Lettori fissi

sabato 10 marzo 2012

Esordienti da non imitare



Scrittori esordienti da non imitare, ovvero quelli che seguono i seguenti assiomi:

  1. «Scrittori esordienti e scrittori emergenti sono la stessa cosa»: no carissimo/a, perché c’è l’irrilevante differenza che i secondi hanno già pubblicato almeno un’opera e i primi no. Naturalmente, pubblicare a pagamento non vale.
  2. «Tanto è la casa editrice che sistema il romanzo, posso scrivere anche senza punteggiatura e in linguaggio sms»: certamente, poi però non ti lamentare se il tuo “romanzo” viene cestinato già solo vedendo il titolo.
  3. «Oggi come oggi copiano l’uno dall’altro, quindi lo faccio anch’io»: il plagio è un reato, quindi se non si è capaci di inventare una storia, non si scrive. È inutile cercare di copiare romanzi famosi spacciandoli per “Parry Hotter” e “Twylayght”, tanto si capiscono al volo che sono plagi. (Vedere vari scaffali alla Mondadori, Fazi e Feltrinelli per conferma.)
  4. «L’importante è pubblicare, anche se a pagamento»: No! No! E ancora NO! Pubblicare a pagamento significa non credere nella propria opera, premiare il denaro e non la bravura, e non sapere mai se la propria opera effettivamente vale.
  5. «Vorrei pubblicare un romanzo, da chi me lo posso fare scrivere?»: qui non commento e stendo un velo pietoso.
  6. «Il mio romanzo è un capolavoro (anche se non lo ha letto nessuno ed è ancora solo un piccolo file di 4 pagine nel mio pc), il tuo no. Tiè! Io sono uno scrittore famoso e tu no.»: E io sono in realtà J.K.Rowling in incognito, e sono in Italia perché sto scrivendo il libro “Silvio Berlusconi e i doni della Ruby”.
  7. «L’importante in un romanzo non è la trama ma la grammatica», «L’importante in un romanzo non è la grammatica ma la trama»: perché invece non valorizzare entrambe? Un libro scritto in perfetto italiano se non ha una trama coinvolgente non piace a nessuno, lo stesso dicasi per un romanzo emozionante se ogni due righe dobbiamo fermarci a causa degli errori!
  8. «Tanto ormai pubblicano libri anche cani e porci, perché non dovrei farlo anch’io?»: il problema infatti, è “come” si pubblica. A pagamento, oltre ai cani e ai porci, anche un babbuino analfabeta può pubblicare, basta che tiri fuori i piccioli.
  9. «Voglio pubblicare un manuale di scrittura creativa»: fai pure, però prima “scrivilo” tu un romanzo dall’inizio alla fine, e poi dai consigli agli altri.
  10. «Ho scritto un libro ma non lo farò mai leggere a nessuno, mi vergogno. Tanto, io scrivo solo per me stesso»: vorrei vedere se ti proponessero una pubblicazione, rinunceresti perché ti vergogni? Basta con quest’ipocrisia, noi scrittori siamo egocentrici e vogliamo pubblicare, se vuoi scrivere per te stesso, scrivi i diari di Hello Kitty, non un romanzo!




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