Lettori fissi

domenica 30 settembre 2012

"Mary Read - di Guerra e Mare" di Michela Piazza (Butterfly Edizioni)

Una bella immagine di Michela, come una sirenetta tra le copie del suo libro

AUTORE:  Michela Piazza
BIOGRAFIA: Michela Piazza è laureata in Storia. Da sempre adora gli eventi del passato e la narrativa di avventura, due amori che si sono fusi in questo libro. Ha lavorato come bibliotecaria, traduttrice e correttore di bozze. E’ stata coautrice del fumetto umoristico “Fotoronmao”, edito su riviste nazionali. Vive ad Arona col marito, il figlio Tito e numerosi gatti viziati.
“Mary Read – di Guerra e Mare” è il suo primo romanzo.
TITOLO DELL’OPERA: “Mary Read – di guerra e mare”. E’ un volume unico (per ora) 
TRAMA: Insofferente delle restrizioni che il ‘700 impone a una ragazza, Mary si traveste da uomo e sperimenta la libertà – e la schiavitù – della vita sul mare, per poi arruolarsi nell’esercito e prendere parte ad assedi e battaglie. Testarda e ribelle, Mary si fa largo nella propria storia andando sempre controcorrente: sceglie la propria rotta senza badare alle convenzioni e alla morale, senza curarsi neppure della legge. Eppure non può far a meno di cedere all’amore…
CASA EDITRICE: Butterfly Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: settembre 2012
GENERE: Avventura
PUBBLICO: adulti
PAGINE: 338
PREZZO: 15 euro
REPERIBILE PRESSO: Butterfly Edizioni ; ibs.it ; amazon.it ; bol.it ; ordinabile in tutte le librerie.
RECENSIONE:
“Mi chiamo Mary Read.
È strano come con un nome, con due semplici parole, si possa
delimitare una persona la cui identità rimane, per tutto il resto,
così ambigua. Dentro di me io sento di essere troppe cose per
potermi definire in uno spazio tanto breve. La mia vita non ha
avuto contorni ben delineati, né svolte certe e prefissate come
quella della maggior parte delle altre persone.
Per questo, forse, fa tanta paura.
Mi hanno chiamata bambina, ragazzo, marinaio, soldato,
moglie, pirata, assassina.
Ho avuto due sessi e due nomi.
E il fatto è che, mentre la mia vita scorreva, tutto accadeva così
in fretta da non lasciarmi il tempo di riflettere su quale di queste
identità rappresentasse davvero Mary.”
Comincia così l’avventurosa storia di Mary Read, personaggio realmente esistito, una pirata inglese vissuta a cavallo tra la fine del ‘600 e i primi anni del ‘700. Ringrazio enormemente Michela per avermi fatto leggere questa bella storia della quale, sono sincera, ignoravo l’esistenza.
Mary ci narra la sua storia in prima persona, e ci tiene con il fiato sospeso fino alla fine, tanto che è praticamente impossibile non affezionarsi fin dalle prime pagine a questa donna talmente determinata, sincera e coraggiosa. Lo stile di Michela ricorda per certi versi quello del “David Copperfield” di Dickens, diretto e autentico.
La storia inizia quando Mary è ancora bambina. Dopo aver vissuto in un villaggio, la madre la esorta ad andare a Londra, perché si trovano in ristrettezze economiche, e la traveste da bambino, spacciandola per il primo figlio, Mark, morto prematuramente, affinché la suocera creda che Mary sia suo nipote.
Per non staccarsi dalla madre, Mary è costretta a visitare la nonna ogni domenica, travestita da ragazzo, ricevendo un’educazione e una cultura che non avrebbe mai avuto, se fosse entrata in quella casa come ragazzina.
Dopo la morte della nonna, Mary che tutti credono Mark, va a lavorare come paggio per una nobildonna. Un giorno però, dopo la sconvolgente scoperta della prima mestruazione, Mary decide di dare ancora una svolta alla propria vita.
Travestitasi da mozzo, Mary si imbarca sulla Queen Mary, considerando quel nome come un segno del destino e così inizia il suo pellegrinare per i sette mari. Dopo varie avventure e peripezie, sempre accorta a nascondere a tutti il proprio sesso, scoprirà l’amore e finalmente l’ombra di Mark sparirà, lasciandola solo “Mary”.
Michela Piazza è laureata in storia e si nota parecchio leggendo il suo libro: le vicende sono descritte in modo talmente realistico da credere che l’autrice stessa sia vissuta a quel tempo!
La storia procede spedita e il lettore fatica a stancarsene nonostante la lunghezza, con il gusto di quei bei film d’avventura pirateschi, ma senza effetti speciali, se non la vita vera.
Lo stile di Michela mi è subito piaciuto, crea un feeling tra scrittore e lettore, come se Mary fosse davvero un’amica che ci racconta la sua storia. “Mary Read di guerra e mare” è un romanzo da leggere, se si ama il genere avventuroso e le eroine forti e a volte sfortunate come Moll Flanders.
Il periodo storico è descritto in modo eccelso, Michela evidenzia gli usi e i costumi della società con naturalezza, senza appesantire il testo. Per quanto mi riguarda, aspetto con ansia il nuovo romanzo di questa talentuosa autrice, magari chissà, il seguito delle avventure della nostra Mary.
Mary Read (a sinistra) assieme ad altri due pirati famosi: Anne Bonney e Calico Jack
INTERVISTA STANDARD A MICHELA PIAZZA
1.        Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?
Ciao Connie, grazie per avermi ospitata nel tuo blog!
E’ difficile descriversi in poche parole…
Sono una persona che ama molto il proprio nido: mi piace trascorrere del tempo con i miei gatti, con mio figlio e la mia famiglia, con i miei libri e in compagnia degli amici di sempre.
Però mi piace anche incontrare nuove persone, viaggiare, apprendere ogni giorno qualcosa di nuovo. Potrei dirti che mi piace studiare, e sarebbe vero; però preferisco dire che mi piace imparare… Non necessariamente dai libri. E tenere la mente aperta.
2.        Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre amato le storie. Quand’ero piccola era mio padre a raccontarmele, poi ho imparato a leggere e mi sono tuffata nel mondo dei libri. Da qui al desiderare di scrivere qualcosa di mio il passo è stato breve. Mia madre conserva ancora i quaderni che riempivo da bambina con racconti e poesie. Il primo, ingenuo, romanzo l’ho terminato alle medie e da allora non ho mai smesso…
3.        Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
L’altra mia grande passione, oltre ai libri, sono gli animali.  Li amo e li rispetto… E siccome anche mio marito condivide questo interesse, casa nostra sembra un po’ uno zoo!
4.        I tuoi libri e autori preferiti?
Sono tanti! Amo le saghe, i libri lunghi e complessi in cui i caratteri dei personaggi hanno il tempo di svilupparsi e mutare.
Tra i miei autori preferiti inserirei Tolkien, J.K. Rowling, Jane Austen, George R.R. Martin e Arthur Conan Doyle.
5.        Come è nata l’idea per il tuo romanzo?
E’ nata da una brevissima biografia di Mary Read in cui mi sono imbattuta quando frequentavo l’università. Per me è stato un colpo di fulmine, che ha dato inizio a un lavoro di ricerca e stesura molto lungo e complesso.
Ho sempre sentito una grande comunione col personaggio di Mary, nonostante differisca da me quasi in tutto. O, forse, proprio per questo. 
6.        A cosa ti sei ispirato per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri, o al quale ti senti più legato? Perché?
Essendo Mary Read un personaggio realmente esistito, ho cercato di immaginare il suo carattere traendo spunto dalle notizie che abbiamo di lei. D’altra parte, le fonti sono scarne e quindi mi sono sforzata di immaginare quali sentimenti avrebbero potuto portarla a compiere delle scelte così azzardate e scomode.
Non c’è un vero e proprio personaggio che mi rispecchi, all’interno del libro, anche se ammetto di sentirmi particolarmente legata ad Harry: un baro molto onesto nei propri sentimenti, pronto a scherzare su tutto tranne che sull’amicizia.
7.        Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?
Che ognuno di noi ha bisogno, per essere felice, di capire chi è. Deve trovare la propria identità, anche se questo significa fare scelte scomode o non piacere a tutti. A volte la strada di alcuni individui e andare controcorrente.
8.        Puoi descrivere brevemente il tuo percorso di autore e le tue esperienze?
Ho collaborato come correttore di bozze e traduttrice per alcune pubblicazioni e negli anni 2010-2011 sono stata co-autrice di un fumetto seriale edito su riviste nazionali, il “Fotoronmao”. Le tavole di queste strisce sono anche state esposte in due mostre, una personale e una collettiva. Io e Andrea, l’altro autore, siamo tuttora affezionati al progetto e non escludiamo di riprenderlo.
9.        Cosa ne pensi del panorama letterario odierno? Cosa vorresti dire agli autori esordienti che non hanno ancora pubblicato?
Ho lavorato per più di un decennio come bibliotecaria e mi pare che negli ultimi tempi l’editoria si concentri troppo sul pubblicare libri “sicuri”: bestseller importati dall’estero o libri scritti da personaggi già famosi per altre ragioni (tv, sport…).
Come tutti gli esordienti, ho a mia volta collezionato parecchie delusioni prima di approdare a una casa editrice seria. Agli autori che non hanno ancora pubblicato vorrei dire perciò di non demordere: la buona editoria esiste e ci sono realtà in crescita grazie all’ entusiasmo e all’approccio innovativo.
10.    Quali sono i tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione sulle tue pubblicazioni?
A breve uscirà sempre per Butterfly edizioni, all’interno dell’antologia “Sussurri dal cuore… E dalle tenebre”, un racconto horror che ho scritto a quattro mani con Andrea Rizzi. Insieme avevamo già vinto un concorso narrativo indetto da Scheletri.com e, visto che la nostra collaborazione funziona, stiamo lavorando a un progetto di più ampio respiro.
Però ho anche iniziato ad abbozzare un altro romanzo tutto mio…
Grazie Michela per la tua gentilezza e per essere stata qui, spero di poter leggere al più presto il seguito delle favolose avventure di Mary.

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