Lettori fissi

giovedì 8 marzo 2012

10 motivi per non pubblicare a pagamento



Entrare in una libreria e trovare su uno scaffale il proprio libro messo in bella mostra è un sogno che tutti noi esordienti abbiamo. Tutti sanno che per far avverare un sogno servono costanza, impegno, una buona dose di fortuna…e qualche consiglio.
Molto tempo fa, quando ero solo una ragazzina, provai a far pubblicare un mio racconto. Naturalmente l’editore mi chiese un contributo esorbitante: io all’epoca ignoravo che al mondo potessero esistere anche case editrici che pubblicavano gratis, e così a causa della disinformazione e al fatto che avevo solo sedici anni, rinunciai.
Quello che mi preme dire è che a volte siamo noi stessi a porre dei limiti alle nostre aspirazioni. Certo, sarebbe bello veder pubblicato il proprio libro nel giro di pochi mesi, così ci rivolgiamo all’editoria a pagamento senza porci tanti problemi. Poi va a finire che le nostre 500 copie ammuffiscono dentro qualche magazzino, ignorate e impolverate.
Personalmente considero questa scelta un atteggiamento da vigliacchi. Una persona che decide di pagare per veder pubblicato il proprio libro (parlo di cifre esorbitanti), non andrà mai molto lontano. Innanzi tutto si tratta di uno scrittore che non crede nella propria opera, perché se ci credesse davvero, si rivolgerebbe prima agli editori free. È uno scrittore che non vuole rischiare, che ha paura di investire su se stesso, e che erroneamente crede che quella sia l’unica via per diventare ricchi e famosi nel giro di un paio di mesi. (!!!)
Il fatto è che nessuno vuole fare la gavetta, si vuole tutto e subito. A questo proposito vi cito l’esempio di J.K. Rowling, la mamma di Harry Potter. In Inghilterra, la Rowling propose il suo primo libro a una piccola casa editrice free, e con molta umiltà aspettò pazientemente. Se non avesse iniziato dal basso, adesso non sarebbe quella che è. Questo per farvi capire che se un libro vale, anche una piccola casa editrice free può fare miracoli.
Non mi sento di condannare case editrici che chiedono un piccolo contributo di spese perché posso capire che investire su un perfetto sconosciuto non debba essere facile. Quello che non approvo è l’ipocrisia di alcuni editori che spediscono il contratto senza aver neppure letto il romanzo, chiedendo (a prescindere che il romanzo sia bello o brutto) la somma di 2000 o 3000 euro!
Se uno scrittore pubblica a pagamento, non saprà mai se la sua opera vale! Se il problema è togliersi lo sfizio di veder pubblicato il proprio libro, tanto vale andare in copisteria e farsi stampare le copie da vendere, in modo da risparmiare parecchi soldini.
Rifiutate questa mentalità tipicamente italiana. Credete in voi stessi, credete nella vostra opera e dimostrate di essere veri scrittori.

 I 10 MOTIVI DEL PERCHE’ NON BISOGNA PUBBLICARE A PAGAMENTO


1.Perchè la casa editrice avrà già incassato i vostri soldi e non avrà alcun interesse a distribuire il vostro libro.

2.Perchè vi chiedono denaro nella correzione delle bozze: è un servizio che l’editor deve fare gratuitamente.

3.Perchè se vi rispondono entro un mese, dicendo che il vostro romanzo è un capolavoro e che avrete subito successo, lo dicono solo per convincervi a firmare il contratto, state sicuri che non hanno letto neppure la prima pagina.

4.Perché pagare per pubblicare un libro, significa pagare per lavorare!

5.Perchè nessuno in futuro prenderà in considerazione uno scrittore che ha pubblicato a pagamento, a prescindere che il libro sia bello o brutto.

6.Perchè chi pubblica a pagamento è come se dichiarasse ai quattro venti che non crede neppure lui stesso nella sua opera.

7.Perchè pubblicando a pagamento si alimenta un sistema che premia il denaro e non la bravura.

8.Perchè gli scaffali delle librerie sono pieni di libri inutili, grazie all’editoria a pagamento.

9.Perchè vi costa meno andare in copisteria e farvi stampare le vostre copie da vendere personalmente.

10.Perchè se siete dei veri scrittori, dovete dimostrare di esserlo, credendoci davvero!










1 commento :

Pino Palumbo ha detto...

Verrò ogni tanto qui da te Connie per avere un po d'informazioni e raccogliere un po della tua esperienza.
Sono d'accordo con te su queste 10 regole, ed è quello che in sintesi ho risposto a quelle 3-4 case editrici che mi hanno chiesto il contributo. Soprattutto trovo molto vere la 3 e l'ultima!
Ciao e buona giornata.

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