Lettori fissi

domenica 30 settembre 2012

"Sotto un sole nero" di Ivano Mingotti (Ded'A Edizioni)

Ivano, l'autore di questo libro toccante e audace

AUTORE:  Ivano Mingotti
BIOGRAFIA:
Nato l'8.1.1988 a Desio (MB) studia a Verano Brianza fino alla scuola media inferiore. Frequenta poi l'itcs ''Villa Greppi'' di Monticello, dove si diploma in lingue straniere.
Procede nello studio all'Università Statale di Milano, in scienze umanistiche della comunicazione. Lavora per Esselunga spa come commesso.
Pubblica nel 2009 ''Storia di un boia'', con Kimerik editore. Con questo romanzo parteciperà in seguito al Moonlight Festival 2011.
Nel 2010 è il turno di ''Solo gli Occhi'', sempre con Kimerik.
Nel 2011, il 10 agosto, esce ''Stati Uniti d'Aspirina'', ideale sequel di Solo gli Occhi, edito da Zona Editore.
Nel dicembre 2011 viene pubblicato ''Sotto un sole nero'', con Ded'a edizioni. Il libro viene distribuito anche sugli scaffali della catena di negozi in cui lavora come commesso (Esselunga).
Premiato nell'ottobre 2011 con medaglia, menzione d'onore e segnalazione di merito a ''Scriviamo insieme 2011'', viene poi scelto, insieme ad altri autori, a seguito del concorso ''Asylum 100'', per entrare a far parte col racconto ''English Library'' dell'antologia del concorso stesso; vince in seguito, nel gennaio 2012, il concorso ''2Mila segnalibri'' col racconto ''Prigioniero''. Scelto, a maggio 2012, per la prima antologia in e-book della Nasf (nuovi autori science fiction) nel concorso ''Seeds: un universo in una pagina'' con il racconto ''Arrivo''. Selezionato, sempre con il racconto ''Prigioniero'', nel concorso ''Miedo'', per far parte dell'antologia ''Gli occhi della paura'' a giugno 2012.


TITOLO DELL’OPERA: Sotto un sole nero
TRAMA: ''Sotto un sole nero'' è il quarto libro di Ivano Mingotti.
Ambientato in un universo parallelo, in cui la dittatura ha vinto la guerra del '39-'45, Sotto un sole nero descrive la vita di 9 personaggi attraverso i loro diversi 9 punti di vista. 9 vite legate da un unico evento conduttore, 9 vite di oppressi o oppressori, 9 punti di vista che coinvolgeranno il lettore e gli afferreranno il cuore fino a buttarlo sulla pagina. Emozioni vive e forti trapelano da questo romanzo, il cui stile descrittivo ed enunciativo è innotativo ed originale.
CASA EDITRICE: Ded'A Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011
GENERE: steam-punk, fantascienza
PUBBLICO: dai 13 anni in su
PAGINE: 244
PREZZO: 14 euro
RECENSIONE:
Ci sono libri che ti restano dentro. “Sotto un sole nero” è uno di questi.
Un romanzo scritto a più voci, nove precisamente, che fa riflettere, poeticamente schietto, come può esserlo una canzone di Fabrizio De Andrè.
La scelta di Ivano Mingotti di ambientare la storia in un universo parallelo e di lasciar intuire il periodo storico, la Seconda Guerra Mondiale, non impedisce di comprendere chi siano in realtà i personaggi storici di cui si parla metaforicamente.
Un filo universale accomuna le voci che si susseguono, dalle vittime agli aguzzini: il non poter vedere il sole, oscurato dal fumo dei cannoni e dalle esplosioni delle bombe. Ivano rappresenta un mondo che molti preferiscono dimenticare, uno dei periodi più orribili d’Italia. Il silenzio e l’obbedienza, il terrore quotidiano, e la sofferenza di non capire il perché.
Le storie, raccontate ognuna dalla viva voce del protagonista, illustrano il senso di vuoto che attanaglia e la certezza di non avere un futuro, serbando però un lieve alito di speranza.
Un ragazzo omosessuale che lavora in una fabbrica viene sequestrato e pestato a sangue; una ragazzina torna da scuola e trova la propria casa distrutta; un soldato vede uccidere i suoi compagni con estrema crudeltà; una donna fucilata dal proprio figlio; un bambino che vede la propria madre abusata dai soldati.
Queste alcune delle toccanti storie, narrate da Ivano con una tecnica narrativa concisa, senza fronzoli né eufemismi. L’impotenza, la delusione, e la rabbia echeggiano per tutto il romanzo.
“Sotto un sole nero” è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, magari due volte di seguito, per comprendere le sottigliezze lessicali che l’autore utilizza, in modo astuto direi. E per riflettere magari su eventi che tendiamo a dimenticare, perché ancora oggi siamo “chiusi in una bolla di cemento e ferro”.
Scenari desolati, e un cielo squarciato dai cannoni
INTERVISTA STANDARD A IVANO MINGOTTI
1.                   Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Mi chiamo Ivano Mingotti, ho 24 anni, sono ormai alla fine della mia carriera universitaria ( a marzo dovrei, e dico dovrei laurearmi) e lavoro come scaffalista in un supermercato. Insomma, ho una vita parecchio impegnata. Sono fidanzato felicemente con una bellissima ragazza, Silvia, e sto progettando di prendere casa e trasferirmici presto.
2.                   Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Diciamo che il creare qualcosa che andasse a prendere forma su carta è sempre stato nelle mie corde, fin da piccolissimo. Ricordo quando, a cinque, sei anni, compilavo dei piccoli diari e redigevo piccole storie sui miei animali domestici o sui miei pupazzi. Sono poi passato a scrivere piccoli fumetti in età adolescenziale e a scrivere poi un vero e proprio libro, mai finito, in terza media. In quarta superiore, ispirato da un tema affidatoci dal mio professore di italiano per le vacanze, ho iniziato a scrivere senza fermarmi e...non mi sono più effettivamente fermato.
3.                   Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
Adoro la musica, lo sport, la lettura. Amo viaggiare, scoprire posti nuovi, allargare le mie conoscenze. E sono un curioso nato, adoro riempirmi di conoscenze sempre nuove.
4.                   I tuoi libri e autori preferiti?
Primo tra tutti Il pendolo di Foucault di Umberto Eco. Altri libri preferiti sono Timbuctù di Auster, Fight Club e Invisibile Monsters di Palahniuk, Ristorante al termine dell'universo di Adams, Il mondo nuovo di Huxley, La lettera scarlatta di Hawtorne, Il Tiranno di Manfredi, Il fu Mattia Pascal di Pirandello, Gli uomini vuoti di Simmons, Il codice dei giusti di Bourne.
5.                   Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
Da una frase senza alcun senso di mia sorella, a tavola. Parlava di un sole nero e da lì è iniziato un fiume mentale di idee che mi ha portato a pensare a cosa potesse simboleggiate un sole nero e a cosa si potesse ricollegare. Sono giunto all'analogia sole nero=nazifascimo e da lì sono andato avanti.
6.                   A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
A differenza di molti io non mi ispiro a particolari cose per i miei personaggi, né inserisco qualcosa di mio in loro. Sono organismi altri, plasmati dalle situazioni in cui vivono, in cui io cerco di entrare coi miei stessi occhi, restando però esterno al tutto...diciamo che cerco di descrivere la maschera dal dentro.
7.                   Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Che nella più profonda disperazione deve sempre restare un briciolo di speranza. Che non bisogna mai mollare, che non tutto è sempre perduto.
8.                   Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho cominciato a pubblicare romanzi in tipografia, in quinta superiore. Stampai il mio libro in mille copie alla tipografia Marelli di Verano Brianza. Era Storia di un boia, quello che poi sarebbe diventato davvero il mio primo libro pubblicato. Ora sono al quarto, dopo aver abbandonato (per ora) un progetto di quadrilogia thriller di cui facevano parte il mio secondo e terzo libro, Solo gli occhi e Stati Uniti d'Aspirina. Continuo a presentare il libro in varie location in Lombardia, Piemonte, Emilia e Veneto (spesso con scarsi risultati di pubblico, ma d'altronde la letteratura in Italia non tira). Complessivamente sono pronte una trentina di date di presentazione, che spero porteranno buoni frutti.
9.                   Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Io penso che il panorama letterario odierno sia un vero pantano. È difficile se non impossibile emergere, soprattutto se si è dotati di uno stile o di un contenuto ''diversi'' dall'omologazione che è presente e plasmata dal mercato editoriale. Credo che un autore emergente dovrebbe prima di tutto puntare a farsi conoscere, a farsi apprezzare, a far apprezzare il proprio lavoro. E poi dovrebbe sperare nel tam-tam, in un piccolo circolo di gente che suggerisca i propri lavori ad altri. Insomma, sperare nel passaparola. Del resto non vedo molte alternative.
10.               Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
Concludere anzitutto il giro di presentazioni e dedicarmici al cento per cento. Successivamente spero di pubblicare un altro libro, spero nel 2013. D'altronde dopo la pubblicazione di Sotto un sole nero ho già terminato di scrivere 4 altri titoli. Spero che tra questi 4 ne venga fuori uno degno di pubblicazione e distribuzione, anche se, fosse per me, li pubblicherei tutti. A dire il vero, ce n'è uno che mi preme particolarmente pubblicare. Si chiama Socmel!, e se sponsorizzato a dovere, potrebbe essere una vera bomba. Non mi resta che incrociare le dita.  
Grazie Ivano, ti faccio un grande in bocca al lupo per il tuo libro!

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