluto è Dino Buzzati. Tra i miei preferiti ci sono anche Italo Calvino, Piero Chiara, e tra i giovani Giuseppe Culicchia, Andrea Vitali e Gianluca Morozzi (non sono molto esterofilo...). Tra i libri che mi stanno più a cuore ci sono senz'altro "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera e "Il nome della rosa" di Umberto Eco.
5. Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
E' nata giorno per giorno, mentre ero al lavoro. Girando per le campagne, entrando nelle case, mi capitavano cose curiose. Ho cominciato a scrivere appunti sulla gente, sugli incontri che facevo, su quello che vedevo in giro. Poi un giorno, all'improvviso, mi sono detto che dovevo scriverci sopra un libro. Allora mi ci sono messo d'impegno, scrivendo una pagina al giorno per circa sei mesi e arrivando alla prima versione, ancora grezza, del libro.   
6. A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
I personaggi che descrivo sono quelli reali, che ho incontrato. Più che un romanzo, il mio è un documentario. Poi, ovviamente, c'è sempre una parte di rielaborazione e di invenzione.
7. Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Il messaggio tra le righe è che, anche nel lavoro, dovremmo cercare di gustarci i momenti belli e ogni tanto fermarci. Nel mio caso è fermarmi a parlare con la gente, contemplare un paesaggio o un tramonto, fare delle fotografie. Certo il mio è un tipo di lavoro che lascia una certa libertà e non per tutti è così, in ogni caso non c'è solo il guadagno, non dobbiamo sempre e solo correre. Mentre lavoriamo, ricordiamoci che stiamo vivendo... Insomma, lavorare per vivere, e non il contrario. 
8. Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho scritto molte cose, ma raramente sono arrivato a pubblicarle. Il mio primo libro, "Onjrica", l'ho pubblicato a pagamento. Ero inesperto e mi sono buttato sul primo editore senza pensarci troppo. Per questo libro, invece, sono andato molto più cauto, selezionando solo gli editori che non chiedevano contributi.  E' stata una ricerca più lunga, e anche piena di ostacoli: il libro doveva uscire già un anno prima con un altro editore, ma dopo un'attesa di mesi ho scoperto che tale casa editrice aveva chiuso i battenti (senza avvisarmi...)
9. Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Purtroppo per gli esordienti le cose non sono facili. Non è semplice trovare l'editore giusto, ci sono anche molti approfittatori che speculano sul desiderio dei giovani scrittori di essere pubblicati. E anche quando credi di aver trovato quello giusto, la fregatura è sempre dietro l'angolo: non basta trovare un editore che non chiede soldi, devi trovarne anche uno attivo, che si prodiga per far conoscere il tuo libro, altrimenti devi fare tutto da solo ed è molto più dura.
10. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Ho diverse cose iniziate che sono in fase di "stallo". Un progetto a cui tengo molto è di realizzare un libro fotografico, dove le immagini e i testi si integrano per formare una specie di storia illustrata. Sarebbe la giusta sintesi tra le mie due passioni: scrittura e fotografia.
Massimo ti ringrazio per la tua presenza, a presto.

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